Skin Telenorba50
maldarizzi-automotive

Tgnorba

Telenorba

comune-di-castelmezzano

Camera Penale

Una comunicazione interna del presidente agli iscritti scatena polemiche tra gli iscritti . La sua replica alle accuse che gli sono state rivolte nella sede che ritiene più opportuna, e cioè l’assemblea degli iscritti prevista per il prossimo 7 maggio. Nella lettera a loro inviata, che doveva rimanere una comunicazione interna ad un mese dal referendum sulla giustizia in cui ha prevalso il no alla riforma Nordio, l’avvocato Luca Gagliardi, presidente della Camera penale di Trani, tra quelli schierati per il Sì, chiarisce che non intendeva offendere i colleghi ma solo difendere la distanza critica dal potere giudiziario perché senza quella, si legge, il nostro ruolo si svuota. Aggiungendo che non può esserci convivenza tra la cultura delle camere penali e associazioni che scelgono, è scritto letteralmente, un rapporto servile, compiacente o subalterno nei confronti della magistratura, riferendosi alla presenza, durante la campagna referendaria, di comitati di avvocati per il no che si sono trasformati in associazione. Parole che hanno avuto un effetto dirompente; un avvocato, Domenico Di Terlizzi, decano dell’ordine, e sostenitore del “no” si è dimesso e in una lettera ha fatto riferimento ai meccanismi delle liste di proscrizione per chi dissente dalla struttura gerarchica. Dura pressa di posizione anche di quattro colleghe, anche loro per il “no”, Valentina De Santis, Laura Di Pilato, Elisabetta Mastrototaro e Shady Alizadeh che hanno sottolineato come il ruolo della difesa e il giusto processo non si tutelano coltivando uno stato di conflittualità permanente con la magistratura.

Espresso “enorme sdegno” “Apprendiamo con enorme sdegno che sta circolando sulla rete un video della durata di 2,28 minuti, che immortala le operazioni di arresto di alcuni soggetti indagati, da parte di agenti della Squadra Mobile della Questura di Bari – scrive in una nota la Camera Penale di Bari – Il video riproduce, senza alcuna cautela, le immagini dei soggetti in manette, bloccati contro il muro ovvero accasciati per terra. La diffusione di questo video non ha lo scopo di documentare le operazioni di polizia giudiziaria, bensì quello di esibire trofei. È assolutamente inaccettabile – si legge ancora – che rappresentanti di uno Stato Democratico, ignorando palesemente questo divieto, decidano consapevolmente di annichilire ed affossare la dignità dell’essere umano, senza preoccuparsi minimamente della natura stessa dell’essere umano, nella espressione più alta che lo qualifica: la dignità. È giuridicamente, socialmente, umanamente inaccettabile”. di Linda Cappello

deliziosa
deliziosa