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Si tratta della zona interessata alla posa della tubazione che dovrà convogliare l’acqua verso monte, fino al serbatoio di raccolta delle acque trattate. Sequestro nell’area del cantiere dove sono in corso i lavori per il progetto del dissalatore sul fiume Tara, a Taranto. La segnalazione arriva dagli ambientalisti Luciano Manna e Vincenzo Fornaro che hanno effettuato un sopralluogo. In pratica si tratta della zona interessata alla posa della tubazione che dovrà convogliare l’acqua verso monte, fino al serbatoio di raccolta delle acque trattate. Il provvedimento sarebbe stato eseguito dallo Spesal. Il cantiere si trova tra la masseria Carmine e la pineta della gravina di Mazzaracchio. Questa mattina, comunicano i due ambientalisti, sarebbero stati notati alcuni operatori di una ditta privata impegnati in rilievi ambientali e nel campionamento dei terreni. Non sono ancora chiari i motivi del sequestro. I due ambientalisti hanno denunciato più volte l’impatto del progetto dell’Aqp sul territorio e sugli ecosistemi interessati dal tracciato. I lavori, già dalla fase progettuale, sarebbero apparsi, secondo Manna e Fornaro, notevolmente invasivi ed impattanti rispetto alla macchia mediterranea dell’area.

I termini scadevano oggi Scaduti i termini per presentare ricorso riguardo al progetto del dissalatore del fiume Tara. Il comune di Taranto ha confermato che non procederà. L’avvocatura comunale avrebbe bocciato l’ipotesi. Una scelta viziata da motivazioni politiche piuttosto che giuridiche, dichiarano le associazioni ambientaliste, proprio come fu per il ricorso contro l’Aia di Acciaierie d’Italia, e annunciano proteste e mobilitazioni. Intanto sulla strada di Massafra gli operai sono già al lavoro con le ruspe, dopo l’esproprio dei terreni, la conta degli alberi da estirpare e la bonifica da mine. Da qualche giorno sono partiti i cantieri.

Un’opera indispensabile per un investimento di 129 mln L’Autorita’ Idrica Pugliese (AIP) ha approvato il progetto definitivo per la realizzazionedell’impianto di dissalazione delle acque salmastre delle sorgenti del fiume Tara alle porte di Taranto. E’ un’opera destinata a fornire acqua ad una popolazione di circa 380milapersone e a dare un contributo importante sul fronte dell’attuale crisi idrica. Un primo atto di approvazione della variante urbanistica era avvenuto a marzo (con successivarettifica il 15 aprile). Si e’ trattato del provvedimento con il quale si dichiarava la pubblica utilita’ dell’opera. Ora, invece, e’ giunta l’approvazione definitiva da parte delconsiglio direttivo Aip ed e’ arrivata a seguito della autorizzazione da parte della Regione Puglia al prelievo di acqua superficiale dal Tara per destinarla al consumo umanopotabile nell’arco ionico-salentino.Il progetto, si spiega, si configura come un pilastro all’interno del Piano d’ambito 2020-2045 e del Piano degli interventi 2024-2029 dell’Autorita’idrica pugliese ed e’ riconosciuto “come essenziale per affrontare e superare la crisi idrica, rafforzandosignificativamente la resilienza dell’intero sistema idrico regionale. L’opera e’ interamente finanziata con risorse pubbliche, con un investimento complessivo stimato in 129 milioni di euro. Questa importante realizzazione e’ garantita da un mix di fonti strategiche. Include un contributo pari a 27,5milioni di euro come opera chiave del Pnrr. A cio’ si aggiungono circa 70 milioni di euro provenienti dai Fondi di Sviluppo e Coesione (FSC) e ulteriori stanziamenti coperti dai proventitariffari residuali”.

Il consiglio comunale di Taranto dice no al ricorso contro l’Aia per l’ex Ilva. Impugnerà invece il progetto del dissalatore sul fiume Tara. Ieri riunione fiume con 11 ore di lavori Di Alessandra Martellotti

Da lunedi aprono i primi cantieri e si procedera’ con l’espianto di oltre 1500 agrumi che verranno ripiantati. Il fiume Tara verra’ tutelato e monitorato, assicura l’Aqp. servizio di Annamaria Rosato; intervista Antonio De Leo direttore industriale Aqp

Tecnici al lavoro a un chilometro dal fiume per garantire la sicurezza del cantiere per il progetto da 129 milioni di euro

“Le parole non bastano più, adesso servono i fatti” dicono “Il dissalatore non lo vogliamo né sul fiume Tara e né altrove”. A gridarlo sono gli ambientalisti di Rete difesa fiume Tara che ricordano il 3 febbraio scorso quando 17 consiglieri comunali votarono contro il progetto impegnandosi anche a fare ricorso al Tar. “Molti di quei consiglieri, scrivono gli attivisti, sono ancor seduti in consiglio e devono dimostrare di non aver preso in giro la città. Le parole non bastano più, adesso servono i fatti”.

Secondo gli ambientalisti sarebbero state violate le principali direttive e regolamenti ambientali europei Il Comitato per la difesa del territorio ionico ha presentato una denuncia alla Commissione europea contro il progetto di dissalazione sulle sorgenti del fiume Tara. Secondo gli ambientalisti sarebbero state violate le principali direttive e regolamenti ambientali europei, come emerge dal Paur e dagli atti istruttori. Il comitato pertanto chiede, in un comunicato, la verifica della conformita’ del progetto alle normative europee e la sospensione dei fondi Pnrr. Risorse naturali essenziali come le sorgenti non possono essere sacrificate per interventi costosi, energivori e mal progettati, si legge nella nota.

Il progetto è finalizzato alla produzione di acqua potabile per soddisfare il fabbisogno idrico di 385mila persone La giunta regionale pugliese ha rilasciato l’autorizzazione paesaggistica per realizzare il dissalatore sul fiume Tara di Taranto. La decisione è una deroga al Piano Paesaggistico Territoriale Regionale che riconosce il Tara come risorsa da tutelare. Questo perché il progetto garantisce la produzione di acqua necessaria per coprire il fabbisogno idrico di 385mila persone. Numerose associazioni ambientaliste intanto, insieme al “Comitato per salvare il fiume Tara”, hanno avviato una raccolta firme per bloccare la realizzazione del dissalatore. La petizione ha già raccolto migliaia di adesioni.

Il consiglio comunale di Taranto chiede a Melucci di bloccare il progetto. In aula i vertici di AQP e le associazione ambientaliste. Contestate le assenze di sindaco, Arpa e Regione Di Alessandra Martellotti

“Prelevare l’acqua dal depuratore Gennarini o dall’invaso Pappadai” Servizio di Annamaria Rosato

Associazioni ambientaliste in corteo dalla masseria Carmine alla caserma dei carabinieri di Paolo VI. Pronta una terza denuncia Servizio di Alessandra Martellotti

Ulivi segnati in rosso per essere abbattuti nella masseria di Vincenzo Fornaro: “Rivivo un incubo”. Dieci anni fa il caso delle pecore contaminate da diossina Di Alessandra Martellotti

Enti locali e ambientalisti schierati contro la Regione Puglia Servizio di Francesco Iato

No da Comune e Arpa al dissalatore sul Fiume Tara. Tra le motivazioni l’abbattimento di centinaia di ulivi e di agrumeti; l’uso spropositato di acqua con la distruzione dell’habitat della zona e i danni alla biodiversità del mar Piccolo Di Alessandra Martellotti

70 milioni per il dissalatore sul fiume Tara: ambientalisti e associazioni promettono battaglia

L’europarlamentare D’Amato: “I soldi ci sono, investiamoli in progetti sostenibili”. il 23, manifestazione contro l’area a caldo Servizio di Alessandra Martellotti Intervista: Rosa D’Amato – Europarlamentare Greens

Dopo le critiche sulla realizzazione dell’impianto, parla il presidente di Aqp: “Sara’ un’opera strategica e salverà la città dalla crisi idrica” Servizio: Annamaria Rosato

Il dissalatore prende forma

Da lunedi aprono i primi cantieri e si procedera’ con l’espianto di oltre 1500 agrumi che verranno ripiantati. Il fiume Tara verra’ tutelato e monitorato,

Via libera della Regione al dissalatore del Tara

Il progetto è finalizzato alla produzione di acqua potabile per soddisfare il fabbisogno idrico di 385mila persone La giunta regionale pugliese ha rilasciato l’autorizzazione paesaggistica

In marcia contro il dissalatore sul Tara

Associazioni ambientaliste in corteo dalla masseria Carmine alla caserma dei carabinieri di Paolo VI. Pronta una terza denuncia Servizio di Alessandra Martellotti

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