
Conclave, seconda fumata nera da Cappella Sistina alle 11.50
Dopo la nuova votazione dei cardinali ancora senza Papa Dopo la prima fumata nera, arrivata ieri sera alle 19.00, poco prima di mezzogiorno è arrivato
Dopo la nuova votazione dei cardinali ancora senza Papa Dopo la prima fumata nera, arrivata ieri sera alle 19.00, poco prima di mezzogiorno è arrivato dal Conclave il secondo no. I 133 cardinali, riuniti nella Cappella Sistina, non hanno raggiunto l’accordo sul nome del nuovo pontefice e si preparano ad una nuova votazione. La riunione è durata circa tre ore, a seguire l’annuncio pubblico. Le votazioni andranno avanti fino a quando uno dei cardinali presenti – tutti eleggibili -otterranno la maggioranza dei voti per succedere a Bergoglio. Circa dodicimila le personepresenti a San Pietro per assistere alla seconda fumata. La votazione è andata a vuoto, ma è scattato comunque l’applauso spontaneo dalla folla, nonostante la delusione. In tanti sperano in una elezione dai tempi rapidi. Terminate la seconda e la terza votazione, i cardinali riuniti in conclave tornano oraa Casa Santa Marta per il pranzo. Alle 15.45 la nuova partenza verso il Palazzo apostolico, quindi alle 16.30 il ritiro nella Cappella Sistina con altre due votazioni e al termine (intorno alle 19.30) la celebrazione dei Vespri. La fumata è attesa in serata, a meno che venga scelto il nuovo Papa nel quarto scrutinio, e quindi a metà pomeriggio. In quel caso la fumata sarà bianca.
Il Cardinale Parolin è il grande favorito, ma spunta anche l’ipotesi del Cardinale pugliese, Fernando Filoni Era prevedibile, ma in tanti avevano sperato che dal comignolo sul tetto della Cappella Sistina uscisse la fumata bianca. Il Cardinale Parolin è il grande favorito, ma insieme agli altri tanti nomi che si sono fatti in questi giorni, spunta anche l’ipotesi del Cardinale pugliese, Fernando Filoni, figura di spicco con una lunga esperienza diplomatica e curiale. Ci si aspettava la prima fumata intorno alle 19.00/19.30, mentre da Via della Conciliazione continuava ad arrivare gente. Man mano è cresciuta dunque la convinzione che proprio la lunga attesa fosse un segnale di una elezione avvenuta. Alle 21, la delusione per la fumata nera, ma già tutti pronti a tornare piazza tra qualche ora. Servizio di Stefania RotoloRiprese e Montaggio Massimo D’Olimpio
Alle 21.01 la prima fumata del Conclave E’ stata nera la prima fumata del Conclave che eleggerà il nuovo Papa. Era prevedibile, non essendo mai successo nella storia di un’elezione al primo scrutinio. I 133 cardinali elettori si rivedrannodomani mattina per la seconda votazione (ed eventualmente la terza) e in caso di fumata ancora nera, nel pomeriggio sono previste altre due votazioni. Il quorum per una fumata bianca è di 89. Piazza San Pietro e via della Conciliazione erano gremite già al calar della sera, intorno alle 19. Si pensava che la fumata sarebbe arrivata intorno alle 19.30 e invece ci sono volute tre ore e 17 minuti dopo l’extra omnes. Il 12 marzo del 2013, anno in cui fu eletto Papa Francesco, la prima fumata nera arrivo due ore e8 minuti dopo l’extra omnes. Stamani è stata celebrata in San Pietro la messa Pro eligendo Romano Pontifice. Nel pomeriggio sono poi cominciati i riti del Conclave con la processione dei cardinali dall’Aula Paolina alla Cappella Sistina. Dopo il canto delle Litanie con le invocazioni, il celebrante, il cardinale Pietro Parolin, ha intonato l’inno “Veni, creator Spiritus”, l’invocazione solenne dello Spirito Santo. Dopo un momento di preghiera in silenzio, i cardinali hanno pronunciato il giuramento. Alla fine il maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie, monsignor Diego Ravelli, ha intimato l'”Extra Omnes” (Fuori tutti). E le porte della Sistina si sono chiuse.
I vertici nazionali si sono incontrati, ma il nodo Puglia non è stato affrontato. Servizio di Stefania Rotolo Riprese e montaggio di Massimo D’olimpio Intervista: Antonio Tajani – Pres. FI
Ancora fumata nera per l’ex Ilva, Acciaierie d’Italia. L’assemblea odierna, in aggiornamento diquella del 23 novembre, si è chiusa con un nulla di fatto e aggiornata al 6 dicembre. Il socio privato di Acciaierie, Arcelor Mittal, che detiene la maggioranza della società (62 per cento, il resto è nelle mani di Invitalia, società del Mef), ha chiesto altri 8 giorni di tempo. Sul tavolo c’è sempre la necessità di assicurare un sostegno finanziario urgente all’azienda, valutato in 320-380 milioni, da dividere però in quota parte sulla base dei rispettivi pesi societari. Questa è anche la linea del Governo. Invitalia, già dalla precedente assemblea, era pronta a fare la sua parte. Dopo l’ennesimo nulla di fatto, sul piede di guerra i sindacati metalmeccanici.

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