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La Consulta dichiara illegittima la norma che escludeva il partner superstite di una coppia omosessuale dal trattamento pensionistico in caso di decesso avvenuto prima della legge sulle unioni civili. La pensione di reversibilità spetta anche al partner superstite di una coppia omosessuale che si era sposata all’estero prima del 2016, anche se il decesso è avvenuto prima dell’entrata in vigore della legge sulle unioni civili. Lo ha stabilito la Corte Costituzionale con una sentenza depositata oggi, dichiarando l’illegittimità della norma che fino ad oggi escludeva questo diritto. Il caso era arrivato alla Consulta attraverso le sezioni unite civili della Cassazione. Un uomo, superstite di una coppia omoaffettiva sposata all’estero, aveva chiesto all’INPS la pensione di reversibilità dopo la morte del partner. L’istituto previdenziale l’aveva negata perché il decesso era avvenuto prima della riforma del 2016. La questione è stata sollevata in riferimento agli articoli 2, 36 e 38 della Costituzione. La Corte ha ribadito che non esiste a livello costituzionale un obbligo di equiparare le unioni omoaffettive al matrimonio. Tuttavia ha rilevato una situazione del tutto peculiare: sia il matrimonio all’estero che il decesso del coniuge erano avvenuti in un momento in cui in Italia non esisteva ancora alcuno strumento legale per riconoscere quegli effetti. Escludere il partner superstite dalla pensione ai superstiti in queste circostanze, ha concluso la Corte, determinava una ingiustificata disparità di trattamento rispetto a tutte le altre categorie aventi diritto alla reversibilità. Con questa sentenza viene dunque colmato un vuoto normativo che penalizzava chi, pur avendo formalizzato il proprio legame all’estero, si era trovato a fare i conti con un lutto prima che la legge italiana riconoscesse quella unione.

“Giurista illustre, colto e raffinato – ricorda il sindaco, Piero Bitetti – ha formato generazioni di studiosi e contribuito in maniera significativa alla loro crescita professionale”. Lutto nel mondo della magistratura. È morto a Napoli Francesco Paolo Casavola, originario di Taranto, ex presidente della Corte Costituzionale, storico di Diritto romano, docente universitario a Bari e a Napoli. È stato anche Garante per l’editoria e la radiodiffusione, oltre che presidente del Comitato nazionale per la bioetica e dell’Istituto della enciclopedia italiana Treccani. Avrebbe compiuto 95 anni il prossimo 12 gennaio. Francesco Paolo Casavola era nato in via Anfiteatro 44, il 12 gennaio 1931. “Giurista illustre, colto e raffinato – ricorda il sindaco, Piero Bitetti – ha formato generazioni di studiosi e contribuito in maniera significativa alla loro crescita professionale. Il patrimonio umano e accademico non va disperso. Faremo in modo di ricordarlo adeguatamente. Condoglianze alla famiglia e ai suoi cari”.

E’ stato eletto all’unanimità dalla Camera di Consiglio della Consulta Servizio di Stefania Rotolo Montaggio di Massimo D’Olimpio

Non c’è accordo sui nomi, le trattative proseguono Servizio di Stefania Rotolo Riprese e montaggio di Massimo d’Olimpio

Ancora nulla di fatto sulla scelta dei quattro giudici della Consulta che il Parlamento deve votare: giovedì la prossima seduta Servizio di Stefania Rotolo riprese e montaggio di Massimo d’Olimpio

Ha sollecitato l’ufficio di presidenza ad esprimersi e minaccia il ricorso alla Corte Costituzionale Servizio di Francesco Iato; intervista ad Antonella Laricchia (consigliera regionale M5s)

Anche la decima votazione non ha avuto esito positivo Interviste: Onorevole Ubaldo Pagano PD; Onorevole Mauro D’Attis FI

La sentenza della Corte Costituzionale apre un nuovo scenario Servizio di Alessandro Miglietta Montaggio di Pasquale D’Attoma https://odplay.xdevel.com/?f=3ce934236482e70be2be53d0774a6c3d9b709105&clientId=21ebd41ea06f196db27c1c8060b2409133e2d832

Bocciate le osservazioni del Governo centrale che a giugno scorso impugnò la legge salva ricci a firma del consigliere Paolo Pagliaro Servizio: Francesco Iato Intervista: Paolo Pagliaro, consigliere regionale La Puglia domani

La Corte Costituzionale ha dichiarato legittima la legge pugliese che vieta la pesca dei ricci per tre anni nei nostri mari. Si tratta di un fermo “straordinario” introdotto a tutela della specie dalla Regione Puglia, uno dei luoghi del “sovra-sfruttamento a livello locale di questa risorsa ittica”, a rischio estinzione. Il divieto è stato introdotto fino al 2025. “Abbiamo avuto ragione – ha commentato il presidente Michele Emiliano. La Corte ha fissato per la prima volta un principio rivoluzionario, e cioè che le regioni hanno il diritto/dovere di proteggere il mare e le sue risorse nella zona di loro competenza”.

La decisione della Corte Costituzionale che ha respinto il ricorso del Governo centrale. Le aziende agricole possono espandersi superando il limite attuale di ampliamento del 100% della superficie esistente Servizio di Francesco Iato

La situazione nelle città pugliesi dopo il pronunciamento della Corte Costituzionale Servizio di Antonio Maiellaro Montaggio di Leo Tribuzio

A seguito della bocciatura del piano casa da parte dalla Corte Costituzionale, il Comune sta verificando il numero delle pratiche rilasciate e ogni fascicolo verrà analizzato caso per caso in base alle opportunità dell’interesse pubblico Sono meno di una decina le pratiche protocollate da gennaio ad agosto 2022 nell’ufficio urbanistica del Comune di Taranto. Sono in corso ulteriori verifiche in queste ore nella sede del Municipio. A seguito della bocciatura del piano casa da parte dalla Corte Costituzionale, il Comune sta verificando il numero delle pratiche rilasciate e ogni fascicolo verrà analizzato caso per caso in base alle opportunità dell’interesse pubblico, ha dichiarato l’assessore al ramo, Gianni Azzaro. Certo è che da oggi gli uffici dell’urbanistica si trovano ad affrontare un carico straordinario di lavoro a seguito di questa pronuncia che determinerà una serie di contenziosi. Critiche anche da parte dell’ordine degli architetti di Taranto. Il presidente, Paolo Bruni, ha dichiarato che sarebbe opportuna una nuova legge urbanistica più efficace, semplice, chiara, fatta di poche regole che consenta lo sviluppo del territorio.

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