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cammini pugliesi

Si confermano un prodotto turistico fortemente destagionalizzato, primavera (36%) e autunno (30,7%) sono i periodi preferiti dai viandanti. Il sistema dei cammini pugliesi nel 2025 ha registrato un aumento dell’11,4% rispetto all’anno precedente, con in testa alle preferenze il Cammino Materano, il Cammino del Salento e la Via Francigena nel Sud. Insieme agli altri itinerari regionali, come la Rotta dei Due Mari, il Cammino Don Tonino, il Cammino della Pace e il Cammino di Guglielmo, si registra una crescita del 249% in 4 anni. Protagoniste le donne con un +4% rispetto al 2024, e rappresentano il 56% del totale dei viandanti. Sono i numeri del Report sui Cammini della Regione Puglia. “Raccontiamo una regione che sceglie consapevolmente la strada del turismo lento e sostenibile – dichiara l’assessora Starace -. Camminare in Puglia significa attraversare una rete sempre più solida di itinerari che uniscono paesaggi, spiritualità, borghi e comunità. Dalla Via Francigena alla rete del Cammino Materano, fino ai percorsi che collegano Adriatico e Ionio, i cammini stanno ridisegnando una nuova geografia del viaggio: più lenta, più consapevole, più profonda. I dati ci dicono che questo sistema cresce e si consolida anno dopo anno, attirando viandanti da tutta Italia e da molti Paesi europei, con una presenza sempre più significativa di donne e con una forte domanda culturale legata al patrimonio dei territori attraversati: puntiamo su un turismo che non consuma i luoghi, – conclude Starace – ma li attraversa con rispetto, lasciando valore alle comunità che li custodiscono”. Nel 2025, la quota di internazionalizzazione dei Cammini di Puglia ha raggiunto il 13,4%, trainata dalla Via Francigena e dal Cammino Materano. Aumentano i paesi rappresentati, dai 35 del 2023 ai 42 del 2025. Tra gli stranieri, al comando la Svizzera seguita da Francia, Regno Unito e Stati Uniti, Spagna eBulgaria. I Cammini si confermano un prodotto turistico fortemente destagionalizzato, primavera (36%) e autunno (30,7%) sono i periodi preferiti dai viandanti.

Agriturismi, masserie e percorsi tra uliveti e vigneti trasformano l’offerta agroalimentare pugliese in esperienze turistiche autentiche e sostenibili. Con il 41% dei turisti italiani che considera la Puglia la prima meta in Italia per esperienze enogastronomiche, e oltre il 40% degli arrivi nel 2025 proveniente dall’estero, il cibo, il vino e le produzioni tipiche attirano visitatori da tutto il mondo. In questo contesto, gli agriturismi pugliesi giocano un ruolo centrale, trasformando l’offerta agroalimentare in vere e proprie esperienze turistiche, sostenendo la crescita del settore. Lo afferma Coldiretti Puglia, basandosi sui dati di Pugliapromozione, in occasione della BIT – Borsa Internazionale del Turismo, dove agriturismi e masserie di Terranostra mostrano il volto più autentico del turismo food & wine. La domanda per esperienze legate alla tradizione agroalimentare e alla vita rurale è in costante crescita: degustazioni in azienda, visite nelle masserie, mercati contadini e percorsi tra uliveti e vigneti aumentano la spesa media e la durata dei soggiorni. Questo conferma la posizione della Puglia tra le mete italiane più rilevanti per il turismo enogastronomico e sostiene l’intero sistema economico rurale. Anche il turismo lento sta cambiando il modo di scoprire la regione, con un aumento del 48% dei viandanti sui cammini pugliesi, secondo il report Cammini di Puglia 2025. Cresce non solo il numero di visitatori, ma anche la dimensione internazionale, con francesi, inglesi, americani, belgi e tedeschi sempre più presenti lungo gli itinerari a piedi e in bicicletta. Tra i percorsi più frequentati: la Via Francigena del Sud, il Cammino Materano (+37,5%), il Cammino del Salento (+23,5%) e la Rotta dei Due Mari (+7,9%). Questi flussi portano visitatori nelle aree interne, nei borghi e nelle campagne, creando nuove opportunità per le imprese agricole e rafforzando il legame tra territorio e sviluppo turistico. Il ruolo dell’agricoltura si conferma strategico: la multifunzionalità agricola in Puglia vale 1,1 miliardi di euro e le attività connesse contribuiscono per circa il 20% al PIL agricolo regionale. Come sottolinea Antonio Baselice, presidente di Terranostra Puglia: “L’agriturismo unisce produzione di qualità e accoglienza professionale. I turisti vogliono vivere esperienze complete, conoscere chi produce e capire da dove nasce il cibo. Questa integrazione tra ospitalità, paesaggio e tradizioni rende l’agriturismo pugliese sempre più competitivo”. L’agriturismo emerge come leva principale della crescita, integrando ospitalità, ristorazione e promozione del territorio, con oltre 15.000 posti letto, quasi 1.900 piazzole di agricampeggio e circa 28.000 posti tavola, tra degustazioni guidate e attività esperienziali legate alle produzioni locali. Per Coldiretti Puglia, questi dati confermano che l’agricoltura è oggi una vera infrastruttura turistica, capace di generare reddito, valorizzare il paesaggio e sostenere esperienze autentiche e sostenibili. Investire nelle campagne, nelle filiere locali e nella qualità dell’accoglienza agrituristica significa rafforzare un modello di sviluppo integrato, che unisce economia, ambiente e identità, consolidando la competitività della Puglia nel panorama turistico nazionale e internazionale.

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