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In poco più di dieci giorni raccolte 18mila firme per la proposta di legge che punta a ridurre il tabagismo e finanziare il Servizio Sanitario Nazionale. È in questo contesto che nasce la campagna “5 euro contro il fumo”, una proposta di legge di iniziativa popolare che punta ad aumentare di 5 euro il costo di sigarette e prodotti da inalazione di nicotina. L’obiettivo è duplice: ridurre il tabagismo e reperire nuove risorse per il Servizio Sanitario Nazionale. In poco più di dieci giorni sono state raccolte 18mila firme, pari al 35% delle 50mila necessarie per portare la proposta in Parlamento. Tutti i cittadini maggiorenni possono firmare online tramite la piattaforma del Ministero della Giustizia, utilizzando SPID, CIE o CNS. Una campagna senza precedenti in Italia Si tratta della prima iniziativa di questo tipo mai realizzata nel Paese, promossa da AIOM, Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione AIOM. Hanno già aderito circa 30 società scientifiche e oltre 15 associazioni di pazienti, che nella Giornata mondiale contro il cancro rilanciano l’appello a firmare per raggiungere rapidamente la soglia delle 50mila firme. Prevenzione oncologica e stili di vita: i numeri Il fumo resta il principale fattore di rischio oncologico, ma non è l’unico. Secondo le stime, oltre il 40% dei decessi per cancro è legato a fattori di rischio modificabili, come: fumo consumo di alcol dieta scorretta sovrappeso e obesità sedentarietà Nonostante ciò, l’Italia investe nella prevenzione sanitaria solo il 4,6% della spesa sanitaria complessiva, una quota inferiore a quella di Regno Unito (5,6%), Olanda (5,2%) e Germania (4,8%). L’appello dell’AIOM: “Serve uno sforzo in più” «La campagna “5 euro contro il fumo” è pienamente in linea con gli obiettivi della Giornata mondiale contro il cancro, a partire dall’informazione sui fattori di rischio», spiega Massimo Di Maio, presidente AIOM. «In pochi giorni migliaia di cittadini hanno già firmato, ma serve uno sforzo ulteriore per arrivare alle 50mila firme». I dati sugli stili di vita degli italiani confermano l’urgenza: il 24% degli adulti fuma, il 33% è in sovrappeso, il 10% è obeso, il 58% consuma alcol e il 27% è sedentario.

Uno studio pubblicato su Nature Cancer svela come il dialogo tra sistema immunitario e cellule tumorali possa indicare l’aggressività della malattia e aprire la strada a terapie sempre più personalizzate. Le cellule infiammatorie possono diventare una chiave preziosa per prevedere la sopravvivenza e il rischio di recidiva nel mieloma multiplo. È quanto emerge da un importante studio scientifico pubblicato sulla rivista Nature Cancer, condotto dai ricercatori della Washington University School of Medicine di St. Louis in collaborazione con la Multiple Myeloma Research Foundation (MMRF). Il mieloma multiplo è una rara forma di tumore del sangue che colpisce le plasmacellule del midollo osseo e, ad oggi, non ha una cura definitiva. Il team di ricerca, guidato da Li Ding, ha realizzato una mappatura senza precedenti del sistema immunitario nel midollo osseo dei pazienti, con l’obiettivo di comprendere meglio come il cancro interagisce con le difese dell’organismo. Grazie a un’analisi genetica altamente innovativa basata sul sequenziamento dell’RNA a singola cellula, gli scienziati hanno esaminato quasi 1,4 milioni di cellule — tra cellule tumorali e cellule immunitarie — prelevate dal midollo osseo di 337 pazienti affetti da mieloma multiplo. Questa tecnologia consente di osservare il comportamento delle singole cellule, rivelando quando il sistema immunitario funziona correttamente e quando invece diventa disfunzionale. I risultati hanno permesso di individuare specifici modelli di comunicazione e segnalazione cellulare tra le cellule tumorali e quelle immunitarie, in grado di alimentare processi di infiammazione cronica. Secondo gli autori, questi meccanismi possono favorire la crescita del tumore e sono più evidenti nei pazienti con forme aggressive di mieloma. L’atlante immunitario ottenuto dallo studio fornisce informazioni senza precedenti su come il sistema immunitario interagisce con le plasmacellule cancerose e potrebbe diventare uno strumento fondamentale per valutare l’aggressività della malattia, stimare la probabilità di sopravvivenza e orientare le scelte terapeutiche. «Il nostro obiettivo – spiega Li Ding – è individuare strategie per attivare il sistema immunitario e colpire in modo più efficace le cellule maligne. Questa mappa rappresenta una risorsa cruciale per chi studia il mieloma e lavora allo sviluppo di terapie più mirate». Sebbene venga considerato un tumore raro, il mieloma multiplo è in realtà il secondo tumore del sangue più diffuso dopo la leucemia. La malattia si manifesta quando le plasmacellule crescono in modo incontrollato, soppiantando le cellule sane del sangue. Attualmente il tasso di sopravvivenza a cinque anni è di circa 60 per cento, ma la recidiva si verifica nella maggior parte dei casi dopo periodi di remissione. Secondo Ravi Vij, altra firma dello studio, «questo lavoro fornisce una tabella di marcia preziosa per la prossima generazione di cure. Con l’espansione delle immunoterapie, come le cellule CAR-T e gli anticorpi bispecifici, diventa essenziale comprendere il contesto immunitario in cui questi trattamenti agiscono». In prospettiva, i ricercatori puntano allo sviluppo di esami del sangue basati sull’immunità, capaci di aiutare i medici a identificare precocemente i casi più aggressivi e a personalizzare le terapie. «L’atlante – conclude Ding – colma una lacuna fondamentale per trasformare queste conoscenze in strumenti clinici concreti».

In piazza visite gratuite per le donne individuate dai Servizi Sociali del Comune Intervista: Angelica Contursi – Komen Italia

L’occasione è un incontro organizzato per il terzo anno consecutivo dall’associazione di volontariato “Insieme contro il cancro”  Servizio di Alessandra Lezzi; riprese e montaggio Francesco Afrune; intervista al prof Paolo Veronesi oncologo

A Bari un open day gratuito sulla disciplina nautica del dragon boat, sport consigliato alle donne operate di cancro al seno per favorire la riabilitazione Servizio di Francesco Maria Ventrella Riprese e montaggio di Roberto Cofano Rosa Ladisa – presidente Ass. Dragon Light Marton Bari Marcello Angarano – allenatore Ass. Dragon Light Marton Bari

Un video musicale e un giovane paziente oncologico Una clip musicale per raccontare la storia di un giovanissimo paziente oncologico che si è avvalso dell’aiuto della Martial Art Therapist per affrontare la malattia. L’iniziativa, nata dall’idea della Kids Kicking Cancer Italia, vede protagonisti otto bambini pugliesi e il mare di Ginosa Marina. L’obiettivo è quello di sensibilizzare alla missione della Onlus succitata che si propone di alleviare il dolore indotto dal cancro attraverso l’attività fisica ed in particolare le arti marziali. Secondo il fondatore della partecipata, l’americano Goldberg, studi scientifici hanno infatti validato un metodo sportivo per ritrovare forza e, per quanto possibile, pace e serenità anche nei momenti più difficili. Di qui il motto Power-Peace-Purpose, che troviamo nel ritornello di “Un guerriero alla mia età” la canzone di cui Stella D’Alconzo, cintura nera di karate, musicista di professione ed attivista di Kids Kicking Cancer, ha curato arrangiamento e testo. Powered by youtube embed video generatorPowered by youtube embed video generator

Il tema di discussione al centro di un convegno bio-medico a Taranto Servizio di Francesco Persiani Interviste: Prof. Pier Mario Biava Stefano Ciaurelli

Gli ovociti sono stati congelati prima della chemio: si tratta della prima nascita, del genere, in Puglia E’ diventata mamma dopo aver sconfitto un cancro al seno, grazie ad un programma di oncofertilità. Gli ovociti, cioè, sono stati congelati prima della chemio e la donna ha quindi potuto dare alla luce il proprio bambino, con un parto naturale. Si tratta della prima nascita, in Puglia, e tra le pochissime in Italia, avvenuta in una struttura sanitaria pubblica, in seguito a scongelamento di ovociti.La donna, 40 anni, ha partorito la notte scorsa all’Ospedale Di Venere, dopo che, a marzo 2020, si era rivolta al centro di Procreazione medicalmente assistita di Conversano, all’inizio della pandemia Covid, per intraprendere un percorso di preservazione della fertilità, in seguito ad un intervento chirurgico per rimuovere un carcinoma mammario.

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