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Corte d’Appello di Bari

La decisione della Corte d’Appello. La donna è deceduta nel 2012 presso la clinica Santa Maria . La Corte d’Appello di Bari ha disposto in sede civile un risarcimento di oltre mezzo milione di euro nei confronti della figlia e del marito di una 49enne barese, deceduta nel giugno 2012 in seguito alle complicazioni di un intervento al cuore eseguito nella clinica Santa Maria. La donna era stata ricoverata il 3 giugno per disturbi alla valvola mitrale, e sottoposta il giorno seguente ad un’operazione per l’applicazione di un anello protesico. A causa dell’insorgere di due complicazioni, l’intervento durò più a lungo. Le condizioni della paziente si aggravarono al punto che dopo qualche giorno si rese necessario un secondo intervento per la sostituzione della valvola cardiaca. Purtroppo il quadro clinico non migliorò e la donna morì in seguito ad una grave emorragia. L’inchiesta avviata dalla procura si concluse con un’archiviazione a carico dei medici ma la famiglia, assistita dagli avvocati Rubio di Ronzo e Maria Lucia Valletta, intraprese un’azione civile. In primo grado, il Tribunale ha respinto la richiesta risarcitoria che è invece stata accolta dalla Corte d’Appello: “La struttura sanitaria – si legge in sentenza – non ha dimostrato quale sia la causa imprevedibile ed inevitabile della morte della paziente, avendo i consulenti tecnici evidenziato che l’assenza del verbale operatorio non consente di stabilire se vi sia stata tempestiva adozione dei mezzi correttivi”. La clinica – hanno disposto i giudici – potrà rivalersi nella misura del 50 per cento del risarcimento su uno dei medici che all’epoca operò la 49enne. Precisazione: La Gvm care & research precisa che i fatti risalgono ad un periodo precedente all’acquisizione della società, avvenuta nel 2016. Si evidenzia inoltre che nessuno dei professionisti coinvolti, direttamente o indirettamente, negli eventi oggetto del procedimento risulta oggi in servizio presso Santa Maria Hospital.

Le indagini della Dda, coordinate dal pm Fabio Buquicchio, hanno ricostruito ruoli e responsabilità di vedette, mandanti ed esecutori materiali. La Corte d’Appello di Bari ha confermato le condanne per gli imputati coinvolti nel processo con rito abbreviato nato dall’inchiesta sugli omicidi di Francesco Barbieri e Nicola De Santis, avvenuti a Bari nel 2017. Le indagini della Dda, coordinate dal pm Fabio Buquicchio, hanno ricostruito ruoli e responsabilità di vedette, mandanti ed esecutori materiali nei due delitti durante la cosiddetta «guerra di Japigia» per il controllo dello spaccio di droga tra il gruppo di Antonio Busco e il clan Palermiti-Parisi. Otto in tutto gli imputati coinvolti, fra loro anche Nicola Parisi, già condannato a 20 anni, così come Filippo Mineccia e Gianni Palermiti. Le motivazioni verranno depositate fra 90 giorni.

Il ragazzo di Cerignola morì a 26 anni dopo una rissa avvenuta all’esterno di una discoteca di Foggia. Sarà pronunciata il prossimo 13 luglio dai giudici della Corte d’Assise d’Appello di Bari la sentenza per l’omicidio di Donato Monopoli, il ragazzo di Cerignola morto a 26 anni dopo una rissa avvenuta all’esterno di una discoteca di Foggia. La procura generale, dopo il rinvio della Corte di Cassazione, ha chiesto la conferma delle condanne già comminate in appello rispettivamente a 10 e 7 anni per i due imputati accusati di omicidio preterintenzionale : si tratta di Francesco Stallone e Michele Verderosa. All’udienza, svoltasi a porte chiuse, hanno partecipato i familiari di Donato: “Non cerchiamo vendetta ma giustizia“.

Numeri preoccupanti dal report della Corte d’Appello di Bari. Nel distretto della Corte di Appello di Bari in un anno i femminicidi sono aumentati del 33%, con il “dato allarmante” del 300% in più registrato nel capoluogo. Sono alcuni dei dati contenuti nella relazione sull’andamento dei reati nel periodo luglio 2024-giugno 2025, presentata in occasione della inaugurazione dell’anno giudiziario. Dal report si evince che sono diminuite del 16% (da 31 a 26) le denunce di omicidi volontari consumati. In controtendenza, tuttavia, risulta l’aumento del 33% per gli omicidi la cui vittima era di sesso femminile (da 6 a 8). “Appare allarmante – si legge nella relazione – il dato statistico della Procura di Bari che ha registrato una variazione rispetto all’ultimo anno pari al 300% poiché il numero dei procedimenti iscritti è passato da 1 a 4 segnati”. Sono, inoltre, aumentate (da 66 a 82, +24%) le denunce di omicidi tentati; stesso andamento per il dato relativo alle vittime di sesso femminile (+29%), passato da 7 a 9. Sono aumentate anche le denunce di omicidi colposi per violazione delle norme sulla circolazione stradale: 137 rispetto alle 124 del precedente periodo, con un incremento del 10% ed in 38 casi gli autori del reato sono rimasti ignoti. Sono aumentate, da 25 a 29 (+16%), anche le denunce di omicidi colposi per infortuni sul lavoro. Le denunce del reato di stalking registrano una “moderata diminuzione” evidenzia la relazione, pari al -9% (da 1.447 a 1.321).

Revocato l’ergastolo per l’agguato mafioso del 2017 a Japigia. Già assolti in Cassazione gli esecutori materiali La Corte d’Appello di Bari ha assolto con formula piena Antonio Busco, precedentemente condannato all’ergastolo in primo grado per l’omicidio di Giuseppe Gelao, ucciso il 6 marzo 2017 nel quartiere Japigia, in un contesto di guerra di mafia legata al traffico di stupefacenti. Nell’agguato rimase ferito anche Antonino Palermiti, nipote del boss Eugenio. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’omicidio di Gelao fu una risposta all’assassinio di Franco Barbieri, avvenuto per motivi legati alla gestione degli affari illeciti nel territorio. In precedenza, la Corte di Cassazione aveva già assolto in via definitiva Giuseppe Signorile e Davide Monti, accusati di essere gli esecutori materiali del delitto.

La giunta, composta da sette nuovi membri, include il presidente uscente Antonella Cafagna e rappresentanti della magistratura delle tre province Eletta la nuova giunta distrettuale di Anm per le province di Bari Foggia e Trani. Ne fanno parte il presidente uscente Antonella Cafagna, la più suffragata con 109 preferenze, Marina Chiddo e Marco Guida, giudici rispettivamente a Trani e Bari, Marco D’agostino e Fabio Buquicchio, pm della Dda, Caterina Lazzara, giudice a Foggia, e Gaetano Labianca, consigliere della Corte d’Appello di Bari

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