
Gravina, il giorno della memoria a teatro
“Processo a Dio” di Stefano Massini al Vida lunedì 27 gennaio alle 21 con la compagnia “Colpi di scena” Uno dei racconti più potenti e

“Processo a Dio” di Stefano Massini al Vida lunedì 27 gennaio alle 21 con la compagnia “Colpi di scena” Uno dei racconti più potenti e lucidi della “Shoah” che riesce a scavare nei meandri più reconditi e intimi dell’animo umano e del suo rapporto con il divino. E’ “Processo a Dio” di Stefano Massini dove la verità storica dell’Olocausto è incarnata e rivissuta da personaggi immaginari. Rivisitata in forma teatrale, l’opera sarà rappresentata dalla compagnia “Colpi di scena” con il suo corpo di ballo lunedì 27 gennaio, al teatro Vida di Gravina. Sipario alle 21 con la regia di Michele Mindicini e la direzione di scena di Deborah Schinco. Il modo, forse più toccante, per far riflettere sul significato del giorno della memoria – oggi ancora più attuale – perché, come dice l’autore in uno dei passaggi più significativi, “il processo a Dio non comincia adesso: non si è mai interrotto, da cinquemila anni. Non siamo gli ultimi, altri seguiranno”.
Intervento multidisciplinare al Policlinico Un team multidisciplinare del Policlinico di Bari ha salvato la vita a madre e il feto alla 37esima settimana con un intervento combinato di cesareo e rimozione del tumore alla tiroide. Un valore anomalo nelleanalisi di routine durante la gravidanza ha messo in allerta l’endocrinologo, il professore Sebastio Perrini. Sono seguite le analisi di approfondimento ed è arrivata la diagnosi: tumore tiroideo con metastasi latocervicali bilaterali da trattare chirurgicamente per l’evoluzione rapida della malattia. Per la paziente di 29 anni, alla prima gravidanza, al Policlinico di Bari, si è riunito un team multidisciplinare di esperti con il professore Francesco Giorgino direttore della Unità operativa complessa di Endocrinologia, il professoreSebastio Perrini, la professoressa Angela Pezzolla, direttrice della Chirurgia generale ‘Marinaccio’, il professore Ettore Cicinelli, direttore dell’unità operativa di ginecologia e ostetricia, il professore Nicola Laforgia, direttore della neonatologia e l’anestesista dottoressa Katarzyna Trojanowska, dell’unità operativa di rianimazione II diretta dal professore Salvatore Grasso e l’oncologa Stefania Stucci, del reparto di oncologia medica diretto dal professore Camillo Porta. “Abbiamo condiviso insieme la necessità, per il grado di avanzamento del carcinoma, di combinare una tiroidectomia totale e una linfoadenectomia bilaterale dopo il taglio cesareo per la nascita della bambina in un’unica seduta operatoria”, spiegano Pezzolla e Giorgino. La paziente era alla trentasettesima settimana di gestazione, la bambina aveva anche un giro anomalo del cordone ombelicale. Subito dopo il parto, si è proceduto conla rimozione della tiroide e dei linfonodi. La paziente dovrà sottoporsi a radioterapia metabolica.

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