
Giuseppe Battista nominato presidente di sezione penale del Tribunale di Bari
Il dottor Giuseppe Battista è nominato presidente della sezione penale del Tribunale di Bari. Magistrato dal 1994, GIP/GUP ed esperto di giudice minorile

In magistratura dal 1994 è statoi anche giudice minorile, GIP/GUP e componente del Consiglio Giudiziario. Il dottor Giuseppe Battista, barese di 62 anni, è stato nominato all’unanimità presidente di sezione penale del Tribunale di Bari. La delibera è stata adottata dal plenum del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM). In magistratura dal 1994, Giuseppe Battista ha ricoperto diversi incarichi: è stato giudice minorile, giudice presso le sezioni distaccate di Rutigliano e Acquaviva delle Fonti, coordinatore di sezione, magistrato del Riesame e delle misure di prevenzione per 10 anni. Attualmente svolge le funzioni di GIP/GUP presso il Tribunale di Bari. Da aprile 2025 è anche componente del Consiglio Giudiziario.
Otto anni di carcere per ciascuno dei sei imputati riconosciuti colpevoli del duplice tentato omicidio del 2018
La ragazza aveva mentito sulle percosse subite dall’ex compagno ed è finita a processo per falsa testimonianza. Ma l’imputata, una giovane barese, è stata assolta perché l’uomo aveva minacciato di morte lei e il figlio Minacce di morte alla compagna ed al figlio neonato per costringere la donna a ritrattare le accuse di lesioni mosse nei suoi confronti. E questo il retroscena che ha fatto finire a processo per falsa testimonianza una 30enne barese, poi assolta con formula piena dal gup Nicola Bonante, al quale ha rivelato fra le lacrime cosa era realmente accaduto. Servizio di Linda Cappello
I difensori dell’ex gip di Trani Nardi chiedono che la competenza sia del Tribunale di Perugia E’ attesa per domani mattina la decisione del gup di Potenza Lucio Setola sulle questioni di incompetenza sollevate dalla difesa dell’ex gip Michele Nardi, coinvolto nel processo per la “Giustizia truccata” nel Tribunale di Trani. Processo annullato dopo la sentenza di primo grado e approdato al Tribunale di Potenza, dove si è ripartiti da zero. I difensori del magistrato hanno rilanciato la loro tesi: essendo Nardi all’epoca dei fatti contestati un ispettore ministeriale e quindi un pm in servizio a Roma, la competenza a giudicarlo deve essere a loro giudizio del Tribunale di Perugia. L’inchiesta è quella che nel gennaio 2019 portò in carcere Nardi e l’ex pm Savasta, coinvolgendo altre persone che – a vario titolo e secondo le rispettive responsabilità – avrebbero concorso con i due magistrati nell’aggiustare i processi tranesi in cambio di soldi e favori.
Il 24enne sarebbe stato minacciato in altre occasioni dal clan Sarcina Un omicidio commesso “nell’ambito del controllo delle piazze di spaccio gestite dal clan Sarcina”. È quanto emerge dalle 176 pagine che il Gup, Ivan Barlafante, ha depositato nel procedimento a carico di Dario Sarcina e Cosimo Damiano Borraccino, entrambi di 34 anni, condannati per l’omicidio di Michele Cilli, 24enne scomparso a Barletta nella notte tra il 15 e il 16 gennaio 2022. I due sono stati condannati il 30 marzo 2023 rispettivamente a 18 anni e otto mesi e cinque anni e otto mesi. A sostegno della ricostruzione fatta dalle autorità il ritrovamento di una agendina in cui erano scritti, secondo il giudice, “nomi e cifre riconducibili alla tipica contabilità tenuta nel traffico di stupefacenti”. Nella ricostruzione fornita dal giudice si legge come il delitto non fosse stato premeditato da Sarcina e Borraccino, in quanto il primo avrebbe potuto costruirsi un alibi migliore di quello fornito agli inquirenti durante l’interrogatorio: a destare sospetto erano delle ferite alle mani che lui tentò di liquidare come conseguenze di un pugno a uno specchio. Una perizia accertò che nei tagli, non erano presenti residui di vetro. Cilli sarebbe stato già minacciato dal clan Sarcina tre anni prima della scomparsa, secondo quanto raccontato da alcuni testimoni, e nel 2014, ancora minorenne, avrebbe partecipato all’agguato nei confronti di uno dei pusher del clan.

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