
Raggiunto accordo su cassa integrazione ex Ilva, dopo 14 ore di trattative
Cig scende a 4.050 lavoratori, 3.500 a Taranto. Integrazione salariale al 70% La vertenza ex Ilva. dopo 14 ore di trattative è stato raggiunto a
Cig scende a 4.050 lavoratori, 3.500 a Taranto. Integrazione salariale al 70% La vertenza ex Ilva. dopo 14 ore di trattative è stato raggiunto a Roma, nella notte, l’accordo tra Acciaierie d’Italia e sindacati metalmeccanici sulla cassa integrazione straordinaria, che accompagnerà la ristrutturazione del gruppo siderurgico. La cassa è’ stata ridotta nei numeri: doveva essere per 5.200 dipendenti, di cui 4.400 a Taranto, e invece interesserà 4.050 unità totali, di cui 3.500 nel sito siderurgico pugliese. La decorrenza sarà retroattiva, a partire da marzo 2024, e ai dipendenti in cassa verrà riconosciuto il 70% della retribuzione annua lorda. Il piano di cassa integrazione si chiuderà a giugno2026.
E’ l’ultimo atto della tragedia ex Ilva, commenta il segretario Uilm, Palombella “E’ l’ultimo atto della tragedia ex Ilva, questa volta grazie al governo e ai commissari straordinari”. Così il segretario Uilm, Palombella commenta la decisione di mettere in cassa integrazione altre 5200 dipendenti di Acciaierie d’Italia, di cui 4400 a Taranto. “L’utilizzo della Cigs – precisa la società in una nota – che farà perno su trasparenti criteri di forte rotazione del personale, sarà strettamente connesso ai livelli di produzione degli stabilimenti e consentirà di ultimare il Piano di ripartenza con l’attivazione dopo l’estate del secondo altoforno”. I sindacati metalmeccanici rispendiscono al mittente la richiesta dell’ammortizzatore sociale: “Mai vista una cassa integrazione non legata a un piano industriale ma alla durata del commissariamento”, contesta Palombella che chiede la convocazione immediata di un tavolo.
Il numero dei lavoratori costretti a fermarsi è però destinato ad aumentare Sono attualmente tra i 400 e i 500 i lavoratori dell’indotto di Acciaierie d’Italia a Taranto, per i quali le imprese hanno fatto richiesta di cassa integrazione ordinaria. “Ad un primo stock di 200 dei giorniscorsi, si è aggiunta la Semat Engineering con altri 240. Se poi anche le altre realTà apriranno alla cassa integrazione, chiaramente il numero è destinato a salire, poiché ciascuna azienda va dai 60 agli 80 dipendenti”. Lo affermano Davide Sperti e Mimmo Amatomaggi della Uilm, che riassumono così la situazione delle imprese appaltatrici del siderurgico, strette tra mancati pagamenti, ordini di lavoro scarsi e prospettive molto incerte. Alcune aziende avrebbero difficoltà a garantire il pagamento degli stipendi di dicembre. La preoccupazione maggiore però è legata al varo dell’amministrazione straordinaria da parte del governo, che di fatto annullerebbe – anche se provvisoriamente – tutti i crediti vantanti dall’indotto nei confronti di Acciaierie d’Italia, che ammontano a 120 milioni di euro.
A beneficiare del provvedimento anche altre aziende definite strategiche, con oltre 1000 dipendenti Un decreto legge, approvato il15 giugno in Consiglio dei Ministri, permetterà a 2500 dipendenti dello stabilimento tarantino di Acciaierie d’Italia (ex Ilva), e del vario indotto, di beneficiare della cassa integrazione straordinaria fino al 31 dicembre 2023. A beneficiare del provvedimento anche altre aziende definite strategiche, con oltre 1000 dipendenti, che non sono riuscite a portare a termine la riorganizzazione.
Nel Decreto legge varato dal Governo si profila la proroga della cassa integrazione straordinaria finoal 31 dicembre per i dipendenti dello stabilimento Acciaierie d’Italia. E’ quanto afferma il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella. A fine marzo, con un’intesa con l’azienda sottoscritta da Fim Cisl, Fiom Cgil e Ugl e respinta da Uilm e Usb, era stata prorogata per un altro anno la cassa straordinaria per 3.000 dipendenti del gruppo all’infuori dei 2.500 cassintegrati previsti a Taranto, per i quali, la cassa sarebbe dovuta terminare il 19 giugno prossimo.
I due sindacati, riuniti in assemblea a Taranto, promettono battaglia Servizio di Annamaria Rosato Intervistati: Davide Sperti, seg. gen. Uilm Franco Rizzo, esecutivo confederale Usb
Uilm e Usb non firmano l’intesa: “No a certificazione esuberi” Come era evidente sin dai primi incontri, i sindacati si sono divisi sulla firma del rinnovo di un altro anno di cassa Integrazione straordinaria per 3000 addetti di Acciaierie d’Italia. Al Ministero del Lavoro hanno firmato l’intesa Fim Cisl, Fiom, Cgil, Ugl e Fismic. Sono rimasti sulle loro posizioni fortemente critiche e dunque non hanno firmato Uilm e Usb. L’ostacolo non superato è la richiesta di garanzie sul rientro in produzione dei 1600 lavoratori in AS. Ieri scadeva la prima annualità della Cassa Integrazione in Acciaierie d’Italia e sono stati riproposti gli stessi numeri dello scorso anno. 2500 dei 3000 dipendenti sono dello stabilimento di Taranto. Secondo quanto dichiarato dai vertici del Gruppo, la nuova Cassa Integrazione Straordinaria era necessaria per la salvaguardia dei livelli occupazioni e per permettere la continuità aziendale. Ai lavoratori in Cigs verrà riconosciuto il rateo della tredicesima e verrà anticipato il trattamento di integrazione salariale alle normali scadenze di paga. Acciaierie, si legge nel verbale, ha preso atto delle richieste da parte dei sindacati – e sostenuta anche dalle Regioni interessate – della opportunità di un tavolo ministeriale sul piano industriale dell’azienda.

Cig scende a 4.050 lavoratori, 3.500 a Taranto. Integrazione salariale al 70% La vertenza ex Ilva. dopo 14 ore di trattative è stato raggiunto a

Ex Ilva: nuova cassa per 5200 operai (4400 a Taranto)

Il numero dei lavoratori costretti a fermarsi è però destinato ad aumentare Sono attualmente tra i 400 e i 500 i lavoratori dell’indotto di Acciaierie

A beneficiare del provvedimento anche altre aziende definite strategiche, con oltre 1000 dipendenti Un decreto legge, approvato il15 giugno in Consiglio dei Ministri, permetterà a

Nel Decreto legge varato dal Governo si profila la proroga della cassa integrazione straordinaria finoal 31 dicembre per i dipendenti dello stabilimento Acciaierie d’Italia. E’

I due sindacati, riuniti in assemblea a Taranto, promettono battaglia Servizio di Annamaria Rosato Intervistati: Davide Sperti, seg. gen. Uilm Franco Rizzo, esecutivo confederale Usb

Uilm e Usb non firmano l’intesa: “No a certificazione esuberi” Come era evidente sin dai primi incontri, i sindacati si sono divisi sulla firma del