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Vincenzo Minicozzi era stato arrestato con l’accusa di essere a capo e promotore di un’associazione che gestiva lo spaccio di sostanze stupefacenti di associazione dedita al traffico di sostanze stupefacenti. In esecuzione di un decreto di sequestro di beni emesso dal Tribunale di Lecce – Sezione Riesame e Misure di Prevenzione, la Direzione investigativa antimafia di Lecce ha sequestrato un patrimonio dal valore di circa 500 mila euro, riconducibile a Vincenzo Minicozzi, 37 anni di Ugento, pregiudicato, ritenuto socialmente pericoloso sulla base delle risultanze emerse delle indagini patrimoniali. Gravato da numerosi precedenti penali, è stato arrestato il 15 novembre 2021, nell’ambito dell’operazione “ Zeus” condotta dai carabinieri di Casarano, con l’accusa di essere a capo e promotore di un’associazione che gestiva lo spaccio di sostanze stupefacenti di associazione dedita al traffico di sostanze stupefacenti. Le indagini patrimoniali hanno consentito di desumere come l’imprenditore avesse illecitamente accumulato un ingente patrimonio sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati, ricorrendo anche all’intestazione di beni a propri congiunti. Il sequestro finalizzato alla successiva confisca ha interessato 1 villa con piscina, 1 locale deposito, 2 terreni agricoli e 5 cavalli.

Nell’ultimo anno sono stati sequestrati alla criminalità oltre 30milioni di euro nelle province pugliesi. La criminalità allunga i suo tentacoli dove c’è economia, denaro e ultimamente dove c’è turismo. Ed è nei patrimoni accumulati illegalmente che va colpita. Solo nel 2025 le operazioni della Dia, la direzione investigativa antimafia di Bari, hanno portato a oltre 30 milioni di euro di confische definitive tra i territori di Bari, Foggia e Lecce. I dati sono stati diffusi in occasione della presentazione del nuovo calendario della Dia dedicato alle donne che hanno combattuto la criminalità organizzata. Il colonnello Giulio Leo ha sottolineato come la criminalità si fa sempre più carsica, latente nelle sue modalità di azione. Per questo è quanto mai fondamentale una rete di collaborazione che punti su coloro che vogliono cambiare vita e voltare pagina. Come le donne protagoniste del calendario dia 2026 dedicato ai volti femminili dell’antimafia, come la giornalista pugliese Marilù Mastrogiovanni, presente all’incontro.

L’operazione è della polizia di Stato, coordinata dalla direzione distrettuale antimafia La Polizia di Stato, coordinata dalla direzione distrettuale antimafia, ha arrestato due persone per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. Uno è esponente del clan Capriati. L’indagine è partita dopo la denuncia di un operaio di una ditta di traporti che, dopo un incidente stradale con il mezzo aziendale, avrebbe ricevuto questa richiesta da parte del suo responsabile aziendale: il giovane avrebbe dovuto lavorare in un’altra ditta, collegata alla precedente, per risarcire un danno di oltre 23 mila euro. Al rifiuto di questa proposta,  al giovane autista è stato presentato un esponente di spicco del clan Capriati con l’intento di costringerlo ad accettare la proposta del suo responsabile d’azienda e risolvere, in tal modo, la controversia. 

Operazione in corso in queste ore È in corso in queste ore un’operazione a carico di persone responsabili dei delitti di usura e di estorsione aggravata dal metodo mafioso. L’operazione riguarda le province di Salerno, Napoli, Avellino e Potenza ed è della Sezione Operativa della Direzione Investigativa Antimafia di Salerno. (notizia in aggiornamento)

Accertate ricchezze spropositate rispetto ai modesti redditi dichiarati. L’uomo operava nel settore dell’automotive Sequestrati beni per un valore di 4 milioni a un imprenditore foggiano operante nel settore dell’automotive. Il provvedimento è stato eseguito dalla Direzione Investigativa Antimafia, su disposizione del gip del tribunale di Bari. Il destinatario, coinvolto in numerosi procedimenti giudiziari, è ritenuto elemento contiguo alla criminalità organizzata (foggiana e cerignolana), vicino al clan Moretti-Pellegrino Lanza. Accertate ricchezze spropositate rispetto ai modesti redditi dichiarati. Il sequestro ha riguardato un’azienda operante nel settore del commercio di auto, 25 unità immobiliari e disponibilità finanziarie.

Subentra al collega Roberto Di Mascio, trasferito al comando regionale della guardia di finanza di Abruzzo È il colonnello della guardia di finanza, Giuseppe Giulio Leo, 54 anni, il nuovo comandante della direzione investigativa antimafia di Bari. Subentra al collega Roberto Di Mascio, trasferito al comando regionale della guardia di finanza di Abruzzo. Il colonnello Leo ha condotto importanti indagini per contrastare la crimanalità organizzata ed economica, l’immigrazione clandestina, il riciclaggio, l’evasione fiscale e la corruzione. Proviene dal nucleo di polizia economico-finanziaria della Gdf di Lecce.

Il 57enne era già condannato per diversi reati, dall’evasione fiscale all’estorsione fino al traffico di sostanze stupefacenti Sono stati confiscati definitivamente dalla Direzione investigativa antimafia oltre 3 milioni di euro a un noto pregiudicato di Martina Franca. Il 57enne era già condannato per diversi reati, dall’evasione fiscale all’estorsione fino al traffico di sostanze stupefacenti. Nel dicembre 2020 era stato già arrestato perché ritenuto a capo di un’associazione finalizzata al traffico di cocaina in tutta Italia. I beni sequestrati riguardano 4 ville di cui 2 con piscina, un ristorante, numerosi veicoli di lusso e un natante da diporto.

A partire dagli anni ’80, è stato ripetutamente indagato e condannato per produzione e messa in commercio su larga scala, nei mercati nazionali ed esteri, di olio d’oliva adulterato e sofisticato Sono stati confiscati beni pari a 1.6 milioni di euro a un imprenditore di Cerignola. L’uomo a partire dagli anni ’80 è stato ripetutamente indagato e condannato per produzione e messa in commercio su larga scala, nei mercati nazionali ed esteri, di olio d’oliva adulterato e sofisticato. L’esecuzione del decreto è della Direzione Investigativa Antimafia emesso dal Tribunale di Bari. La misura riguarda una società operante nel settore dell’imbottigliamento dell’olio di oliva e di semi e il suo compendio aziendale, composto da 1 opificio, 1 capannone ed 1 autovettura, 3 fabbricati, 1 terreno,2 autoveicoli e diversi rapporti finanziari. 

Il patrimonio era costituito da 26 immobili, un’impresa operante nel campo agricolo e diverse disponibilità finanziarie Un pluripregiudicato della BAT avrebbe accumulato un patrimonio di valore sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati al Fisco. Per questo la Direzione Investigativa Antimafia ha dato esecuzione ad un sequestro di beni di 2 milioni di euro. Si tratta di un soggetto considerato socialmente pericoloso in quanto già condannato per reati in materia di sostanze stupefacenti, estorsione e detenzione illegale di armi, questi ultimi due aggravati dal metodo mafioso. Gli investigatori ipotizzano che la ricchezza accumulata possa essere il frutto dell’impiego di proventi di attività illecite. Il provvedimento di sequestro – seguito ad una precedente indagine del Commissariato di Canosa – comprende 26 immobili, un’impresa agricola e diversi conti, intestati a prestanome ma riconducibili al pluripregiudicato, per un valore complessivo stimato in circa 2 milioni di euro.

Si tratta di 23 immobili, una impresa individuale operante nel settore agricolo e varie disponibilità finanziarie La Direzione Investigativa Antimafia ha confiscato beni per un valore di oltre 1 milione di euro a un noto pregiudicato di Trinitapoli. L’uomo, già sorvegliato speciale di pubblica sicurezza e più volte condannato per reati in materia di stupefacenti, è stato ritenuto socialmente pericoloso, proprio negli anni in cui ha effettuato i rilevanti investimenti, oggi confiscati. Si tratta di 23 immobili, una impresa individuale operante nel settore agricolo e varie disponibilità finanziarie. Le indagini patrimoniali esperite dalla DIA sono state condotte sotto la direzione della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, e condivise dal Tribunale – Sezione Misure di Prevenzione di Bari. Gli inquirenti hanno così dimostrato la riconducibilità di tali investimenti ad attività illecite.

Operazione in diverse regioni tra cui anche la Puglia La Direzione Investigativa Antimafia, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari ha confiscato beni per un valore superiore ai 23 milioni di euro nei confronti di 23 soggetti condannati per aver preso parte a 2 strutturati sodalizi criminali. I provvedimenti hanno riguardato: il vertice del sodalizio, con condanna irrevocabile per reati di associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale, riciclaggio, autoriciclaggio, traffico di sostanze stupefacenti e bancarotta fraudolenta. L’operazione è stata eseguita in territorio nazionale: Puglia, Lazio, Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto. Nella confisca sono stati acquisiti denaro contante, rapporti finanziari, orologi di pregio e gioielli, ville e appartamenti di lusso, quote societarie ed automobili per un valore complessivo di oltre 18 milioni di euro.

La Dia ha eseguito un decreto di sequestro per circa 900mila euro La Direzione Investigativa Antimafia ha eseguito un decreto di sequestro beni in un Comune del Salento, su disposizione del Tribunale di Lecce – Sezione Misure di Prevenzione, a seguito di una proposta avanzata dal Direttore della DIA. Il provvedimento riguarda un patrimonio dal valore complessivo di circa 900mila euro, riconducibile a un noto pregiudicato della zona, ritenuto socialmente pericoloso sulla base delle indagini condotte dagli investigatori. L’uomo, già gravato da numerosi precedenti penali, è stato recentemente colpito da due distinti provvedimenti cautelari: uno emesso dalla DDA di Firenze nel febbraio 2024 e l’altro dalla DDA di Lecce nel novembre 2024, poiché risulterebbe coinvolto in una rete internazionale dedita al narcotraffico. Inoltre, secondo gli inquirenti, avrebbe fornito supporto logistico alla latitanza di un pregiudicato salentino, ricercato per gravi reati, tra cui associazione mafiosa. Le indagini patrimoniali della DIA hanno evidenziato una sproporzione tra i beni accumulati dal soggetto e i suoi redditi ufficiali, derivanti in gran parte da indennità di disoccupazione agricola e reddito di cittadinanza. Tra i beni sequestrati figurano una villa con piscina, un deposito, tre terreni agricoli, un’autovettura e cinque rapporti finanziari.

L’attività della Direzione Investigativa Antimafia di Foggia si sta concentrando sui lavori di raddoppio della ferrovia adriatica e della Bari-Napoli: lo sottolineano gli investigatori, che hanno tracciato il bilancio dei primi cinque anni di attività Intervistato Ten. col. Paolo Iannucci, comandante Dia di Foggia

Il provvedimento della Dia a carico di un noto pluripregiudicato della Capitanata, esponente di spicco della criminalità organizzata I sigilli sono stati scattati per una barca di 12 metri, auto di valore, una società e varie disponibilità finanziarie intestate ad un prestanome ma riconducibile al pregiudicato. Valore complessivo un milione e mezzo di euro, che si sommano ad altri beni sequestrati in precedenza per circa 11,5 milioni di euro. Per la Direzione investigativa antimafia l’uomo, benché condannato per diversi reati, continuava ad accumulare beni di valore sproporzionato rispetto a quanto dichiarato al Fisco.

Il sequestro di oggi si aggiunge ad un altro da 5,5 milioni del 2023 a carico della stessa persona La Dia di Bari ha sequestrato beni per 6 milioni di euro ad un esponente di spicco della criminalità organizzata della provincia di Foggia. Il soggetto, già condannato per vari reati contro il patrimonio, avrebbe investito ingenti proventi derivanti dalle attività illecite, accumulando beni di valore sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati. Il sequestro di oggi – che si aggiunge ad un altro da 5,5 milioni del 2023 a carico della stessa persona – comprende 6 società (tra le quali un distributore di benzina con annesso bar-tabacchi, sala slot e autonoleggio), numerose autovetture di valore, disponibilità finanziarie, anche all’estero, intestate a prestanomi. La direzione investigativa antimafia ha dato esecuzione al decreto di sequestro emesso dal tribunale di Bari.

Gli indagati avrebbero smerciato grossi quantitativi di cocaina La DIA ha eseguito un’ordinanza con la quale il gip del Tribunale di Bari ha disposto la custodiacautelare (in carcere e agli arresti domiciliari) nei confronti di 9 persone e l’obbligo di dimora nei confronti di altre 6, tutte indagate nell’operazione Sed condotta dalla DIA e diretta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari. Gli indagati, arrestati a Foggia, Napoli, San Severo, Manfredonia e nelle province di Pescara, Campobasso (nella zona di Termoli), Venezia e BAT. Secondo l’impostazione accusatoria della DDA di Bari, avrebbero costituito la rete di distribuzione degli imponenti quantitativi di cocaina purissima, con un giro d’affari di circa 3,5 milioni di euro, trafficata dall’associazione disarticolata con la precedente ordinanza di custodia cautelare che ha portato a 12 arresti (11 in carcere e 1 agli arresti domiciliari) eseguiti dalla DIA il 23 settembre scorso insieme al sequestro preventivo di beni per un valore complessivo di oltre 800mila euro.

Il sequestro riguarda 13 immobili, auto, contanti e disponibilità finanziarie intestate a prestanome Beni per un valore stimato in 3 milioni di euro sono stati sequestrati dalla Direzione Investigativa Antimafia di Bari ad un noto pluripregiudicato della provincia, considerato referente storico del clan Parisi. Le indagini patrimoniali, svolte dalla Dia avrebbero consentito di dimostrare che il destinatario del provvedimento, già condannato per associazione di stampo mafioso, riciclaggio, ricettazione, detenzione e traffico di ingenti quantitativi di droga, omicidio colposo, aveva accumulato un patrimonio di valore sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati al fisco. Il sequestro riguarda 13 immobili (tra cui una palazzina di pregio ubicata nel centro storico di un comune metropolitano), autovetture, denaro contante, diverse disponibilità finanziarie, formalmente intestati a prestanomi.

Giro d’affari per 3,5 milioni, altri 15 indagati In Puglia è stato sgominato un clan mafioso che spacciava stupefacenti, anche oltre i confini regionali. 12 le persone arrestate, 11 della provincia di Foggia e una di Bari. Il gruppo riforniva di cocaina il mercato di Foggia e provincia, della provincia Bat, del basso Molise e dell’Abruzzo. Le indagini hanno accertato che tra luglio 2020 e novembre 2021, sarebbero stati distribuiti sul mercato illecito oltre 20 chili di cocaina purissima, equivalenti ad oltre 83.000 dosi, per un valore che supera i 6 milioni e mezzo di euro. La sostanza stupefacente era caratterizzata da un elevatissimo grado di purezza, che in alcuni casi arrivava all’87 per cento. Sequestrati anche due ordigni artigianali dal micidiale potenziale offensivo. Il giro d’affari dell’organizzazione si aggirava attorno ai 3,5 milioni.

Dalla relazione della Dia emerge un’elevata capacità di penetrazione nel tessuto imprenditoriale La mafia pugliese si evolve e punta a trasformarsi in mafia degli affari. I clan proseguono il loro percorso di ascesa verso l’acquisizione di forme imprenditoriali sempre piu’ complesse e strutturate. E’ scritto nell’ultima relazione semestrale della Dia, la Direzione Investigativa Antimafia, che conferma il trend di crescita delle mafie pugliesi nella tradizionale distinzione tra mafie foggiane, Camorra barese e Sacra Corona Unita. La mafia foggiana in particolare starebbe dimostrando un’elevata capacita’ di penetrazione nel tessuto imprenditoriale e all’interno degli enti locali come documentato dagli scioglimenti per infiltrazioni mafiose di importanti consigli comunali tra i quali quello di Foggia. A Bari, invece, la mancanza di un vertice comune favorisce forti tensioni tra i vari clan, in particolare al quartiere San Paolo tra gli Strisciuglio e i Misceo-Montani. Dalle inchieste emerge inoltre “la capacità del clan Parisi- Palermiti di infiltrarsi nel tessuto economico e sociale del capoluogo pugliese”.

Le indagini, iniziate dalla Dia di Bari, hanno portato alla luce diverse discrepanze tra i beni posseduti e il patrimonio denunciato I Carabinieri di Foggia hanno confiscato beni mobili e immobili per tre milioni di euro a disposizione di un uomo, residente a Orta Nova, con precedenti per spaccio di sostanze stupefacenti, aggravati dal vincolo associativo. Le indagini, iniziate dalla Dia di Bari, hanno portato alla luce diverse discrepanze tra i beni posseduti e il patrimonio denunciato

Puglia, la Mafia degli affari

Dalla relazione della Dia emerge un’elevata capacità di penetrazione nel tessuto imprenditoriale La mafia pugliese si evolve e punta a trasformarsi in mafia degli affari.

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