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La decisione è stata presa nel confronto di questa mattina Aggiornato al 28 marzo, alle 16.00, il negoziato per la cassa integrazione straordinaria ad Acciaieried’Italia, ex Ilva. La decisione è stata presa nel confronto di questa mattina, probabilmente per evitare che si arrivasse ad un accordo separato sulla cassa, come sembrava profilarsi in queste ore. La Uilm, sindacato maggioritario a Taranto, aveva già fatto capire che non avrebbe firmato alcuna intesa. Martedì la riunione sarà in modalità call conference e martedì è anche l’ultimo giorno utile perchè la cassa integrazionestraordinaria è in scadenza. Si tratta della procedura aperta a marzo 2022. Per quest’anno la cassa straordinaria è stata chiesta da Acciaierie d’Italia per 3.000 dipendenti del gruppo, stesso numero del 2022, di cui 2.500 a Taranto.

Non è stato trovato l’accordo, al Ministero del Lavoro, sulla proroga della cassa integrazione per 3 mila addetti di Acciaierie d’Italia. Domani nuovo incontro Servizio di Stefania Rotolo Riprese e montaggio di Massimo d’Olimpio Interviste a: Davide Sperti, Segr. Uilm Franco Rizzo, Esecutivo Naz. Usb Valerio d’Alò, segr. Naz. Fim Cisl

Da Taranto il segretario nazionale della Uilm denuncia: “Sperpero di risorse e redditi da fame non li accettiamo più” Servizio di Francesco Persiani Interviste a: Paolo Bombardieri, segretario nazionale Uil  Rocco Palombella, segretario nazionale Uilm

Il processo prenderà il via, a Potenza, il 25 maggio Con l’accusa di “corruzione in atti giudiziari” è stato rinviato a giudizio l’ex procuratore capo di Taranto, Carlo Maria Capristo, attualmente in pensione.Insieme a Capristo, rinviati a giudizio l’ex commissario di Governo della fabbrica in amministrazione straordinaria Enrico Laghi, il funzionario di polizia, Filippo Paradiso, l’avvocato Giacomo Ragno di Trani e l’avvocato Pietro Amara. Il rinvio a giudizio riguarda vicende che ruotano attorno all’ex Ilva di Taranto nel periodo in cuiCapristo era a capo della Procura e Laghi uno dei commissari dell’amministrazione straordinaria. Il processo prenderà il via, a Potenza, il 25 maggio.

Si tornerà a discutere il prossimo 23 marzo sulla possibile proroga di un anno della cassa integrazione straordinaria per circa 3000 addetti di Acciaierie d’Italia, ex Ilva Servizio di Stefania Rotolo Riprese e montaggio di Massimo d’Olimpio

Richiesta di cassa integrazione straordinaria per 3.000 dipendenti, 2.500 a Taranto Il ministero del Lavoro ha convocato un incontro venerdì alle 12.00 per avviare l’esame della richiesta di cassa integrazione straordinaria chiesta a fine febbraio da Acciaierie d’Italia, ex Ilva. Si tratta della richiesta di proroga per un altro anno. La cassa in corso termina a fine mese. AdI l’ha chiesta per 3.000 dipendenti del gruppo, di cui 2.500 a Taranto. Al ministero convocate anche le Regioni Puglia, Piemonte, Liguria e Lombardia, dove hanno sedi impianti dell’ex Ilva. 

Confronto tra gli onorevoli Giovanni Maiorano e Vito De Palma con la dirigenza di Confindustria e con i rappresentanti delle imprese dell’indotto di Acciaierie d’Italia. Per queste ultime la situazione è difficile Servizio di Francesco Persiani Interviste a: on. Giovanni Maiorano, Fdi on. Vito De Palma, Fdi

Nelle elezioni per il rinnovo del consiglio di fabbrica la Uilm ha ottenuto il 37,5% dei voti, che le consentono un’ampia rappresentanza con 23 delegati su 63 Servizio di Antonio Lorusso

Con 144 voti a favore, 103 contrari e 16 astenuti, la Camera ha approvato definitivamente il provvedimento Servizio di Stefania Rotolo Riprese e montaggio di Massimo D’Olimpio Interviste a: On Claudio Stefanazzi, Pd On Mauro D’Attis, FI On Leonardo Donno, M5S

Per i sindacati dei metalmeccanici di Taranto si tratta dell’ennesima decisione di ripiego, di emergenza, che non risolve di certo i problemi Servizio di Francesco Persiani Intervista ad Antonio Talò, ex segretario UILM TA

Prosegue l’iter approvativo del decreto che deve essere convertito in legge entro il 6 marzo. Domani il voto finale Servizio di Stefania Rotolo Riprese e montaggio di Massimo d’Olimpio

Giovedì il voto finale e definitivo sul provvedimento Con 194 voti a favore, 138 contrari e quattro astenuti, la Camera conferma la fiducia al Governo sul decreto legge sull’ex Ilva. Si passa ora all’esame degli ordini del giorno al testo, che verranno votati domani, quando è previsto si tenga il voto finale e definitivo sul provvedimento.

I freni di emergenza hanno evitato il crollo del macchinario Incidente senza conseguenze per i lavoratori al secondo sporgente del porto di Taranto, in uso ad Acciaierie d’Italia. Secondo fonti sindacali avrebbero ceduto parti di una gru, causando alcuni danni all’impianto adibito alla movimentazione di materiali. Mentre il caricatore era in azione e il braccio della gru era in alto, si sarebbe improvvisamente rotto il riduttore. Sono però scattati i freni di emergenza evitando che il braccio, che stava scivolando verso il basso, trascinasse l’intera gru. Il lavoratore che stava operando in quel momento è riuscito a mettersi in salvo.

Un turnover ai vertici tecnici, del quale nessuno sa dare spiegazione Servizio di Francesco Persiani Intervista a Francesco Rizzo, Segretario USB

E’ stato approvato dall’Aula con 78 voti favorevoli, 57 contrari e 7 astenuti. Il testo, che ora passa al vaglio della Camera, prevede il trasferimento di 680 milioni di euro a favore dell’impianto L’Aula del Senato ha approvato, con 78 voti favorevoli, 57 contrari e 7 astenuti, il decreto che introduce misure urgenti per gli impianti dell’ex Ilva. Il provvedimento passa ora alla Camera per l’approvazione definitiva e va convertito in legge entro il 6 marzo. Il decreto, varato il 5 gennaio scorso, permetterà di destinare 680 milioni ad Acciaierie d’Italia, un prestito ponte per coprire i debiti ed evitare di portare i libri in tribunale. Viene quindi previsto una sorta di ‘scudo’ che impedirà, da parte dell’autorita’ giudiziaria, “sanzioni interdittive” che possano pregiudicare la “continuità dell’attività” negli stabilimenti.

Bisogna definire la prospettiva di riconversione del siderurgico Confronto questa mattina a Roma tra il sindaco di Taranto, Melucci, ed il ministro delle imprese, Adolfo Urso. Sul tavolo i temi connessi alla proposta di accordo di programma sull’ex Ilva, le iniziative correlate agli investimenti europei in materia di decarbonizzazione e la ripresa del percorso istruttorio finalizzato all’istituzione e all’insediamento a Taranto del tecnopolo del Mediterraneo. “Ho trovato il ministro seriamente al lavoro sui nostri dossier –  ha commentato Melucci al termine dell’incontro -. Non abbiamo tempo da perdere, ha continuato il primo cittadino e presidente della provincia, serve dare slancio ad un modello di sviluppo alternativo e sostenibile per l’area di crisi industriale di Taranto, nel contempo definendo una volta per tutte la prospettiva di riconversione dell’ex Ilva.

Sindacati: fabbrica oramai al collasso Servizio Annamaria Rosato

Melucci: non c’è un piano B, non si può tornare indietro “Stiamo ragionando di come superare le fonti inquinanti, andare con i forni elettrici a produrre quell’acciaio verde che Bruxelles ci impone entro il 2035. Questo avrà dei costi, lo sappiamo bene. Dobbiamo impegnarci, all’interno dell’accordo di programma proposto, per salvaguardare gli interessi di tutti, a partire dai lavoratori. Ma non c’è un piano B. Non si può tornare indietro, la transizione è partita”. Lo sottolinea il sindaco e presidente della Provincia di Taranto Rinaldo Melucci all’indomani dell’incontro in cui i vertici della società Dri Italia (il presidente Franco Bernabè e l’Ad Stefano Cao) hanno presentatoil progetto dell’impianto di preridotto che sarà realizzato a Taranto, strutturato in due moduli da 2-2,5 milioni di tonnellate. Il primo alimenterà i due forni elettrici previsti da Acciaierie d’Italia nell’ambito del piano di riconversione produttiva e decarbonizzazione, il secondo fornirà i produttori privati del Nord Italia. “Abbiamo discusso, a volte – aggiunge Melucci – ci siamo anche divisi, tutti quanti con le proprieragioni, dal 2012 in avanti, ma la transizione di questo territorio sta finalmente cominciando e dobbiamo rimanere razionali e pratici verso la meta”. Secondo Melucci “si stanno facendo passi avanti importanti. Il 19 gennaio scorso abbiamo presentato al tavolo ministeriale la nostra relazione con una road map indicativa per l’accordo di programma, per i temi da trattare e per gli obiettivi da raggiungere secondo gli intessi che la comunità si è data. Torneremo a incontrarci probabilmente a fine mese per proporre al ministro Urso la nostra agenda di lavori per le prossime settimane”. 

Il presidente di Acciaierie d’Italia domani mattina sarà nel capoluogo ionico. Intanto l’indotto chiede incontro con il Ministro Urso Servizio di Annamaria Rosato

Usb: non si acquistano più materie prime minerali  Servizio di Francesco Persiani Intervista a Valerio Dalò, segretario nazionale FIM

Decreto ex Ilva ora è legge

Con 144 voti a favore, 103 contrari e 16 astenuti, la Camera ha approvato definitivamente il provvedimento Servizio di Stefania Rotolo Riprese e montaggio di

Dl ex Ilva, Camera conferma fiducia

Prosegue l’iter approvativo del decreto che deve essere convertito in legge entro il 6 marzo. Domani il voto finale Servizio di Stefania Rotolo Riprese e

Roma: ex Ilva, incontro Melucci – Urso

Bisogna definire la prospettiva di riconversione del siderurgico Confronto questa mattina a Roma tra il sindaco di Taranto, Melucci, ed il ministro delle imprese, Adolfo

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