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Lenticchie, ceci, fagioli e soia: tutte le proprietà dei legumi e perché inserirli nella dieta almeno 3 volte a settimana. Dall’aumento del senso di sazietà al controllo della glicemia, dalla riduzione del rischio cardiovascolare al miglioramento della funzionalità intestinale, fino alla promozione di un’alimentazione sostenibile per il pianeta: sono molteplici i benefici derivanti dall’inserimento dei legumi nella dieta, almeno tre volte a settimana, come indicato dalle Linee guida per una sana alimentazione. A sottolinearlo è l’Istituto superiore di sanità (ISS), in vista della Giornata mondiale dei legumi, che si celebra domani. “I legumi rappresentano una componente fondamentale di un’alimentazione sana, equilibrata e sostenibile”, spiega l’ISS. “Sono una fonte preziosa di proteine vegetali, ricchi di fibre, poveri di grassi e naturalmente privi di colesterolo, presente solo negli alimenti di origine animale”. Tra i legumi più noti, le lenticchie si distinguono per il loro contenuto di ferro, potassio, fosforo e acido folico, nutrienti fondamentali per la produzione di globuli rossi, soprattutto nelle donne in età fertile, nei bambini e durante la gravidanza. Oltre a questo, forniscono una buona quantità di proteine vegetali e fibre, utili per la regolarità intestinale e il controllo della glicemia. Dal punto di vista ambientale, i legumi sono un alimento virtuoso: la loro coltivazione sostenibile e la lunga conservabilità li rendono ideali anche per ridurre lo spreco alimentare. I ceci, ad esempio, contengono fibre solubili che contribuiscono a controllare il colesterolo LDL e a regolare la glicemia post-prandiale, supportando la prevenzione delle malattie cardiovascolari e del diabete di tipo 2. Sono inoltre ricchi di acido folico e vitamine del gruppo B, fondamentali durante i periodi di crescita e la gravidanza. Grazie al loro elevato potere saziante, i ceci sono ideali nei regimi alimentari controllati e rappresentano una scelta sana e sostenibile anche dal punto di vista climatico. Tra i legumi più proteici ci sono i fagioli, ricchi di zinco, potassio e magnesio, minerali essenziali per il sistema immunitario, la funzione muscolare e l’equilibrio elettrolitico. La buccia dei fagioli, ricca di fibre insolubili, favorisce la regolarità intestinale e aiuta a prevenire disturbi come stitichezza e malattie diverticolari. I piselli, invece, contengono più zuccheri semplici rispetto ad altri legumi, ma sono una buona fonte di proteine, vitamina A e acido folico. Delicati e facilmente digeribili, apportano fibre utili al benessere intestinale. Le fave, legume primaverile, offrono ferro non-eme, vitamina B1 (tiamina), fibre e proteine vegetali, insieme a discreti livelli di potassio. Sono naturalmente povere di grassi e contribuiscono al senso di sazietà e alla buona funzionalità intestinale. È importante ricordare, tuttavia, che chi soffre di favismo, una rara malattia genetica, deve evitarle completamente. Anche il lupino, meno diffuso nella dieta quotidiana, è un legume ricco di nutrienti: ha un contenuto proteico elevato, molte fibre e pochi zuccheri, rendendolo adatto a chi deve controllare la glicemia. È inoltre fonte di calcio, ferro e potassio. Contiene composti bioattivi (alcaloidi) che, se non correttamente trattati, possono risultare amari o tossici: per questo va consumato solo dopo adeguata lavorazione industriale o preparazione domestica corretta. La cicerchia è un legume particolarmente saziante e nutriente, ricco di proteine, fibre, calcio e fosforo. L’ISS raccomanda però di consumarla con moderazione e dopo un adeguato ammollo e cottura, poiché contiene una neurotossina responsabile del latirismo, una malattia neurodegenerativa che può causare paralisi, convulsioni e atrofia muscolare se il legume viene assunto in grandi quantità per periodi prolungati. Infine, la soia è il legume con il più alto contenuto proteico e una delle poche fonti vegetali a fornire tutti gli amminoacidi essenziali, rendendola una proteina “completa” comparabile a quella animale. È inoltre ricca di grassi insaturi, omega-3 e omega-6, fitosteroli e isoflavoni, noti per i potenziali benefici su sistema cardiovascolare e salute ormonale.

Primo centro in Italia e in Europa in questo campo. Il Policlinico di Bari ha superato il traguardo dei cento trapianti di cuore eseguiti nel 2025,confermandosi il primo centro a livello nazionale ed europeo in questo campo. Lo annuncia l’azienda ospedaliero universitaria in una nota, evidenziando che “il ricevente del centesimo trapiantoè un uomo di 58 anni, pugliese, in lista di attesa da settembre, confermando così il dato sul tempo medio di attesa di appena 80 giorni, contro una media nazionale di circa un anno”.“Raggiungere quota cento trapianti di cuore in 11 mesi – afferma il direttore generale, Antonio Sanguedolce – è un risultato che parla da solo. Sono circa 9 trapianti al mese, oltre 2 a settimana. Trentatré pazienti sono arrivati da altre regioni italiane. Questi dati confermano che il nostro ospedaleuniversitario è ormai un riferimento europeo per l’alta complessità di queste procedure, per i volumi di attività e per la capacità di garantire standard elevatissimi di qualità e sicurezza”.“Dietro ogni trapianto – sottolinea il direttore sanitario, Danny Sivo – c’è un lavoro enorme, fatto di competenze, dedizione e disponibilità 24 ore su 24. Il traguardo dei cento trapianti non è solo un numero, è la prova di una squadra che lavora in sintonia, con professionalità e umanità. Infine, il nostro pensiero e ringraziamento va ai donatori che hanno espresso in vita la volontà di donare e alle famiglie che, in unmomento di dolore profondo, scelgono di compiere questo gesto generoso”.

È iniziato a Taranto il processo sul caso del figlio che accoltellò la mamma strappandole il cuore. Il matricidio si consumò a Leporano. Salvatore Dettori, reo confesso, è accusato di omicidio premeditato commesso ai danni di un congiunto con l’aggravante della crudeltà 

Da una donna di 61 anni sono stati prelevati cuore, fegato, cornee e reni  Cuore, fegato, cornee e reni sono stati prelevati da una donna di 61 anni, originaria di Terlizzi, la cui morte cerebrale è stata accertata nell’ospedale Vittorio Emanuele II di Bisceglie, in provincia di Barletta-Andria-Trani. Le operazioni di prelievo, che sono terminate all’alba di oggi, si sono svolte nelle sale operatorie dirette da Giuseppe Vitobello, responsabile delle donazioni per la Asl Bat: per l’azienda sanitaria locale si tratta della seconda donazione multiorgano del 2025. Il cuore e il fegato sono stati prelevati dai cardiochirurghi e dai chirurghi del Policlinico di Bari, mentre i reni sono dagli urologi del Policlinico di Foggia. Le cornee, prelevate da Pasquale Attimonelli, responsabile della unità di Oculistica di Trani-Bisceglie, sono state inviate alla Banca degli occhi di Mestre. “Il nostro grazie va alla famiglia della donatrice che senza esitazioni si è espressa a favore della vita che continua – dice Tiziana Dimatteo, direttrice generale della Asl Bt – la donazione è un atto d’amore che oggi consentirà ad altre persone di continuare a sperare, di vivere. Siamo certi che questa consapevolezza potrà aiutare la famiglia della donatrice nei momenti di dolore legati alla perdita”.

L’equipe cardiochirurgica del prof. Bottio ha gestito con successo le operazioni di prelievo in diverse città italiane ed eseguito i trapianti nel blocco operatorio di Asclepios Sono stati eseguiti tre trapianti di cuore in 24 ore al Policlinico di Bari. L’equipe cardiochirurgica dell’unità operativa diretta dal prof. Tomaso Bottio ha gestito le operazioni di prelievo a Bari, Torino e Milano ed eseguito con successo i trapianti di cuore nel blocco operatorio di Asclepios. Il primo paziente è arrivato in emergenza tramite elisoccorso dal Policlinico di Foggia con un infarto: l’uomo di 57 anni è stato affidato all’equipe incaricata dell’impianto composta dai chirurghi Nicola Di Bari, Giosuè Lionetti e  Claudia Leo, con l’anestesista di sala Gianni Rubino.  Qualche ora dopo, con il primo trapianto ancora in corso, dal Centro Nazionale Trapianti è arrivata la disponibilità da Torino di un cuore compatibile con un paziente in lista di attesa a Bari. Il cardiochirurgo Lorenzo Giovannico, coadiuvato dal medico in formazione Domenico Parigino hanno raggiunto in aereo il capoluogo piemontese per le operazioni di prelievo. Ad attenderli in sala il prof. Tomaso Bottio con l’anestesista Marilina Villani hanno eseguito il trapianto cardiaco su un paziente di 66 anni, originario di Bitonto. Alle 14 di venerdì 24 gennaio è partita la terza equipe per il prelievo di cuore da Milano con il dottor Nicola di Bari e il medico in formazione Giuseppe Fischetti, che rientrati a Bari hanno eseguito con il prof. Bottio e l’anestesista Francesca Pica il terzo trapianto su un paziente barese di 64 anni. “Il Policlinico di Bari si conferma così un centro di riferimento nazionale per la cardiochirurgia e i trapianti di cuore, grazie a un team di professionisti che, con impegno e passione, continua a elevarne gli standard. È un risultato che testimonia la dedizione e la professionalità di tutto il personale, che lavora incessantemente per offrire ai pazienti una nuova speranza di vita. Un ringraziamento speciale va ai donatori e alle loro famiglie, il cui gesto di generosità è fondamentale per salvare vite umane”, dice Antonio Sanguedolce, direttore generale del Policlinico di Bari.

Eseguito con successo su un paziente di 68 anni grazie ad una donazione effettuata a Sassari Primo trapianto di cuore del 2025 al Policlinico di Bari. E’ stato eseguito dall’equipe di Cardiochirurgia diretta da Tommaso Bottio grazie ad una donazione effettuata a Sassari. L’intervento è stato eseguito ieri con successo su un paziente di 68 anni con una grave insufficienza cardiaca accertata nel 2020 ed inserito in lista d’attesa a luglio dopo gli scarsi risultati delle terapie convenzionali. Il trapianto di cuore in questi casi è l’unica strada per ripristinare una funzionalità adeguata e migliorare la qualità della vita del paziente, ora in terapia intensiva post operatoria. Nel 2024 i trapianti d’organo effettuati al Policlinico di Bari, coordinati dal prof. Loreto Gesualdo, hanno superato quota 200.

Salvatore Dettori il 13 novembre scorso ha ucciso sua madre Silvana La Rocca con diverse coltellate La confessione choc resa da Salvatore Dettori, 46 anni, ha trovato conferma: dopo aver ucciso la madre Silvana La Rocca, con diverse coltellate, le ha strappato il cuore. Lo ha stabilito l’autopsia eseguita dal medico legale Francesco Introna. L’uomo, il 13 novembre scorso a Leporano, avrebbe usato due coltelli per l’omicidio.Agli inquirenti aveva raccontato anche di aver raccolto il cuore in un fazzoletto e di averlo buttato per strada, senza specificare dove. Salvatore Dettori è in carcere per omicidio volontario aggravato. 

Salvatore Dettori, ex infermiere Marina Militare ha ammesso di aver ucciso a coltellate la madre, Silvana La Rocca. Il cadavere trovato ieri sera nella sua villetta di Leporano. Servizio di Alessandra Martellotti

Sostituita la valvola mitralica per via percutanea attraverso una procedura combinata mai usata prima in Italia Servizio di Anna De Feo riprese e montaggio di Roberto Cofano Intervista a Giuseppe Nasso, responsabile Cardiochirurgia Anthea Hospital di Bari Giuseppe Speziale, vice presidente GVM Care&Research

Il gesto estremo, pare dettato dalla disperazione per aver appreso dell’imminente ricovero della moglie in ospedale per via di un’operazione Servizio di Stefania Congedo Riprese e montaggio di Donato Colazzo

L’atelier Ninaleuca apre le sue porte Servizio di Pamela Spinelli; intervista a Benedetta Rossi, stilista “NinaLeuca”;

La piccola è stata adottata dal quartiere Paolo VI e da tutta la città INTERVISTA: MAURIZIO MORRONE, ORGANIZZATORE Servizio Annamaria Rosato

Si è svolta a Bari la quinta edizione della Corsa del cuore, l’ennesima gara che unisce prevenzione e divertimento. Ma per tutto il mese di febbraio previsti screening e controlli e gratuiti.  Servizio di Antonio Lorusso  Montaggio Ivan Ciavarella  Intervistato: Pietro Petruzzelli, ass. allo Sport comune di Bari

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