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Si tratta di un 30enne ospite del Cara, scomparso dopo un bagno sulla spiaggia di Pane e Pomodoro È stato trovato senza vita il ragazzo disperso ieri pomeriggio in mare a Bari dopo un bagno sulla spiaggia di Pane e Pomodoro. Si tratta di un 30enne ospite del Cara. A dare l’allarme un suo amico che non lo aveva visto tornare a riva. Il corpo è riaffiorato nella notte. Per diverse ore sono state impegnate nelle ricerche squadre dei vigili del fuoco, della guardia costiera e della Polizia locale e di Stato.

‘Ottenuta protezione internazionale, manca seconda accoglienza’ Dal 27 gennaio 2025 ad oggi, il Cara ha sfrattato più di 100 persone che da pochi giorni avevanoricevuto la protezione internazionale, senza offrire alcuna sistemazione alternativa. Non avendo accesso al Sai (seconda accoglienza post-protezione internazionale), ci ritroviamo senza alloggio né cibo, spesso per strada, e senza documenti d’identità reali, tranne un foglio A4 che attesta lo status”. E’ quanto scrivono imigranti del Cara di Bari e quanti di loro hanno già ottenuto protezione internazionale, in una lettera diffusa da Sportello sindacale Fuorimercato Bari. I migranti sottolineano che, dopo le pressioni sulla prefettura successive alla morte di quattro migranti in cinque mesi nel Centro richiedenti asilo, e dopo le proteste per le condizioni invivibili del Centro, la Commissione ha accelerato le procedure ma una volta ottenuta la protezione internazionale i beneficiari hanno solo cinque giorni per lasciare il Cara. Econ la protezione internazionale si vive per strada – denunciano -. Questo perché i canali Sai, gestiti dai Comuni, sono insufficienti e non si ha modo di completare la procedura per ottenere i documenti; in questura le informazioni sono fumose e incomprensibili. Con la protezione internazionale, senza una residenza ufficiale riconosciuta dall’autorità locale, ossia dai Comuni – sottolineano – è impossibile compiere qualsiasi passo amministrativo: richiedere la carta d’identità, aprire un conto bancario. E senza un documento d’identità è estremamente difficile accedere alla formazione o trovare un lavoro sicuro e legale. I migranti chiedono ancora una volta di porre fine alle condizioni insalubri e invivibili del centro, tra cui l’acqua gelata per tutto l’inverno e i container sovraffollati: ci sono fino a 10 persone stipate; bagni e docce che si allagano; scarafaggi, ratti e cimici. Inoltre chiedono un’audizione da parte della Commissione per l’asilo entro un massimo di sei mesi; e sostegno alle persone che hanno ricevuto una risposta negativa dalla Commissione: ad esempio – evidenziano – il Cara non si assume più la responsabilità della rappresentanza legale per coloro che desiderano fare ricorso. Infine, chiedonoaccesso ai documenti d’identità e al rilevamento delle impronte digitali per tutti, anche per coloro che sono stati allontanati dal Cara senza poter completare queste procedure amministrative.

Video sulle pagine social dello sportello sindacale Fuorimercato Lo spazio è ridotto ai minimi termini ma soprattutto non c’è igiene: accade nel Cara di Bari. Sulle pareti del container e per terra ci sono blatte e cimici: il video è stato pubblicato sulle pagine social dello sportello sindacale Fuorimercato e mostrano chiaramente le condizioni precarie in cui vivono i richiedenti asilo. Sono in dieci in un container che dovrebbe ospitare al massimo quattro persone. Non c’è alcuna manutenzione, non ci sono servizi né alcuna cura degli spazi vitali. Ad inizio dicembre i migranti avevano consegnato una lettera alla Prefettura di Bari segnalando le varie criticità. In mancanza di risposte, hanno rincarato la dose mostrando come sono costretti a vivere.

Appello per alloggi più spaziosi e burocrazia più veloce Chiedono “migliori condizioni di vita” all’interno del Cara di Bari Palese, con “alloggi più grandi”, e che “tutti i richiedenti asilo che entrano nel Centro siano ascoltati dalla commissione entro un massimo di sei mesi”. Sono alcuni dei punti contenuti in una lettera che gli ospiti del centro accoglienza per richiedenti asilo hanno protocollato questa mattina in prefettura a Bari. I migranti, protagonisti di una marcia pacifica fino alla prefettura ai primi di novembre, ritengono sia una “vergogna che si continui a sfruttare i residenti del Cara come lavoratori agricoli” e ricordano che il 22 novembre hanno pubblicato un video che denunciava lo stato dei bagni, “sporchi, allagati e senza acqua calda”. Negli ultimi giorni però – ammettono – le condizioni sono migliorate”.

Il filmato pubblicato dall’associazione Solidaria sulle carenze del Centro di accoglienza I migranti nel Centro accoglienza e richiedenti asilo di Bari denunciano in un breve video le scarsecondizioni igieniche dei bagni, mostrando anche come siano allagati e sporchi alle 4 del mattino. I migranti dicono anche di essere senz’acqua calda. “Sporcizia e allagamento dappertutto – sottolineano – e l’acqua è fredda”. Il video è stato diffuso dall’associazione Solidaria che spiega: “Dopo le manifestazioni tenute all’inizio di novembre in seguito alla morte di uno dei residenti del Cara di Bari, è indispensabile continuare a denunciare l’inadeguatezza delle cure mediche, la mancanza di servizi igienici e la scarsità dirisorse che chi vive nel Centro deve affrontare ogni giorno. I residenti non hanno accesso all’acqua calda e sono costretti a usare bagni che vengono puliti solo irregolarmente e spesso solo sciacquati senza l’uso di prodotti per la pulizia”. Inoltre, l’associazione sottolinea che la struttura è sovraffollata e che “in alcuni casi si prevede che otto adulti vivano in un solo container. Queste condizioni sono vergognose”. Il Cara, proseguono, “è stato progettato per essere isolato dal mondo esterno, lontano dal centro della città, circondato da filo spinato. Condividendo questo video, sfidiamo la segretezza che circonda il Cara, rivelando ciò che lo Stato preferirebbe tenere nascosto”

Bari, marcia pacifica dopo la rivolta di ieri sera: ci trattano come animali Servizio di Anna De Feo Riprese di Orazio Corbacio Montaggio di Luca Carone

La protesta è durata circa tre ore La morte in ospedale di un migrate ospitato nel Cara di Bari ieri sera ha scatenato una protesta nel centro. I disordini sono durati circa tre ore. Alcuni ospiti avrebbero distrutto suppellettili e arredamenti nel centro. Il migrante deceduto era ricoverato da domenica scorsa in ospedale, dopo aver tentato il suicidio. I migranti hanno protestato poiché a loro dire non avrebbe ricevuto le cure adeguate e in generale contro le condizioni di vita del centro.  Nella struttura sono ospitati anche alcuni dei migranti inizialmente portati nel centro di detenzione temporanea in Albania

L’intervento di Rete Ferroviaria Italiana per scongiurare il rischio di investimenti mortali Troppi attraversamenti sui binari in prossimità del Centro di accoglienza per richiedenti asilo di Bari. Per scongiurare il rischio di investimenti mortali Rete Ferroviaria Italiana, d’intesa con la Prefettura di Bari, ha avviato i lavori per rinforzare e innalzare la recinzione del Cara. Ogni giorno diversi migranti scavalcano la rete per attraversare i binari e raggiungere la città. Di qui la decisione di installare un ulteriore pannello di protezione. I lavori dovrebbero terminare entro novembre.

Bari, rinforzata la recinzione del Cara

L’intervento di Rete Ferroviaria Italiana per scongiurare il rischio di investimenti mortali Troppi attraversamenti sui binari in prossimità del Centro di accoglienza per richiedenti asilo

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