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La tragedia ha colpito la comunità di San Donaci, in provincia di Brindisi. Lui è morto a causa di un infarto fulminante, lei non ha retto il dolore per la perdita dell’amato fratello . Fratello e sorella morti a poche ore di distanza l’uno dall’altra e una terza sorella è ricoverata in gravi condizioni. La tragedia si è consumata a San Donaci, in provincia di Brindisi. Angelo Verdoscia 50 anni, si è sentito male mentre era in un bar a prendere un caffè. Ha chiesto ad un amico di accompagnarlo a casa perché non si sentiva bene ma non ha fatto in tempo a tirare a casa. Si è accasciato sulla strada, un infarto fulminante non gli ha lasciato scampo. Claudia Verdoscia, 62 anni, non ha retto al dolore per la perdita del fratello. Anche lei, poche ore dopo aver appreso della morte di Angelo, ha avuto un malore che le è stato fatale. C’è una terza sorella che, duramente provata da quanto accaduto, si è sentita male. È ricoverata all’ospedale Perrino di Brindisi dove è stata sottoposta ad un intervento chirurgico, le sue condizioni sono gravi. Angelo e Claudia Verdoscia erano molto conosciuti nella comunità di Sandonaci. Erano persone brave e umili, dedite al lavoro nei campi. Una famiglia numerosa la loro, dieci figli, molto uniti. I funerali dei due fratelli si sono svolti sabato. 

Vito e Rosa erano seguiti dai servizi sociali come l’intera famiglia, nella quale tutti avevano problemi di salute “Mamma e papà, pregate per noi”. Hanno lasciato questo messaggio ai loro genitori, e poi sono saliti in veranda dando fuoco a tutto, anche a se stessi. Sono morti così Vito e Rosa, 38 e 33 anni, fratello e sorella, trovati carbonizzati dai vigili del fuoco nella notte fra martedì e mercoledì nella loro casa in zona mercato a Cassano Murge.

Un corteo silenzioso ha attraversato le vie del paese in occasione della terza edizione della “Giornata della pace” A poche ore dal tragico incendio che ha sconvolto la comunità di Cassano delle Murge, un corteo silenzioso ha attraversato le vie del paese in occasione della terza edizione della “Giornata della pace”, organizzata dall’Università della terza età in collaborazione con diverse realtà del territorio. Studenti, rappresentanti delle associazioni e semplici cittadini hanno raggiunto piazza Aldo Moro dove si è svolto un momento di riflessione su quanto sta accadendo in Medio Oriente e in Ucraina.

La tragedia all’ultimo piano di una palazzina in via Vittorio Emanuele 29, ignote le cause Fratello e sorella di 38 e 33 anni, Vito e Rosa Coppi, sono morti a causa di un terribile incendio divampato ieri sera a Cassano delle Murge. Le fiamme hanno travolto la palazzina che si trova in via Vittorio Emanuele 29, nei pressi della ex Casa Bianca, la zona del mercato. Sul posto sono intervenute due squadre dei Vigili del Fuoco di Bari e Altamura oltre a Carabinieri. Le vittime abitavano nella palazzina assieme ai loro genitori che al momento dell’incendio non erano in casa. Sul posto, durante la notte, sono intervenuti gli specialisti del Servizio investigazioni e il medico legale per i rilievi del caso. La palazzina è sottoposta a sequestro penale. I corpi sono stati trovati carbonizzati. Si indaga sulle cause dell’incendio, non si esclude l’ipotesi di un fornello lasciato acceso ma tutte le piste sono aperte. 

Le indagini dei Carabinieri dopo la denuncia del preside della scuola frequentata dalla minorenne I Carabinieri di Potenza hanno arrestato due fratelli accusati di una serie di abusi ai danni di una minorenne di 14 anni. La ragazza era costretta anche a cedere piccoli importi di denaro e gioielli, sottratti ai genitori e ad altre persone a lei vicine. I due fratelli le avevano promesso di intrattenere una relazione sentimentale e avevano con lei ripetuti approcci sessuali. Le indagini sono partite dopo la denuncia del preside della scuola frequentata dalla studentessa

Furono assassinati per aver assistito all’omicidio del boss Mario Luciano Romito, avvenuto nell’agosto del 2017. I familiari hanno ricevuto il decreto della Prefettura di Foggia Luigi e Aurelio Luciani, gli agricoltori brutalmente uccisi nell’agosto del 2017 nella strage di San Marco in Lamis sono stati dichiarati ufficialmente vittime di Mafia. Venerdì scorso le famiglie dei due fratelli hanno ricevuto il decreto della Prefettura di Foggia. La loro unica colpa fu quella di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato. Furono assassinati per aver assistito all’omicidio del boss della Mafia garganica Mario Luciano Romito, avvenuto a poca distanza dal terreno in cui stavano lavorando. Il riconoscimento di vittime di mafia rappresenta una battaglia vinta per i familiari dei due agricoltori e per chi, ogni giorno, è in prima linea nella lotta alla criminalità organizzata nel foggiano.

La testimonianza di Maria e di Damiano arriva da Taranto. Si rivolgono ai genitori che oggi si sentono soli: “Non smettete mai di sperare e vedrete meraviglie” di Alessandra Martellotti

Il fatto è accaduto nella notte tra Pasqua e Pasquetta, gli indagati sono accusati di tentato omicidio I carabinieri hanno arrestato cinque persone accusate di aver tentato di uccidere due fratelli dopo un litigio, nella notte tra Pasqua e Pasquetta, ad Apricena. L’ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal tribunale di Foggia su richiesta della Procura. Secondo quanto ricostruito dalle indagini, uno degli arrestati, un 20enne di San Severo, fu coinvolto in un litigio con un suo coetaneo in una delle piazze principali di Apricena. Dopo circa mezz’ora il 20enne sarebbe tornato con quattro amici per cercare il ragazzo con cui aveva litigato. Un volta rintracciato, una delle persone nell’auto sarebbe scesa e avrebbe sparato alcuni colpi di pistola contro il giovane che si trovava nei pressi di un bar con suo fratello e altri familiari. Le cinque persone poi fuggirono facendo perdere le proprie tracce.

A 15 anni dal ritrovamento dei resti di Ciccio e Tore Pappalardi, il padre dei due fratellini di Gravina torna a chiedere la riapertura delle indagini. Stasera sarà ospite al Graffio Servizio di Antonio Procacci

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