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Il figlio di Patrizia Lamanuzzi, uccisa dal marito a Bisceglie il 15 aprile, rompe il silenzio ed esprime tutto il suo dolore . Elia Gentile, figlio di Patrizia Lamanuzzi, uccisa dal marito il 15 aprile scorso a Bisceglie, ha rotto il silenzio in cui – devastato dal dolore – si era trincerato e ha scritto una lettera a sua madre. Un lungo post in cui esprime tutto il suo dolore ma soprattutto l’amore che li legava. “Scusami se non sono riuscito a trovare le parole per dirti ciò che penso, da quel maledetto giorno si è spenta la luce nei nostri cuori, ogni giorno buio, cupo e senza senso. Mi sembra di essere capitato in un brutto sogno” scrive Elia Gentile, “Eri cosi bella, dolce, solare, piena di vita, di amore una mamma unica e speciale. Avrei voluto vedessi i traguardi miei e di Mauro” il fratello maggiore che tra poco diventerà padre. E poi una preghiera: “Ora che non sei più su questa terra” scrive Elia “guardaci da lassù”.  Infine la promessa: “Porteremo sempre in alto il tuo nome, il rispetto verso le donne e la tua storia. Nessuno qui ti dimenticherà mai, passeranno giorni, mesi e anni ma tu sarai sempre con noi. Ciao Angioletto mio, riposa in pace, tuo Elia”.  Patrizia Lamanuzzi è stata spinta giù dal quinto piano dal marito Luigi Gentile, che poi si è lanciato nel vuoto togliendosi la vita. L’ennesimo femminicidio si è consumato il giorno in cui i due avrebbero dovuto mettere a posto i documenti per la separazione che lui aveva voluto. 

Al funerale del bimbo ucciso dalla madre, una folla silenziosa e Chiesa gremita . Un bacio sulla piccola bara bianca: è il gesto struggente del padre di Elia nell’ultimo saluto al suo bimbo. Attorno a lui una comunità intera raccolta in silenzio, tra la chiesa gremita e una piazza colma di dolore. Presenti alla cerimonia funebre i compagni di scuola, i docenti e i sindaci del territorio, uniti nel cordoglio. Il vescovo ha definito Elia un martire innocente, vittima di un amore mancato. Servizio di Matteo Bottazzo

Il parroco ha chiesto ai compagni di classe del piccolo Elia di lanciare un messaggio di pace e soprattutto di amore, i due elementi che sono mancati all’interno della famiglia, dove si è consumato questo dramma. Lutto cittadino a Calimera per i funerali del piccolo Elia Perrone, il bambino di 8 anni ucciso dalla madre poi suicida. Una comunità rispettosa e silenziosa ha riempito la chiesa della Madonna della fiducia. Le parole dell’omelia del vescovo di Lecce sono partite dalla “debolezza” che è alla base di questa tragedia. Monsignor Panzetta ha parlato dell’importanza delle connessioni tra le persone all’interno di una famiglia. “Bisogna parlare dei problemi e soprattutto starsi vicino, donare amore per ricevere amore”. Nella chiesa, chiusa alle telecamere, in prima fila ci sono i sindaci di Calimera, Martano, Melendugno. Una cerimonia sobria contraddistinta anche dall’invito di Don Gabriele, il parroco di Calimera che ha chiesto ai piccoli della scuola in prima fila, ai compagni di classe del piccolo Elia, di lanciare un messaggio di pace e soprattutto di amore, i due elementi che sono mancati all’interno della famiglia, dove si è consumato questo dramma.

Volo sulla gravina a 70 metri di altezza per la Befana dei Vigili del Fuoco. Il momento è stato preceduto da tante altre iniziative della Polizia locale Di Alessandra Martellotti

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