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fatture false

Il progetto delittuoso è stato realizzato da tre soggetti di Trani. Tra questi, un consulente fiscale. È scattato il sequestro preventivo, finalizzato alla confisca, di oltre 11 milioni di euro e di 7 immobili per imprese coinvolte in una frode fiscale per emissione di fatture false. Il provvedimento è stato eseguito dai Finanzieri del Comando Provinciale Barletta-Andria-Trani e vede coinvolte 36 imprese. L’illecito è di circa 18 milioni di euro. Gli approfondimenti investigativi hanno fatto emergere l’esistenza di imprese come “scatole vuote”,prive di qualsivoglia struttura aziendale. Le fatture false venivano inizialmente accompagnate da un reale flusso di denaro, poi rimesso nella disponibilità di chi emetteva i falsi documenti fiscali e contabili. Il progetto delittuoso è stato realizzato da tre soggetti di Trani. Tra questi, un consulente fiscale ha assunto un ruolo fondamentale gestendo le fittizie assunzioni di dipendenti in capo alle imprese “cartiere”. Sequestrati anche 4 immobili in provincia di Milano e uno a Molfetta. Cessate anche 12 partite IVA.

Le società sono a Bari, Bitonto, Giovinazzo e Sannicandro di Bari . Sequestro preventivo della guardia finanza di Bari, finalizzato alla confisca, per oltre 600.000 euro, nei confronti di diverse imprese operanti nel settore dell’edilizia e della serramentistica. Le indagini sono state coordinate dalla Procura della Repubblica di Bari. Una società di fabbricazione e posa in opera di infissi si era rivelata una cosiddetta “cartiera”, utilizzata per consentire a terzi di evadere le imposte mediante l’emissione di fatture per operazioni inesistenti per circa 1.300.000 euro. Le Fiamme Gialle di Putignano hanno individuato 22 imprese localizzate nella città di Bari, Bitonto, Giovinazzo e Sannicandro di Bari che, mediante la contabilizzazione delle fatture per operazioniinesistenti ottenute, hanno beneficiato di un’indebita detrazione dell’I.V.A. e di una indebita deduzione di costi ai fini reddituali, con un conseguente danno all’Erario pari ad oltre 600 mila euro di imposte evase. L’Autorità Giudiziaria ha emesso un provvedimento di sequestro finalizzato alla confisca per un importo complessivo pari al profitto delle imposte evase in capo alle imprese beneficiarie della frode, all’esito del quale sono state sottoposte al vincolo cautelare, tra l’altro, disponibilità finanziarie pari a oltre 350 mila euro. Sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria 26 soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, di emissione/utilizzo di fatture false.

L’operazione è della Guardia di Finanza di Treviso Fatture false relative a lavori edili mai svolti da 4 società fittizie sono state scoperte dalla Guardia di Finanza di Treviso. Gli imprenditori avrebbero così realizzato risparmi d’imposta per oltre 26milioni di euro. Le fatture false erano state emesse per 24 società che operavano in diverse province italiane, tra cui anche la Barletta-Andria-Trani. Sono stati quantificati in oltre un milione di euro iproventi illeciti relativi all’emissione delle fatture. In tutto sono stati denunciati sei soggetti utilizzo ed emissione di fatture false, uno dei quali anche per indebito accesso a erogazioni pubbliche. 

Attività investigativa condotta dalla Guardia di Finanza e dai Carabinieri dei rispettivi Comandi Provinciali di Bari La Guardia di Finanza sta eseguendo 15 misure cautelari personali e sequestri di beni per circa 10 milioni di euro nei confronti di una intera famiglia di imprenditori di Altamura. Al centro di tutto ci sarebbel’imprenditore edile Giuseppe De Scala, di 47 anni. Coinvolti, e finiti ai domiciliari anche il padre e la madre e altri familiari e collaboratori. Le accuse, a vario titolo, sono di associazione per delinquere, emissione di fatture false, riciclaggio e autoriciclaggio.

Al centro dell’inchiesta ci sarebbe un imprenditore, coinvolti anche l’ex direttore dell’ufficio postale di Altamura e tre dipendenti dello stesso istituto Emissione ed utilizzo di fatture false, riciclaggio e autoriciclaggio. Sono i reati contestati a dieci persone, arrestate in queste ore dai militari del nucleo di polizia economico-finanziaria della guardia di finanza di Bari. Quattro sono finite in carcere, altre sei ai domiciliari. Al centro dell’inchiesta ci sarebbe un imprenditore originario di Altamura, Nicola Abrescia, che attraverso le sue aziende operanti nel settore dei serramenti, degli infissi e degli arredi per esterno, avrebbe emesso fatture per operazioni inesistenti per l’ammontare di 17 milioni e mezzo di euro. Coinvolti anche l’ex direttore dell’ufficio postale di Altamura e tre dipendenti dello stesso istituto. Complessivamente sono indagate 19 persone fisiche e due società. Sequestrati beni per 5 milioni di euro.

La società avrebbe contabilizzato le fatture false, detraendo indebitamente l’Iva e dichiarando in modo fraudolento i propri redditi Sono stati sequestrati dalla Guardia di finanza di Bari conti correnti e quote societarie per un valoresuperiore a 147mila euro appartenenti a una società di abbigliamento. Nel 2016 e 2017, la società avrebbe usato fatture false per ridurre il proprio imponibile fiscale. In particolare, queste fatture, per un totale di oltre 670mila euro di imponibile e circa 150mila euro di Iva, sarebbero risultate emesse da due società cinesi, i cui referenti risultano irreperibili. La società avrebbe contabilizzato le fatture false, detraendo indebitamente l’Iva e dichiarando in modo fraudolento i propri redditi.

Frode fiscale, 10 arresti ad Altamura

Al centro dell’inchiesta ci sarebbe un imprenditore, coinvolti anche l’ex direttore dell’ufficio postale di Altamura e tre dipendenti dello stesso istituto Emissione ed utilizzo di

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