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CASA SOLLIEVO SOFFERENZA

La protesta andrà avanti fino a lunedì. Chiesti, ancora una volta, gli adeguamenti economici e contrattuali, alla vigilia della visita del cardinale Parolin. Tre giorni di sciopero della fame dei rappresentanti sindacali per denunciare lo stallo delle trattative con la direzione generale, alla vigilia della visita del cardinale Parolin, segretario di Stato Vaticano, per celebrare i 70 anni dell’ospedale: è l’iniziativa promossa da Cgil, Cisl, Uil, Fials e Nursing Up per evidenziare le criticità economiche e contrattuali dei duemila lavoratori del Comparto di Casa Sollievo della Sofferenza, a San Giovanni Rotondo.La vertenza si trascina da mesi e riguarda infermieri, oss, tecnici e amministrativi. Per Giuseppe Mangiacotti, segr. prov. FP Cisl, lo sciopero della fame è un gesto forte ma Casa Sollievo è l’unico ospedale in Italia dove non ci sono stati gli adeguamenti contrattuali e il pagamento degli arretrati. Con l’applicazione, dal primo giugno, del contratto della sanità privata, ogni lavoratore perderebbe fino a 400 euro al mese.

Intanto, stanno per partire i decreti ingiuntivi di centinaia di lavoratori. Tremila persone in marcia, a San Giovanni Rotondo, per sostenere il personale di Casa Sollievo della Sofferenza.In prima fila, sindaci e rappresentanti istituzionali; accanto a loro, tantissimi cittadini, per una fiaccolata dal Comune all’ospedale.La mobilitazione è nata dopo che la direzione generale ha deciso di applicare i contratti della sanità privata, ritenuti peggiorativi dai sindacati dei medici e del comparto. intervistati: Donato Menichella, segr. naz. ANMIRS; Avv. Valeria Costa, legale lavoratori Casa Sollievo; Giuseppe Mangiacotti, segr. prov.le FP Cisl

“Gi auguri non cancellano i nostri diritti” c’era scritto su uno di quelli esposti, tra applausi e persone che urlavano “Andate via”. Proteste a San Giovanni Rotondo di medici e personale sanitario che hanno contestato il consiglio di amministrazione della fondazione Casa Sollievo della Sofferenza. La disponibilità al dialogo non ha frenato la rabbia del personale presente. Parliamo di 2700 dipendenti in tutto. Stamattina, l’appuntamento per lo scambio degli auguri di Natale, è stato caratterizzato da fischi e striscioni contro la dirigenza sanitaria. “Gli auguri non cancellano i nostri diritti” c’era scritto su uno di quelli esposti, tra applausi e persone che urlavano “Andate via”.Intanto i sindacati di medici, infermieri e Oss hanno programmato sciopero per il 9 e per il 22 gennaio prossimo una fiaccolata a San Giovanni Rotondo.Al centro della protesta, c’è l’intenzione della direzione generale di applicare nuovi contratti previsti per la sanità privata, ritenuti peggiorativi dai sindacati sia dal punto di vista delle retribuzioni che delle tutele. Il video delle proteste

Era ricoverato da giugno scorso, per l’iter riabilitativo dopo l’emorragia cerebrale che lo aveva colpito nei mesi precedenti L’ex-portiere della Juventus, Stefano Tacconi, è stato dimesso ieri dall’ospedale casa sollievo della sofferenza di San Giovanni Rotondo. Era ricoverato dal 21 giugno scorso, per proseguire l’iter riabilitativo dopo l’emorragia cerebrale che lo aveva colpito nei mesi precedenti. Prima di partire Tacconi, accompagnato dalla moglie Laura e dal figlio Andrea, ha incontrato il personale sanitario che lo ha seguito, e che ha voluto ringraziare. In questi quattro mesi Tacconi è stato seguito molto da vicino dal dott. Michele Gravina, medico fisiatra, che è interista, e tra i due è nata un’amicizia che va oltre le differenti fedi calcistiche.

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