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Domenico Racanati

Tra gli aspetti da approfondire l’interdizione al traffico da parte dell’Anas. Accertare eventuali responsabilità di chi doveva provvedere alla manutenzione del ponte e di chi avrebbe dovuto valutare i rischi di dissesto idrogeologico nella zona del crollo del viadotto sul fiume Trigno, in Molise, in cui risulta disperso dallo scorso 2 aprile il pescatore di Bisceglie, Domenico Racanati. Il punto sulle indagini nelle parole del legale difensore della famiglia. Intervista all’avv. Stefano Dardes, legale famiglia Domenico Racanati

Ai nostri microfoni il disperato appello della moglie e della mamma. Almeno un corpo su cui piangere, chiede. La speranza che suo marito sia ancora vivo Vanessa l’ha ormai persa. Convinta, dopo giorni di ricerche, che l’auto sulla quale viaggiava sia rimasta sotto la campata del viadotto sul fiume Trigno della statale 16 crollato all’improvviso lo scorso 2 aprile a causa del maltempo che imperversava sul Molise. Domenico Racanati, 53 anni, era diretto ad Ortona, doveva ritirare la barca che aveva acquistato, le comunicazioni con la famiglia si interrompono proprio sul ponte. Interviste a Vanessa Racanati, moglie di Mino; Angela Mastrapasqua, mamma di Mino

Si cerca dalla foce del fiume verso sud e verso nord. Continuano senza sosta le ricerche di Domenico Racanati, il 53enne di Bisceglie disperso in seguito al crollo del ponte sul Trigno, sulla statale 16 Adriatica in Molise. La Guardia costiera ha effettuato pattugliamenti e ricerche con l’impiego alternato di quattro unità navali, due motovedette e due battelli. Impegnati ancora anche i vigili del fuoco con i nuclei speciali in azione e la Capitaneria di Porto di Termoli. Dal pomeriggio di ieri, anche gli operatori subacquei della Guardia costiera: i sub stanno conducendo le attività dalla foce del fiume Trigno verso sud, fino all’altezza dell’idrovora di Montenero di Bisaccia e verso nord verso il porto turistico ‘Marina Sveva’.

Sul posto personale Usar-M, specializzato in verifiche sotto le macerie. Il grido di dolore di Angelica, la figlia dell’uomo disperso: “Mio padre merita di essere cercato senza sosta”. Proseguono le ricerche del 53enne di Bisceglie Domenico Racanati, disperso a seguito del crollo del Ponte Trigno. Le ricerche sono concentrate nel fiume Trigno: dopo giorni di attività senza esito, adesso si sta osservando la zona sottostante alla campata del ponte crollata giovedì scorso, con l’intervento del personale Usar-M, specializzato in verifiche sotto le macerie. Lungo il litorale opera il Gos (gruppo operativo speciale), che si occupa di rimozione detriti nei pressi della foce. Presenti anche il nucleo sommozzatori dei Vigili del Fuoco e le moto d’acqua del nucleo Mo.Crab, specializzato nel rischio acquatico. La Tas2 (topografia applicata al soccorso) lavora per la georeferenzazione dei tratti percorsi e ispezionati. “In questo momento sto vivendo un dolore enorme. Chiedo che le ricerche di mio padre non si fermino e che vengano intensificate il più possibile”. Lo afferma in un video pubblicato stamattina sui social, Angelica Racanati, la figlia di Domenico. “Chiedo alle istituzioni, alla procuratrice di Larino Elvira Antonelli, e a tutte le forze coinvolte, di fare tutto il possibile, di utilizzare ogni mezzo disponibile e di ampliare le ricerche anche nelle zone limitrofe. Mio padre merita di essere cercato senza sosta – conclude -. Non è solo una richiesta formale: è il grido di una figlia e di una famiglia che ha bisogno di risposte, che ha bisogno di sentire la presenza concreta dello Stato, che ha bisogno di sapere che non si sta tralasciando nulla. Vi prego, non fermatevi“.

Stamane, sul luogo della tragedia, sono tornati i familiari del 53enne. Con il passare delle ore, la portata del corso d’acqua diminuisce e le ricerche dei vigili del fuoco si fanno ancora più serrate: ma di Domenico Racanati ancora nessuna traccia. Il pescatore di Bisceglie è precipitato con la sua auto, giovedì scorso, nel fiume Trigno, al confine tra Molise e Abruzzo, in territorio di Montenero di Bisaccia. I sommozzatori scandagliano il fondale tra le macerie del ponte crollato lungo la Statale 16 e la foce, distante poche centinaia di metri. La strada è bloccata a un paio di chilometri dal luogo della tragedia ed è presidiata dai carabinieri. Appare sempre più probabile che l’auto sia stata trascinata in mare dalla furia dell’acqua, intrappolando il corpo. Nel punto in cui la Statale 16 è interrotta, sono tornati i familiari di Domenico Racanati: sua madre Angela, il fratello Alessandro e la cognata Tiziana. Bocche cucite, restano chiusi nel loro dolore in attesa di notizie. Si spera che il corpo del 53enne sia rimasto nel veicolo; diversamente, l’uomo potrebbe essere stato portato dalle correnti dell’Adriatico chissà dove. Numerosi i mezzi anfibi e gli uomini dei vigili del fuoco impegnati nelle ricerche, che proseguono anche di notte, con l’ausilio dei fari, lungo le sponde del Trigno. Nei pressi della foce, sono operative anche le motovedette della guardia costiera e della finanza. L’inchiesta è coordinata dalla Procura di Larino: le ipotesi di reato sono crollo colposo e omicidio colposo, al momento a carico di ignoti.

Dai filmati di Anas risulta un transito non autorizzato di due veicoli all’interno dell’area. Ma da un’app sul cellulare della moglie di Domenico si ricaverebbe invece che l’uomo non avrebbe forzato alcun varco. Una famiglia che da giorni vive nell’angoscia, temono il peggio oramai la moglie, le due figlie, i fratelli e la mamma di Domenico Racanati, disperso dopo il crollo del ponte sul fiume Trigno, in Molise, la sera del 1 aprile scorso. Le ricerche del pescatore non danno esito, fino a questo momento è stata trovata solo la targa insieme al paraurti della Fiat Bravo sulla quale viaggiava in direzione Ortona dove era atteso per ritirare una barca da poco acquistata. Il conducente dell’auto che lo precedeva ha detto di aver visto nello specchietto retrovisore una macchina precipitare nel vuoto su un tratto che l’Anas, a seguito delle eccezionali condizioni meteo che avevano interessato il territorio tra l’Abruzzo e il Molise, spiega di aver interdetto al traffico per 7 chilometri e 200 metri a partire dalle ore 19.00, in prossimità della rotatoria di Petacciato, in provincia di Campobasso, provenendo da Sud, e da nord a San Salvo marina, in provincia di Chieti. E dai loro filmati risulta un transito non autorizzato di due veicoli all’interno dell’area. Da un’applicazione sul cellulare della moglie di Domenico si ricaverebbe invece che l’uomo non avrebbe forzato alcun varco, ritrovandosi, forse guidato dal navigatore satellitare, su una strada alternativa che portava comunque al ponte ma senza la presenza dei new jersey. E le comunicazioni, come ha sempre spiegato la signora Vanessa, si interrompono all’altezza del viadotto crollato che, secondo l’Anas, come altre opere, è sottoposto a controlli periodici dell’intero impalcato e ad attività di manutenzione ordinaria, che riguardano il piano viabile, le barriere di sicurezza e la segnaletica.

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