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Carne di cavallo

La terza edizione della sagra della carne di cavallo. Macellai e ristoratori spengono le polemiche com gli animalisti. Diplomatico, come tutti, con il sorriso sulle labbra. Il modo migliore, dicono a Corato, per spegnere le polemiche di ogni anno con gli animalisti che trovano la sagra della carne di cavallo fuori dal tempo, portatrice di un messaggio diseducativo. Qui è una tradizione, per molti irrinunciabile. Intervista a Luigi Menduni, dir. art. Prima Vera Fest

La nascita all’indomani della formulazione di una proposta di legge in parlamento. Bollano come propagandistica l’iniziativa e per questo molti di loro, ad Andria, si sono costituiti in comitato. A difesa, dicono, del consumo della carne di cavallo, tradizione particolarmente sentita da queste parti. La premessa della proposta in Parlamento punta a considerare il cavallo appunto, ma anche l’asino e il pony, come animali di affezione e dunque non destinati alla produzione alimentare. Si punta dunque ad impedire in Italia l’allevamento per scopi di macellazione. La maggior parte della carne di cavallo però, dicono ad Andria, arriva da allevamenti all’estero. Rigorosamente tracciata e dunque controllata. Interviste a Sandro Di Bari, commerciante di carni, Giuseppe Amorese, macellaio, Giovanni Amorese macellaio e Savino Montaruli, comitato a difesa del consumo della carne di cavallo.

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