
Cinque ergastoli per i quattro casi di lupara bianca a Canosa di Puglia
I soggetti sono coinvolti, con diverse responsabilità, nella distruzione dei cadaveri di Alessandro Sorrenti, Sabino Sasso, Sabino D’Ambra e di Giuseppe Vassalli La corte di
I soggetti sono coinvolti, con diverse responsabilità, nella distruzione dei cadaveri di Alessandro Sorrenti, Sabino Sasso, Sabino D’Ambra e di Giuseppe Vassalli. La corte di assise d’appello di Bari ha confermato le condanne all’ergastolo per i cinque imputati del processo per i quattro casi di lupara bianca a Canosa di Puglia. Ergastolo per Daniele Boccuto, Cosimo Damiano Campanella, suo nipote omonimo, Sabino Carbone e Cosimo Zagaria, 10 anni e 6 mesi di carcere per Pasquale Boccuto, che risponde solo di estorsione e detenzione e porto di arma da guerra. Per tutti c’è l’aggravante del metodo mafioso. I giudici hanno confermato quanto stabilito in primo grado accogliendo le richieste dell’accusa secondo la quale i soggetti sono coinvolti, con diverse responsabilità, nella distruzione dei cadaveri di Alessandro Sorrenti e Sabino Sasso, la cui scomparsa risale al 2003, fatti sparire perché volevano comandare sui traffici illeciti in città, di Sabino D’Ambra, ucciso nel gennaio del 2010 perché ritenuto un confidente della polizia, e di Giuseppe Vassalli, svanito nel nulla ad agosto del 2015, ammazzato, per gli investigatori della polizia, per aver tradito l’organizzazione di cui faceva parte mettendosi in proprio, ma soprattutto per aver avuto una relazione sentimentale con la ex fidanzata di uno del gruppo. Nel processo sono stati ascoltati anche tre pentiti, le cui dichiarazioni sono state ritenute evidentemente attendibili.
L’omicidio del nipote del boss Tonino risale al 2018 Servizio di Linda Cappello;
Donato Montinaro fu trovato senza vita in casa, a Castrì di Lecce, l’11 giugno del 2022 La Corte d’ Assise di Lecce presenta il conto per l’omicidio di Donato Montinaro, il falegname in pensione di Castrì trovato senza vita in casa l’11 giugno del 2022. I giudici, presidente Pietro Baffa, hanno accolto in pieno l’impianto accusatorio del pm Erika Masetti infliggendo tre ergastoli e una condanna a 27 anni per i quattro imputati alla sbarra accusati di omicidio volontario aggravato in concorso. Ergastolo per Patrizia Piccinni, 49 anni di Alessano, con isolamento diurno di 18 mesi; per Angela Martella,59 anni di Salve, con isolamento diurno per 1 anno; e per Emanuele Forte, 32 anni di Corsano con isolamento diurno per 1 anno; 27 anni sono stati inflitti ad Antonio Esposito, 40 anni di Corsano a cui sono state concesse le circostanze attenuanti generiche in quanto l’unico ad aver collaborato all’accertamento della verità e ad aver mostrato un reale pentimento, come rimarcato nella requisitoria dal Pm. Per tutti disposta l’interdizione perpetua dai pubblici uffici .
Il falegname di Castrì fu trovato senza vita l’11 giugno del 2022 Servizio di Stefania Congedo Riprese e montaggio di Donato Colazzo
Fine pena mai per 5 dei 6 imputati nel processo in corte d’assise a Trani Servizio di Giovanni Di Benedetto

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