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L’azienda di Torricella è in regime di concordato e non può garantire la continuità occupazionale Sit-in oggi dei lavoratori della ditta Lacaita (indotto ex Ilva) davanti ai cancelli dell’azienda, a Torricella (Taranto), nel giorno in cui è scaduta la copertura della cassa integrazione. L’azienda è in regime di concordato e non può garantire la continuità occupazionale. “Assistiamo ad uno sgretolamento del tessuto industriale – sottolinea Pietro Cantoro della Fim Cisl – nel settore dell’appalto di Taranto, derivato da una mancata ripresa del livello produttivo nello stabilimento di Acciaierie d’Italia, che impatta violentemente nella tenuta di piccole e medie imprese prevalentemente mono committenti, che ormai alla deriva hanno utilizzato tutti i normali ammortizzatori sociali”. La Fim Cisl, aggiunge, “registra una non tempestiva reattività della stessa azienda Lacaita nello stimolare più celeri risposte dalla macchina amministrativa e giuridica, e nell’intercettare e valutare percorsi e formule alternative di supporto pertraghettare la complicata congiuntura. Visto il particolare frangente che determina la mancanza di copertura di un ammortizzatore sociale, di cui riteniamo che l’azienda debba farsi carico già a partire da questo lunedì 5 giugno, avevamo antecedentemente sollecitato sia l’intervento del commissario incapo al concordato, che successivamente alla task force regionale”. Intanto, per domani mattina, la Fim Cisl ha “già dato disponibilità – conclude Cantoro – per un incontro aziendale, e parallelamente, spingerà per la convocazione di un tavolo presso la task force regionale, al fine di ricercare soluzioni praticabili. Non permetteremo mai che a pagare il prezzo di questa complicata vicenda, abbandonata e alla deriva, ormai non più sostenibile e che esaspera oltremodo una tensione sociale già elevata, sia sempre la parte più debole, i lavoratori”.

Trasmesse dal sindaco al Ministero e alla Regione le linee guida del progetto Servizio di Annamaria Rosato Intervista a Rinaldo Melucci, Sindaco di Taranto

Un tratto di costa jonica completamente deturpato dallo sversamento di scorie incandescenti provenienti da altoforni industriali, è stato sottoposto a sequestro. La denuncia e’ di Veraleaks Servizio di Annamaria Rosato Intervista: Luciano Manna, Veraleaks

Salta l’incontro di domani, decisione del governatore Emiliano Il governatore Michele Emiliano ha annullato la convocazione fissata per domani sera a Bari, nella sede della Presidenza della Giunta, del tavolo per l’ex-Ilva di Taranto con Comune e Provincia di Taranto e iconsiglieri regionali dell’area di Taranto. La nuova convocazione di Emiliano è stata rinviata al pomeriggio del 22 maggio. Emiliano ha fatto sua l’istanza arrivata dal capogruppo del M5S alla Regione Puglia, Marco Galante, per una più ampia partecipazione al confronto finalizzata alla sottoscrizione di un documento condiviso che rappresenti la posizione unitaria della Regione da portare al Tavolo nazionale.

Il sindacato chiede al Governo di fare chiarezza “Il Governo e il ministero delle Imprese e del Made in Italy facciano immediatamente chiarezza.L’avvio della definizione di un accordo di programma, cosi’ come annunciato in maniera poco chiara dal ministro Urso, non ha trovato nessun consenso da parte delle organizzazioni sindacali. Al contrario abbiamo chiesto un tavolo permanente che affrontasse seriamente il processo di transizione ecologica partendo dal piano industriale ed ambientale”. E’ quanto afferma il segretario della Fiom Cgil Francesco Brigati. Secondo il sindacato “non potra’ esserci nessuna discussione su un eventuale accordo di programma se prima non si discute di piano industriale, del futuro piano ambientale e occupazionale in cui tener in considerazione quanto previsto dall’accordo del 6 settembre 2018 in merito alla clausola di salvaguardia per i lavoratori di Ilva in amministrazione straordinaria, cosi’ come diventa rilevante l’applicazione delle linee guida della Valutazione d’Impatto Sanitaria preventiva necessaria ad avere un’acciaieria green”.

Nel Decreto legge varato dal Governo si profila la proroga della cassa integrazione straordinaria finoal 31 dicembre per i dipendenti dello stabilimento Acciaierie d’Italia. E’ quanto afferma il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella. A fine marzo, con un’intesa con l’azienda sottoscritta da Fim Cisl, Fiom Cgil e Ugl e respinta da Uilm e Usb, era stata prorogata per un altro anno la cassa straordinaria per 3.000 dipendenti del gruppo all’infuori dei 2.500 cassintegrati previsti a Taranto, per i quali, la cassa sarebbe dovuta terminare il 19 giugno prossimo.

L’autista è riuscito a fermare il mezzo in un’area isolata e ha tentato, invano, di spegnere le fiamme Questa mattina un bus navetta che fa da spola tra Taranto e l’ex Ilva, dopo aver lasciato gli operai in servizio, ha preso fuoco, a causa di un guasto al motore. L’autista è riuscito a fermare il mezzo in un’area isolata e ha tentato, invano, di spegnere le fiamme. Il bus è andato completamente distrutto. Sul posto i vigili del fuoco in servizio al siderurgico,  che hanno spento il rogo.

Obiettivo dare risalto alla loro vertenza in occasione della presenza del ministro Sangiuliano  Alcune centinaia di lavoratori in cassa integrazione straordinaria dell’ex Ilva presidiano questa mattina i due ingressi del MarTa, il Museo archeologico nazionale di Taranto. La protesta intende dare risalto alla loro vertenza in occasione dell’inaugurazione dell’esposizione definitiva del gruppo scultoreo del IV secolo a.C. ‘Orfeo e le sirene’. All’evento saranno presenti il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano e altre autorità. Il gruppo scultoreo fu trafugato agli inizi degli anni ’70 da uno scavo clandestino a Taranto, portato poi in Svizzera in un caveau e infine venduto e collocato nel Paul Getty Museum di Los Angeles. Dagli Usa, al termine di una complessa attività di indagine dei carabinieri del comando Tutela patrimonio artistico e della Procura di Taranto, le tre sculture di ‘Orfeo e le sirene’ sono tornate in Italia la scorsa estate, prima a Roma e da oggi nella sede definitiva del Museo di Taranto. La protesta dei cassintegrati è guidata dai sindacati Uilm e Usb. In mattinata i lavoratori hanno tenuto un presidio davanti alla prefettura e una loro delegazione ha incontrato il prefetto, Demetrio Martino, sollecitandolo a prospettare la situazione al ministero delle Imprese affinchè convochi un incontro al più presto. Pomo della discordia il recente accordo al ministero del Lavoro, che proroga per un altro anno, sino a marzo 2024, la cassa straordinaria per 3.000 dipendenti di Acciaierie d’Italia, ex Ilva, di cui 2.500 a Taranto. 

A spiegare le ragioni, il segretario provinciale Uilm Taranto, Davide Sperti Servizio di Francesco Persiani Intervista a Davide Sperti, Seg. Prov. UILM TA

Uilm e Usb non firmano l’intesa: “No a certificazione esuberi” Come era evidente sin dai primi incontri, i sindacati si sono divisi sulla firma del rinnovo di un altro anno di cassa Integrazione straordinaria per 3000 addetti di Acciaierie d’Italia. Al Ministero del Lavoro hanno firmato l’intesa Fim Cisl, Fiom, Cgil, Ugl e Fismic. Sono rimasti sulle loro posizioni fortemente critiche e dunque non hanno firmato Uilm e Usb. L’ostacolo non superato è la richiesta di garanzie sul rientro in produzione dei 1600 lavoratori in AS. Ieri scadeva la prima annualità della Cassa Integrazione in Acciaierie d’Italia e sono stati riproposti gli stessi numeri dello scorso anno. 2500 dei 3000 dipendenti sono dello stabilimento di Taranto. Secondo quanto dichiarato dai vertici del Gruppo, la nuova Cassa Integrazione Straordinaria era necessaria per la salvaguardia dei livelli occupazioni e per permettere la continuità aziendale. Ai lavoratori in Cigs verrà riconosciuto il rateo della tredicesima e verrà anticipato il trattamento di integrazione salariale alle normali scadenze di paga. Acciaierie, si legge nel verbale, ha preso atto delle richieste da parte dei sindacati – e sostenuta anche dalle Regioni interessate – della opportunità di un tavolo ministeriale sul piano industriale dell’azienda.

La decisione è stata presa nel confronto di questa mattina Aggiornato al 28 marzo, alle 16.00, il negoziato per la cassa integrazione straordinaria ad Acciaieried’Italia, ex Ilva. La decisione è stata presa nel confronto di questa mattina, probabilmente per evitare che si arrivasse ad un accordo separato sulla cassa, come sembrava profilarsi in queste ore. La Uilm, sindacato maggioritario a Taranto, aveva già fatto capire che non avrebbe firmato alcuna intesa. Martedì la riunione sarà in modalità call conference e martedì è anche l’ultimo giorno utile perchè la cassa integrazionestraordinaria è in scadenza. Si tratta della procedura aperta a marzo 2022. Per quest’anno la cassa straordinaria è stata chiesta da Acciaierie d’Italia per 3.000 dipendenti del gruppo, stesso numero del 2022, di cui 2.500 a Taranto.

Non è stato trovato l’accordo, al Ministero del Lavoro, sulla proroga della cassa integrazione per 3 mila addetti di Acciaierie d’Italia. Domani nuovo incontro Servizio di Stefania Rotolo Riprese e montaggio di Massimo d’Olimpio Interviste a: Davide Sperti, Segr. Uilm Franco Rizzo, Esecutivo Naz. Usb Valerio d’Alò, segr. Naz. Fim Cisl

Da Taranto il segretario nazionale della Uilm denuncia: “Sperpero di risorse e redditi da fame non li accettiamo più” Servizio di Francesco Persiani Interviste a: Paolo Bombardieri, segretario nazionale Uil  Rocco Palombella, segretario nazionale Uilm

Il processo prenderà il via, a Potenza, il 25 maggio Con l’accusa di “corruzione in atti giudiziari” è stato rinviato a giudizio l’ex procuratore capo di Taranto, Carlo Maria Capristo, attualmente in pensione.Insieme a Capristo, rinviati a giudizio l’ex commissario di Governo della fabbrica in amministrazione straordinaria Enrico Laghi, il funzionario di polizia, Filippo Paradiso, l’avvocato Giacomo Ragno di Trani e l’avvocato Pietro Amara. Il rinvio a giudizio riguarda vicende che ruotano attorno all’ex Ilva di Taranto nel periodo in cuiCapristo era a capo della Procura e Laghi uno dei commissari dell’amministrazione straordinaria. Il processo prenderà il via, a Potenza, il 25 maggio.

Si tornerà a discutere il prossimo 23 marzo sulla possibile proroga di un anno della cassa integrazione straordinaria per circa 3000 addetti di Acciaierie d’Italia, ex Ilva Servizio di Stefania Rotolo Riprese e montaggio di Massimo d’Olimpio

Richiesta di cassa integrazione straordinaria per 3.000 dipendenti, 2.500 a Taranto Il ministero del Lavoro ha convocato un incontro venerdì alle 12.00 per avviare l’esame della richiesta di cassa integrazione straordinaria chiesta a fine febbraio da Acciaierie d’Italia, ex Ilva. Si tratta della richiesta di proroga per un altro anno. La cassa in corso termina a fine mese. AdI l’ha chiesta per 3.000 dipendenti del gruppo, di cui 2.500 a Taranto. Al ministero convocate anche le Regioni Puglia, Piemonte, Liguria e Lombardia, dove hanno sedi impianti dell’ex Ilva. 

Confronto tra gli onorevoli Giovanni Maiorano e Vito De Palma con la dirigenza di Confindustria e con i rappresentanti delle imprese dell’indotto di Acciaierie d’Italia. Per queste ultime la situazione è difficile Servizio di Francesco Persiani Interviste a: on. Giovanni Maiorano, Fdi on. Vito De Palma, Fdi

Nelle elezioni per il rinnovo del consiglio di fabbrica la Uilm ha ottenuto il 37,5% dei voti, che le consentono un’ampia rappresentanza con 23 delegati su 63 Servizio di Antonio Lorusso

Con 144 voti a favore, 103 contrari e 16 astenuti, la Camera ha approvato definitivamente il provvedimento Servizio di Stefania Rotolo Riprese e montaggio di Massimo D’Olimpio Interviste a: On Claudio Stefanazzi, Pd On Mauro D’Attis, FI On Leonardo Donno, M5S

Per i sindacati dei metalmeccanici di Taranto si tratta dell’ennesima decisione di ripiego, di emergenza, che non risolve di certo i problemi Servizio di Francesco Persiani Intervista ad Antonio Talò, ex segretario UILM TA

Decreto ex Ilva ora è legge

Con 144 voti a favore, 103 contrari e 16 astenuti, la Camera ha approvato definitivamente il provvedimento Servizio di Stefania Rotolo Riprese e montaggio di

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