
Caldo killer nel Salento: tre vittime in poche ore durante la giornata di afa
L’ondata di calore che sta interessando il Leccese coincide con tre drammatici episodi avvenuti tra la costa ionica, quella adriatica e una piscina. Le autorità

L’ondata di calore che sta interessando il Leccese coincide con tre drammatici episodi avvenuti tra la costa ionica, quella adriatica e una piscina. Le autorità raccomandano prudenza, soprattutto alle persone più vulnerabili. Il caldo estremo continua a far sentire i suoi effetti anche sul fronte sanitario. Nel corso della stessa giornata, tre persone hanno perso la vita nel Salento dopo essere state colpite da un improvviso malore, in un contesto caratterizzato da temperature elevate e condizioni climatiche particolarmente gravose. Il primo episodio si è verificato sulla costa ionica, nella zona di Li Sorci, tra Marina di Mancaversa e Pizzo di Gallipoli, dove un uomo di 73 anni, residente a Cutrofiano, si è accasciato poco dopo essere entrato in mare. L’uomo, che soffriva di patologie cardiache, è stato colpito da un arresto cardiocircolatorio. Nonostante il tempestivo intervento dei presenti e dei sanitari del 118, ogni tentativo di rianimazione è risultato inutile. Poche ore dopo una seconda tragedia si è consumata sul versante adriatico, a Torre Chianca, nei pressi del lido Pole Pole. Una donna di 79 anni, originaria di Trani e residente a Lecce, ha accusato un malore subito dopo l’ingresso in acqua. Anche in questo caso il personale sanitario intervenuto sul posto non è riuscito a salvarle la vita. La terza vittima è un uomo di 90 anni, deceduto mentre si trovava all’interno di una piscina a Castrignano del Capo. Anche per questo episodio l’ipotesi prevalente è quella di un malore improvviso, favorito dalle condizioni climatiche particolarmente afose. Sebbene spetterà agli accertamenti medici stabilire le cause precise dei singoli decessi, la coincidenza temporale con l’intensa ondata di calore riporta l’attenzione sui rischi legati alle temperature elevate, soprattutto per le persone anziane e per chi soffre di patologie cardiovascolari. Le autorità sanitarie raccomandano di limitare l’esposizione al sole nelle ore più calde della giornata, mantenere una corretta idratazione e affrontare con gradualità l’ingresso in mare o in piscina, evitando sbalzi termici che possono rappresentare un fattore di rischio per i soggetti più fragili.
Ad Altamura sono intervenuti i Vigili del Fuoco. L’allarme è scattato stamattina alle 9.30 (17 luglio). Il caldo non lascia scampo a nessuno, specie agli animali. Questa mattina un pastore è caduto in un pozzo d’acqua profondo circa cinque metri ad Altamura. Nonostante la presenza di un recinto, l’animale ha trovato un varco e, pur di raggiungere una fonte d’acqua, è precipitato giù. La squadra dei Vigili del Fuoco del Comando di Bari, arrivata sul posto, ha richiesto l’intervento del nucleo sommozzatori, partito dal porto del capoluogo pugliese, ma il pastore era ormai allo stremo delle forze e non c’era più tempo da perdere. I soccorritori hanno indossato un idrocostume di protezione e, utilizzando scale e corde, si sono calati nel pozzo per raggiungere l’animale. Una volta raggiunto, il cane è stato imbragato e riportato in superficie sano e salvo, proprio mentre sul posto arrivavano i colleghi sommozzatori. La tempestività e l’efficacia dell’intervento hanno salvato la vita del pastore, che da quel momento non ha più smesso di scodinzolare.
Investire in parchi e tutelare i frutteti può tagliare le temperature fino a 1,5 gradi. Il piano di Coldiretti per trasformare i capoluoghi pugliesi, oggi all’ultimo posto in Italia per aree verdi. Rinnovare e potenziare le aree verdi, i parchi e i viali alberati non è più solo una questione di decoro, ma una vera e propria mossa strategica di sopravvivenza urbana. Incrementare la vegetazione in città può infatti rinfrescare l’aria cittadina riducendo le temperature medie anche di 1,5 gradi, con benefici immediati sulla salute pubblica e nel contrasto alle polveri sottili. L’appello per un piano strutturale arriva da Coldiretti Puglia che, analizzando i dati dell’ultimo report ISTAT dedicato all’ambiente, fotografa una regione stremata da un’estate di canicola asfissiante, bollini di allerta meteo e picchi termici che nell’entroterra sfiorano costantemente i 40 gradi. I numeri attuali evidenziano un ritardo cronico: nei capoluoghi della regione la quota di verde pubblico si attesta su una media di appena 10,8 metri quadrati per residente. Si tratta di una cifra impietosa se paragonata ai 35,7 metri quadrati pro capite registrati su scala nazionale, un dato che relega il territorio pugliese in fondo alle classifiche italiane. Guardando la mappa delle città, Taranto guida la classifica locale con 14,4 metri quadrati per abitante, seguita da Brindisi (11,9), Lecce (9,6) e Bari (9,2). Chiudono la fila Foggia con 9 metri quadrati, Trani con 8,8, Barletta con 8,4 e infine Andria, fanalino di coda con soli 7,4 metri quadrati. Sul fronte del patrimonio arboreo, i grandi centri pugliesi contano complessivamente quasi 140 mila piante. Bari svetta in termini assoluti superando la soglia dei 30 mila esemplari (potendo contare anche su una superficie a parchi superiore alla media), seguita a ruota da Foggia, Taranto, Lecce e Brindisi, mentre Andria e Barletta si fermano a circa 15 mila alberi ciascuna. Tuttavia, se si calcola la densità di piante in rapporto ai residenti, lo spazio di crescita resta enorme: Bari conta appena 9,7 alberi ogni 100 abitanti e Taranto si ferma a 10,9. Leggermente migliori, ma sempre parziali, le quote di Foggia (14,4), Andria (15,4), Barletta (16,2), fino ai valori più alti di Lecce (20,7) e Brindisi (21,3). Proprio nei quartieri dove cemento e asfalto dominano incontrastati l’afa diventa insostenibile. La vegetazione combatte l’effetto isola di calore urbana sia offrendo ombra naturale con le fronde, sia attivando la fotosintesi e la traspirazione, processi biologici che agiscono come veri condizionatori ecologici. Un grande parco cittadino riesce ad abbassare la colonnina di mercurio da 1 a 3 gradi rispetto alle aree esposte al sole. Bastano anche piccoli interventi diffusi: un’isola alberata di 1.500 metri quadrati genera un microclima più fresco di 1,5 gradi, estendendo il refrigerio alle strade vicine e aiutando a prevenire i fenomeni di desertificazione. Oltre allo scudo termico, le piante fungono da veri e propri filtri contro l’inquinamento atmosferico. Un singolo albero adulto è in grado di catturare tra i 100 e i 250 grammi di polveri sottili (PM10) ogni dodici mesi, mentre un ettaro di bosco urbano arriva a sequestrare fino a 20 tonnellate di anidride carbonica (CO2) all’anno. Per ottenere i risultati migliori, gli esperti suggeriscono di puntare su alberi autoctoni e resistenti: tra le specie spiccano leccio, farnia, carpino bianco, acero campestre, tiglio, frassino e pioppo; tra gli arbusti sono ottimi alleati l’alloro, la rosa canina, il biancospino, il ligustro e il corniolo. La sfida della crisi climatica impone quindi una rivoluzione urbanistica che incentivi la diffusione di piante sia negli spazi pubblici sia nei giardini privati. Ma l’emergenza non si ferma ai confini delle città: negli ultimi vent’anni le campagne pugliesi hanno perso quasi il 25% dei frutteti (tra pescheti, albicoccheti e agrumeti), a cui si somma il disastro della Xylella che ha ucciso milioni di ulivi. Questa perdita non ha colpito solo l’economia agricola, ma ha privato il territorio di polmoni verdi fondamentali per lo stoccaggio della CO₂. Tutelare e rilanciare l’agricoltura sostenibile e la frutticoltura locale resta una colonna portante per la salvaguardia dell’ambiente e la stabilità climatica dell’intera regione.
Città da bollino rosso, con il termometro che, nel Foggiano, è arrivato ieri a sfiorare i 40 gradi. Vediamo come cittadini e turisti hanno affrontato le ultime ore bollenti. Calda, caldissima Puglia. Nella seconda domenica d’estate, l’intera regione ha fatto i conti con un clima estremo. A partire dal capoluogo, dove le temperature sin dalle prime ore del mattino hanno raggiunto i 34 gradi, con una percezione fino ai 36, condizione per cui Bari è rientrata tra le città a cui il Ministero della Salute ha assegnato il bollino rosso. Come si difendono i cittadini? Servizio di Serena Manieri
Un punto refrigerio per affrontare l’emergenza caldo e dare non solo ristoro anche accoglienza agli anziani, ai senza dimora, ai migranti. Fino al 1 settembre presso i locali antistanti la parrocchia Santissimo Salvatore di Foggia, l’arcidiocesi e la Caritas diocesana per il secondo anno consecutivo hanno attivato un piano per l’emergenza caldo con un punto di refrigerio e di dialogo dalle 10 alle 13 e dalle 16,30 alle 18. Intervista a Khady Sene, direttrice Caritas diocesana Foggia Bovino Servizio di Michela Magnifico
Un operaio di origini siriane ha perso la vita sul posto di lavoro: sale così il bilancio delle vittime delle alte temperature Servizio di Matteo Bottazzo
Dopo il malore a Taranto, l’azienda ribadisce: già attive le misure anti-caldo per i dipendenti più esposti Dopo il malore accusato da una portalettere a Taranto il 21 luglio, Poste Italiane ha precisato di aver già adottato misure specifiche per tutelare la salute dei dipendenti durante le ore più calde. L’azienda esclude responsabilità dirette, ma garantisce pieno supporto alla lavoratrice. In provincia di Taranto, le azioni messe in campo riguardano sia il personale di consegna che quello degli uffici postali e degli hub logistici: tra queste, pause di 5 o 10 minuti ogni ora e l’esonero dalle consegne per i lavoratori più vulnerabili. Poste ha inoltre rafforzato gli interventi in risposta all’emergenza caldo, con l’obiettivo di garantire la sicurezza e il benessere di tutto il personale.

L’ondata di calore che sta interessando il Leccese coincide con tre drammatici episodi avvenuti tra la costa ionica, quella adriatica e una piscina. Le autorità

Ad Altamura sono intervenuti i Vigili del Fuoco. L’allarme è scattato stamattina alle 9.30 (17 luglio) Il caldo non lascia scampo a nessuno, specie agli

MONITOR Investire in parchi e tutelare i frutteti può tagliare le temperature fino a 1,5 gradi. Il piano di Coldiretti per trasformare i capoluoghi pugliesi,

Città da bollino rosso, con il termometro che, nel Foggiano, è arrivato ieri a sfiorare i 40 gradi. Vediamo come cittadini e turisti hanno affrontato

Un punto refrigerio per affrontare l’emergenza caldo e dare non solo ristoro anche accoglienza agli anziani, ai senza dimora, ai migranti Fino al 1 settembre

Un operaio di origini siriane ha perso la vita sul posto di lavoro: sale così il bilancio delle vittime delle alte temperature Servizio di Matteo

Dopo il malore a Taranto, l’azienda ribadisce: già attive le misure anti-caldo per i dipendenti più esposti Dopo il malore accusato da una portalettere a