
Carovigno, oltre 10 chili di droga scoperti in un casolare abbandonato
Era nascosta in un bidone in plastica Oltre 10 chilogrammi di sostanze stupefacenti sono stati sequestrati dai Carabinieri a Carovigno, all’interno di un casolare abbandonato
Era nascosta in un bidone in plastica. Oltre 10 chilogrammi di sostanze stupefacenti sono stati sequestrati dai Carabinieri a Carovigno, all’interno di un casolare abbandonato in contrada Correo. Il rinvenimento è avvenuto nell’ambito di un’attività investigativa condotta dai militari della Stazione di Carovigno e del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di San Vito dei Normanni. Nel corso dell’ispezione, i carabinieri hanno scoperto un bidone in plastica utilizzato come nascondiglio: all’interno erano custoditi circa 10 chilogrammi di hashish suddivisi in panetti e 270 grammi di marijuana. La droga è stata sequestrata a carico di ignoti, poiché nel casolare non sono state trovate persone. Sono in corso indagini coordinate dalla Procura di Brindisi per individuare i responsabili e ricostruire la rete di approvvigionamento e gestione del deposito, ritenuto un possibile punto di stoccaggio destinato allo spaccio sul territorio.
Sono in corso accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto e per individuare i responsabili del furto. Incidente stradale nel centro di Carovigno, la notte scorsa, in corso Umberto I, a seguito di un furto avvenuto all’interno di un bar tabacchi. Secondo una prima ricostruzione, il titolare dell’attività, dopo aver subito il furto, si è messo all’inseguimento dei malviventi a bordo della propria auto, una Opel Astra. Durante la corsa ha perso il controllo del veicolo, andando a collidere con una Peugeot 206 parcheggiata lungo la strada e ribaltandosi. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco, il personale del 118 e i Carabinieri della locale stazione. Il conducente è rimasto ferito ed è stato trasportato in ospedale per le cure del caso. Sono in corso accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto e per individuare i responsabili del furto.
Le immagini di un impianto di videosorveglianza della zona avrebbe ripreso un uomo avvicinarsi all’auto e appiccare l’incendio. Due auto sono state incendiate nella notte a Carovigno, in provincia di Brindisi. Uno dei due roghi, quello che ha interessato una Alfa Romeo in via Martiri di Bologna, è di natura dolosa. Le immagini di un impianto di videosorveglianza della zona avrebbe ripreso un uomo avvicinarsi all’auto e appiccare l’incendio. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco che hanno spento le fiamme e messo in sicurezzal’area. Il secondo incendio si è sviluppato in via Isaia Pagliara, a circa un chilometro dal primo, dov’è stata danneggiata una Hyundai Tucson. Le indagini sono condotte dai carabinieri e al momento non sono emersi collegamenti tra i due episodi.
Secondo gli investigatori, il movente sarebbe legato a una lunga inimicizia tra i nuclei familiari, già sfociata in una rissa due anni fa. I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di San Vito dei Normanni hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un 35enne di Carovigno, indagato per tentato omicidio e porto abusivo di arma da fuoco in luogo pubblico. Il provvedimento è stato emesso dal Gip del Tribunale di Brindisi su richiesta della Procura locale. Il fatto risale al 17 giugno 2025, quando, nel centro di Torre Santa Sabina, l’indagato avrebbe esploso almeno due colpi di pistola calibro 6,35 contro un uomo, raggiunto al fianco sinistro, dopo essere stato minacciato da un gruppo di tre persone armate di bastoni e bottiglie. La vittima è stata trasportata all’Ospedale Perrino di Brindisi e sottoposta a intervento chirurgico. Secondo gli investigatori, il movente sarebbe legato a una lunga inimicizia tra i nuclei familiari, già sfociata in una rissa due anni fa. Le indagini, dirette dalla Procura di Brindisi, hanno incluso l’analisi di sistemi di videosorveglianza, tabulati telefonici e testimonianze.
Intanto, partono le indagini della Asl . La positività ad alcuni virus sarebbe emersa dai primi esami effettuati sulla salma della piccola di 10 anni morta nei giorni scorsi all’ospedale di Francavilla Fontana, dove era stata trasportata dall’ospedale di Brindisi in cui era stata portata perché aveva febbre alta e dolori articolari. L’autopsia servirà a chiarire le cause esatte del decesso, si pensa anche a problemi cardiaci. Le indagini della Asl si concentreranno invece proprio sul trasferimento della bambina dal Perrino, più attrezzato, al Camberlingo, che invece avrebbe carenze di vario genere, anche ad esempio nel trattamento degli infettivi. Ieri, intanto, sono stati celebrati a Carovigno i funerali della bambina, alla presenza di centinaia di persone, fra cui il sindaco della città ed altre autorità.
Sono stati disposti per giovedì 11 dicembre e serviranno a fare chiarezza su cosa possa essere accaduto. Sono stati disposti per giovedì 11 dicembre gli esami sulla bambina di dieci anni di Carovigno deceduta ieri all’ospedale “Camberlingo” di Francavilla Fontana. Saranno affidati a Domenico Urso e Marcello Pellegrino, primario quest’ultimo di Anatomia patologica all’Ospedale Perrino di Brindisi. Parteciperà anche Andrea Molino della direzione sanitaria. Gli esami serviranno a chiarire le cause del decesso e verificare eventuali patologie pregresse o alterazioni dei tessuti. La bambina, che già il giorno precedente si era sentita male, è stata inizialmente portata dai genitori al “Perrino” di Brindisi. Il suo quadro si sarebbe aggravato, rendendo necessario il trasferimento al “Camberlingo” di Francavilla Fontana, dove è presente un laboratorio specializzato per alcune patologie. La bambina è arrivata alle 17.15 praticamente già in fin di vita. Nonostante i tentativi immediati di rianimarla, ogni intervento si è rivelato vano e il decesso è stato dichiarato alle 18.20.
Si tratta di un 38enne napoletano e di una 25enne foggiana Due persone, un 38enne napoletano e una 25enne foggiana, sono state arrestate dai Carabinieri della Stazione di Carovigno per truffa aggravata in concorso. La coppia avrebbe raggirato due coniugi del posto con la tecnica del “finto maresciallo dei Carabinieri”. Secondo la ricostruzione degli investigatori, un uomo si è spacciato per un ufficiale dell’Arma, convincendo il marito a recarsi in caserma per presunti accertamenti su una rapina, mentre la moglie veniva indotta a consegnare denaro e gioielli a un complice, presentatosi come “funzionario del Tribunale”. Grazie alla tempestiva denuncia delle vittime, alle testimonianze raccolte e alle immagini di videosorveglianza, i Carabinieri sono riusciti a rintracciare e bloccare i due sospettati durante la fuga. Entrambi sono ora a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
Tubazioni insufficienti a smaltire l’acqua piovana Servizio di Pamela Spinelli
È la seconda volta a distanza di pochi giorni: il coordinatore cittadino, Pasquale Sacchi, denuncia Per due volte, a pochi giorni di distanza, la bandiera di Fratelli d’Italia esposta all’esterno della sede cittadina di Carovigno, nel Brindisino, è stata strappata dal muro. A darne notizia, il coordinatore locale Pasquale Sacchi, che ha denunciato l’accaduto ai carabinieri. “Un gesto che, per modalità e tempistica, appare – si legge in una nota della segreteria cittadina di FdI – come un chiaro atto intimidatorio contro il partito”. “Capiamo perfettamente che le nostre idee possano non piacere e che il nostro partito si distingua per concretezza e coerenza rispetto a tanti altri, ma la lealtà politica – ha dichiarato il coordinatore cittadino – e il rispetto sono imprescindibili”. Gli esponenti locali di FdI sottolineano che il confronto politico deve avvenire sempre in un contesto democratico e mai attraverso atti violenti o intimidatori. “Le nostre iniziative – ha concluso Sacchi – continueranno con determinazione e spirito costruttivo. Non ci faremo intimidire”.
La denuncia dopo aver raccontato tutto ai genitori: il ragazzo respinge le accuse Indagini in corso dei Carabinieri per un presunto episodio di abusi sessuali ai danni di una dodicenne in vacanza tra Ostuni e Carovigno: la ragazzina sarebbe stata molestata da un diciottenne, già noto alle forze dell’ordine, il quale nega le accuse. L’episodio sarebbe avvenuto sulla spiaggia di un villaggio turistico in cui entrambi erano ospiti. La dodicenne avrebbe raccontato tutto ai genitori per poi sporgere denuncia. Sono in corso accertamenti e legali e sanitari in ottemperanza al protocollo per la tutela delle vittime di violenza. Il diciottenne potrebbe rispondere di violenza sessuale aggravata dall’età della vittima.
La fine di una storia mai accettata dall’uomo, diventato sempre più violento I Carabinieri di Carovigno hanno eseguito un’ordinanza di arresti domiciliari nei confronti di un uomo accusato di atti persecutori e lesioni personali aggravate: si tratta di un caso, purtroppo consueto, di violenza di genere ai danni dell’ex compagna, aggravato in seguito alla separazione. Dall’inizio dell’anno, la donna è stata vittima di violenze fisiche e verbali per mesi: dopo l’ultima aggressione, nella quale anche un suo amico è stato coinvolto, la vittima ha riportato diverse lesioni, tra cui una frattura all’ulna destra, con prognosi di 30 giorni. Ad alimentare la rabbia, secondo le ricostruzioni, una malsana gelosia che non lasciava mai libera la donna, vittima di stalking. L’aggressore ha continuato a manifestare atteggiamenti intimidatori anche in presenza dei famigliari della donna e davanti alle forze dell’ordine, a cui ha opposto resistenza al momento dell’arresto.
A gennaio 2025 l’avrebbe aggredita con calci e pugni, colpendola anche con un manico di scopa spezzato. Le condotte persecutorie sarebbero continuate anche in presenza del padre della donna, bersaglio di insulti e minacce di morte rivolte a tutta la famiglia Questa mattina a Carovigno i Carabinieri della locale Stazione hanno eseguito un’ordinanza di arresti domiciliari nei confronti di un uomo accusato di atti persecutori e lesioni personali aggravate. Il provvedimento è stato emesso dal G.I.P. del Tribunale di Brindisi su richiesta della Procura della Repubblica. Secondo le indagini, l’uomo avrebbe messo in atto per mesi comportamenti violenti e minacciosi nei confronti della ex compagna, spinto da una gelosia ossessiva. A gennaio 2025 l’avrebbe aggredita con calci e pugni, colpendola anche con un manico di scopa spezzato. Le violenze sarebbero proseguite fino ai primi di agosto: tra il 5 e il 6, l’uomo avrebbe minacciato e insultato la vittima, colpendo anche un amico presente con un pugno, tentando di impedirle di allontanarsi e aggredendola nuovamente con calci, ginocchiate e strattoni ai capelli. L’episodio le ha provocato diverse lesioni, tra cui una frattura all’ulna destra, con prognosi di 30 giorni. Le condotte persecutorie sarebbero continuate anche in presenza del padre della donna, bersaglio di insulti e minacce di morte rivolte a tutta la famiglia. Anche durante l’intervento dei Carabinieri, l’uomo avrebbe mantenuto un atteggiamento aggressivo. La vittima, che ha sporto denuncia, viveva in uno stato costante di paura per sé e per i propri cari. L’indagato è sottoposto alla misura cautelare e non è da ritenersi colpevole fino a sentenza definitiva.
L’operazione dei carabinieri ha consentito di registrare la presenza di un elevato numero di assuntori di stupefacenti, in particolare di cocaina Arresti domiciliari per tre persone e obbligo di dimora nei confronti di un altro indagato per traffico di sostanze stupefacenti a Carovigno. I controlli, sia nel centro storico sia nelle zone più periferiche della città, hanno consentito di registrare la presenza di un elevato numero di assuntori di stupefacenti, in particolare di cocaina. I successivi approfondimenti hanno condotto i carabinieri presso le abitazioni dei quattro indagati, due coppie, che erano state trasformate in basi logistiche per la droga. Tra marzo e maggio 2024, i controlli hanno consentito di registrare oltre 300 illecite cessioni. La complessiva attività di indagine ha consentito anche di arrestare nella flagranza del reato una persona.
Lo ha stabilito la Corte di Cassazione stabilendo che la semplice frequentazione con persone con precedenti penali o pregiudicati non è sufficiente per dichiarare incandidabili i due amministratori L’ex sindaco di Carovigno Massimo Lanzillotti e l’ex presidente del consiglio comunale Franco Leoci non incandidabili. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione rigettato il ricorso presentato dal Ministero dell’Interno che, a sua volta, aveva impugnato la decisione della corte di Appello di Lecce. La Corte Suprema ha stabilito che la semplice frequentazione con persone con precedenti penali o pregiudicati non è sufficiente per dichiarare incandidabili i due amministratori, sottolineando l’importanza di prove concrete e circostanziate di condizionamenti mafiosi. Il Comune di Carovigno era stato sciolto nel 2019 a causa di indagini su presunte infiltrazioni della criminalità organizzata nella gestione amministrativa. Tuttavia, le accuse non sono mai state confermate in sede penale. Negli anni precedenti, l’amministrazione comunale aveva affrontato un clima di tensione e sospetti, culminato con lo scioglimento del Consiglio comunale. Lanzilotti e Leoci erano stati assolti dall’accusa di associazione mafiosa, un elemento che ha pesato nella valutazione dei tribunali. Il ricorso è stato ritenuto valido anche dopo l’elezione di Lanzilotti alle amministrative del 2023, a tutela della trasparenza amministrativa.
La famiglia era alloggiata in un resort di Specchiolla, località balneare di Carovigno. Inutile l’intervento del 118, il piccolo non respirava più Un bambino di cinque mesi, figlio di una coppia di Alatri, in provincia di Frosinone, è morto la notte scorsa in un resort di Specchiolla, località balneare di Carovigno. Accortisi che non respirava più, i genitori hanno dato subito l’allarme. I sanitari del 118 che hanno provato invano a rianimarlo. Su disposizione della Procura di Brindisi, la salma è stata sequestrata e trasferita al Perrino, in attesa dell’autopsia. L’ ipotesi è che il decesso sia sopravvenuto in seguito a causa naturale. Dalle indagini della Squadra Mobile di Brindisi non emergono elementi da far prefigurare altre ipotesi riconducibili ad un evento traumatico o involontario.
Al momento nessuna traccia della 18enne ucraina scomparsa venerdì. proseguono le ricerche Servizio di Maurizio Spaccavento
Ancora nessuna traccia di Maria Buhaiova, la giovane ucraina impegnata in uno stage all’interno di un villaggio turistico sulla costa di Carovigno Servizio di Stefania Congedo
Sarà attivata una postazione fissa per le ricerche a ridosso del parcheggio di Torre Guaceto Una postazione fissa a ridosso del grande parcheggio della riserva di Torre Guaceto, a Carovigno, per coordinare le ricerche e far convogliare ogni informazione in tempo reale. È la novità nell’ambito delle ricerche della 18enne ucraina Mariia Buhaiova, di cui non si hanno più notizie dal pomeriggio di venerdì. La giovane si trovava in Puglia nell’ambito di un progetto europeo con l’università di Bratislava per svolgere uno stage all’interno di un villaggio turistico, il Meditur, che si trova lungo il litorale di Carovigno. È qui che è stata vista l’ultima volta venerdì. Dalle immagini acquisite da telecamere presenti nell’area delvillaggio turistico si vede la ragazza allontanarsi dalla struttura e imboccare un sentiero in direzione della complanare a ridosso della strada statale 379. Le ricerche vanno avanti da due giorni, al momento, senza esito. Intanto nella stanza che la ragazza occupava i carabinieri hanno trovato il passaporto, il cellulare e un bigliettino con alcuni numeri di telefono.
Informati i genitori della 18enne che vivono in Ucraina Servizio Grazia Rongo
Ore d’apprensione per una diciottenne di nazionalità ucraina che presta servizio in una struttura ricettiva sul litorale di Carovigno Giallo in un villaggio turistico situato lungo la costa di Carovigno. Una diciottenne ucraina è scomparsa dalla struttura ricettiva nella quale sta effettuando uno stage. Sono stati i responsabili dello stesso resort a presentare denuncia di scomparsa ai carabinieri, che hanno avviato le ricerche della ragazza. Anche il sindaco di Carovigno, Massimo Lanzilotti, in un post sui social chiede a “chiunque la vedessedi contattare immediatamente la stazione dei Carabinieri di Carovigno”. Del caso è stata informata anche la prefettura di Brindisi.

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