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Lo denuncia il Sindacato di Polizia Penitenziaria, che evidenzia anche il ritrovamento di droga e cellulari Servizio di Pietro Loffredo Intervista ad Aldo Di Giacomo, segretario generale Sindacato di Polizia Penitenziaria

Il Sappe: ‘Oltre 200 telefoni scoperti dal 2024. Lo Stato vince’ Quattordici telefoni cellulari, cavetti, caricabatterie, sim e circa 50 grammi di sostanza stupefacente sono stati sequestrati nel carcere di Foggia dalla polizia penitenziaria, con il supporto delle unità cinofile, nelcorso di una perquisizione avvenuta ieri. A darne notizia è il Sappe (Sindacato autonomo polizia penitenziaria) che sottolinea come questa operazione faccia seguito ad altri importanti sequestridi materiale proibito, effettuati dall’inizio dell’anno nel carcere di Foggia. In totale, tra il 2024 e i primi mesi del 2025, sarebbero oltre 200 gli apparecchi telefonici sequestrati, oltre a ingenti dosi di stupefacenti. “Quanto accaduto – evidenzia il segretario del Sappe, Federico Pilagatti – dimostra che lo Stato può vincere e controllare in maniera adeguata le nostre carceri, al fine di garantire alla stragrande maggioranza di detenuti di poter percorrere la strada del rientro in società attraverso un reinserimento concreto e nel contempo isolare tutti quei detenuti violenti, responsabili di eventi critici che mettono inpericolo non solo la sicurezza degli altri detenuti, dei poliziotti e delle carceri, ma anche dei territori”. 

Il sindacato denuncia la carenza di personale Quattro telefoni cellulari, e altrettante sim e caricabatteria, sono stati trovati dagli agenti della polizia penitenziaria nelle intercapedini degli sgabelli in legno di alcune celle del carcere di Trani. Non è chiaro come questi dispostivi siano entrati, non è escluso che si tratti di materiale che ha eluso i controlli durante le visite dei familiari. Nei giorni scorsi, ma la notizia è trapelata solo nelle ultime ore, gli agenti hanno trovato altri cellulari e delle dosi di marijuana nell’intermezzo esterno alle mura di cinta, evidentemente lanciati dall’esterno nella speranza che i reclusi potessero poi prenderli durante la passeggiata negli spazi comuni. La situazione è stata denunciata dal sindacato Sappe che, ribadendo della cronica carenza di organico, scrive di lotta impari tra la polizia penitenziaria e la delinquenza e chiede di non scaricare le colpe di quanto accade nelle carceri sui lavoratori.

È accaduto nel penitenziario di Foggia. La donna – hanno fatto sapere dall’Asl – sarà licenziata Ha tentato di introdurre, nel carcere di Foggia, otto cellulari e quasi 200 grammi di hashish.  Ma l’infermiera della Asl del capoluogo dauno è stata smascherata dagli agenti della polizia penitenziaria ed è stata così arrestata. E’ accaduto ieri, nel giorno di pasquetta. A denunciare l’episodio è stato il Sappe, segnalando allo stesso tempo ancora una volta la cronica carenza di organico di agenti nei penitenziari.“Abbiamo chiesto più volte ai responsabili delle carceri italiane – si legge in un comunicato del sindacato – di intervenire per contrastare questi atti criminali mettendo a disposizione dei poliziotti le apparecchiature elettroniche (Jammer) capaci di bloccare l’uso dei cellulari, ma a tutt’oggi nulla è cambiato”.  Sembrerebbe che i 200 grammi di hashish e i cellulari fossero destinati ad un detenuto di San Severo “presumibilmente appartenente a fazioni criminali” locali. A rivelarlo il segretario generale dell’Osapp, Pasquale Montesano.  Intanto il direttore generale della Asl di Foggia, Antonio Nigri, ha dato “immediate indicazioni” di “sospendere dal servizio e di avviare l’iter per il licenziamento” dell’infermiera.

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