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Scoperte condotte illecite di 6 pescherecci. Carburante per la pesca utilizzato per altri usi non consentiti. A scoprirlo sono stati i finanzieri di Margherita di Savoia che hanno accertato le condotte illecite di 6 comandanti di pescherecci. Durante i controlli sono state riscontrate irregolarità tra le ore effettivamente impiegate per la pesca e quelle ufficialmente dichiarate. I responsabili avevano acquistato oltre 15 tonnellate di carburante con l’esenzione delle accise e le avevano utilizzate per altro. Per tale illecito sono previste sanzioni amministrative fino a 130 mila euro.

Aumenti carburante danneggiano il settore. “I costi di esercizio hanno raggiunto livelli incompatibili con la sopravvivenza aziendale” queste le parole amareggiate di Confartigianato Trasporti Taranto in merito all’aumento prezzi del carburante dovuti alla crisi in Medio Oriente. Il carburante incide ormai tra il 30 e il 40% dei costi totali e i rincari recenti possono superare gli 11mila euro annui per singolo mezzo. Nel tarantino la situazione è molto grave, sono più di 700 le imprese che devono fronteggiare questa crisi. “Meno lavoro, costi alle stelle e nessuna possibilità di trasferire gli aumenti, il nostro territorio sta vivendo una tempesta” afferma il segretario Fabio Paolillo, il quale richiede interventi immediati per risollevare una situazione al collasso.

Nel corso dell’attività, sono stati sottoposti a sequestro anche una motrice e un semirimorchio-cisterna oltre ad un’area di 3.900 metri quadrati. I finanzieri hanno sequestrato a Taranto e a Statte oltre 30.000 litri di carburante di illecita provenienza, destinato ad essere immesso clandestinamente sul mercato locale. Era stoccato in cisterne diacciaio e di plastica, alcune di grandi dimensioni. Nel corso dell’attività, sono stati sottoposti a sequestro anche una motrice e un semirimorchio-cisterna oltre ad un’area di 3.900 metri quadrati, nonché sette box all’interno dei quali sono state rinvenute le predette cisterne. Otto le persone denunciate alla Procura della Repubblica di Taranto.

Le comunicazioni tra i tre avvenivano tramite messaggi su WhatsApp. Due aziende di deposito e commercializzazione all’ingrosso e al dettaglio di prodotti petroliferi ed energetici ad uso agevolato e commerciale, con sede a Canosa di Puglia e Barletta, sono state sequestrate. Un funzionario dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Bari e due fratelli di Canosa di Puglia sono stati arrestati (ai domiciliari) dai militari del Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di finanza accusati, a vario titolo, di corruzione, falso ideologico e rivelazione di segreti di ufficio. Gli indagati, che operano nel settore dei carburanti, secondo quanto è emerso dalle indagini coordinate dalla procura di Trani, avrebbero ceduto “carburante, anche a uso agevolato e quindi con accise e Iva ridotte, e altre utilità al funzionario doganale che, all’epoca dei fatti, era preposto alle verifiche ispettive”. L’obiettivo dei fratelli, finiti nei guai a luglio dello scorso anno accusati di aver corrotto esponenti delle forze dell’ordine per evitare controlli, sarebbe stato quello di “ottenere una copertura istituzionale” in caso di controlli e ispezioni, ma anche “informazioni riservate su depositi di carburante di imprenditori concorrenti”. Le comunicazioni tra i tre avvenivano tramite messaggi su WhatsApp. Due aziende di deposito e commercializzazione all’ingrosso e al dettaglio di prodotti petroliferi ed energetici ad uso agevolato e commerciale, con sede a Canosa di Puglia e Barletta, sono state sequestrate. La Guardia di Finanza spiega che le indagini hanno messo in luce fenomeni criminali ad alto disvalore sociale, che non solo hanno minato la regolare attività ispettiva nel settore fiscale, ma anche pregiudicato il regolare funzionamento dei mercati e della concorrenza

Sono finiti ai domiciliari due imprenditori e il pubblico ufficiale. Sequestrati due stabilimenti di benzina a Canosa di Puglia e Barletta. Arresti domiciliari disposti dal Gip di Trani per due imprenditori e un funzionario della Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Bari, per le ipotesi di reato di corruzione, falso ideologico e rivelazione dei segreti di ufficio. Sequestrati preventivamente due stabilimenti di benzina a Canosa di Puglia e Barletta. Le misure applicate e le condotte contestate rientrano in un più ampio contesto investigativo che ha visto i due imprenditori già sottoposti ad un’analoga misura cautelare personale nel luglio 2024 per le ipotesi di corruzione unitamente ad alcuni appartenenti alla Polizia, operanti nel Comune di Canosa di Puglia. Secondo la ricostruzione investigativa dei Finanzieri condivisa dal Giudice, i due hanno ceduto negli anni carburante, anche ad uso agevolato, quindi con accise e IVA ridotte, e altre utilità al funzionario doganale, che all’epoca dei fatti era preposto alle verifiche ispettive, al fine di ottenere dallo stesso una “copertura istituzionale” contro possibili controlli e ispezioni nonché per ottenere informazioni riservate, ma preziose per l’attività commerciale, su depositi di carburante di imprenditori concorrenti.

Nei distributori di benzina sulla statale 16 e sull’autostrada A14 si registrano addirittura dei lievi aumenti Servizio di Guglielmina Logroscino

Un aumento medio su base annua di oltre il 40%, non giustificato dal prezzo dei carburanti, in calo invece di circa il 20% Servizio di Stefania Rotolo Riprese e montaggio di Massimo D’Olimpio

L’uomo è ritenuto a capo di una presunta associazione che avrebbe riciclato e autoriciclato nel circuito economico legale i proventi delle attività illecite Sorveglianza speciale per 5 anni, con obbligo di soggiorno nel comune di Taranto, nei confronti di Michele Cicala, 42 anni, pregiudicato. L’indagato, che finì in carcere nell’aprile 2021, è ritenuto a capo di una presunta associazione dedita al traffico illegale milionario di gasolio agricolo. Nell’ambito dell’inchiesta sul traffico di carburanti è stato anche destinatario di un sequestro di beni per un importo di circa 20 milioni di euro. Secondo le fiamme gialle, il 42enne avrebbe riciclato e autoriciclato nel circuito economico legale i proventi delle attività illecite, costituendo e finanziando una serie di società e di imprese intestate a se stesso e a prestanome. L’indagine, avviata nel 2019, si è focalizzata sulla vendita di carburante in evasione delle accise, anche grazie al «controllo» di alcune imprese compiacenti operanti nel settore, con sedi nella provincia di Taranto e in Campania.

Nella regione dei pozzi petroliferi il carburante costa più che altrove Il motivo è dato dalla distanza dai centri di raffinazioni e dai costi di distribuzione. Servizio di Alessandro Boccia

Caro carburante, i prezzi non calano

Nei distributori di benzina sulla statale 16 e sull’autostrada A14 si registrano addirittura dei lievi aumenti Servizio di Guglielmina Logroscino

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