
Morte Ivan Ciullo, disposta quarta archiviazione
La pm pur riconoscendo errori e criticità nell’inchiesta, ha ritenuto impossibile accertare con certezza la causa della morte e sostenere l’ipotesi dell’omicidio Il giudice per
La pm pur riconoscendo errori e criticità nell’inchiesta, ha ritenuto impossibile accertare con certezza la causa della morte e sostenere l’ipotesi dell’omicidio Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lecce, Tea Verderosa, ha disposto l’archiviazione dell’inchiesta sulla morte di Ivan Ciullo, il dj salentino di 34 anni trovato impiccato a un ulivo il 22 giugno 2015 nelle campagne di Acquarica del Capo. È la quarta archiviazione in un’indagine lunga e travagliata, segnata da numerosi passaggi di consegne tra magistrati e da lacune investigative mai colmate del tutto. La richiesta di archiviazione era stata avanzata dalla pm Donatina Buffelli, che pur riconoscendo errori e criticità nell’inchiesta, ha ritenuto impossibile accertare con certezza la causa della morte e sostenere quindi in giudizio l’ipotesi dell’omicidio. Una posizione che non convince i genitori di Ivan, decisi a non arrendersi: hanno annunciato ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.
Un manichino realizzato artigianalmente, della stessa altezza e peso di Ivan, per dimostrare che il deejay salentino non è morto suicida ma è stato ucciso Intervista: Roberto Lazzari – consulente famiglia Ciullo
Parlano il papà e la mamma del dj salentino dopo la svolta nelle indagini sulla morte del ragazzo Servizio di Stefania Congedo Riprese e montaggio di Francesco Afrune Interviste a Sergio e Rita Ciullo
Clamorosa svolta nella vicenda del dj salentino trovato impiccato a un albero il 22 giugno del 2015. Due indagati Arriva la svolta per il caso di Ivan Ciullo, il dj salentino rinvenuto impiccato ad un albero di ulivo all’alba del 22 giugno 2015, nelle campagne di Acquarica del Capo. Il reato ipotizzato nel fascicolo d’inchiesta cambia. Non più istigazione al suicidio ma omicidio. Così come da otto anni stanno cercando di provare i genitori di Ivan, Rita e Sergio che mai hanno creduto all’ipotesi suicidaria sostenuta dai due precedenti pm che ne avevano chiesto l’archiviazione prima che l’indagine passasse nelle mani di un nuovo magistrato, il sostituto Donatina Buffelli. Nel fascicolo d’inchiesta compaiono due indagati. Si tratta dell’uomo con cui Ivan ebbe una tormentata relazione sentimentale, finora l’unico indagato nel procedimento, e di un cantante e musicista di Acquarica che collaborava con Ciullo. La nuova contestazione permetterà l’espletamento di due accertamenti irripetibili, fondamentali per l’esito delle indagini. L’incarico peritale sarà conferito nei prossimi giorni e riguarderà una perizia sulla memoria del computer portatile e del cellulare in uso alla vittima. Indagine finalizzata al recupero dei dati contenuti nell’hard disk risultato danneggiato e malfunzionante secondo il perito della Procura a cui venne affidata una prima valutazione già nel 2015 e nel 2016. Ivan aveva 34 anni. Per i periti della famiglia sarebbe stato strangolato per poi successivamente essere impiccato ad un albero per simulare il suicidio.

La pm pur riconoscendo errori e criticità nell’inchiesta, ha ritenuto impossibile accertare con certezza la causa della morte e sostenere l’ipotesi dell’omicidio Il giudice per

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