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Il ragazzo militava nella Usd Candida 1984, la sua squadra lo ricorda così: “Vincenzo è volato in cielo, lasciando dietro di sé un vuoto che fa male al cuore, era ragazzo speciale, dentro e fuori dal campo” Un giovane di 22 anni, Vincenzo Bochicchio, di Maschito è morto sabato era in un incidente che si è verificato sulla strada provinciale Oraziana, all’altezza di Ripacandida. Due le auto coinvolte. Altre tre persone sono rimaste ferite. Sul posto operatori del 118, vigili del fuoco e carabinieri. Dolore e commozione nel comune di Maschito, dove la vittima risiedeva. “La nostra Comunità è stata colpita da una notizia terribile. Un ragazzo conosciuto e benvoluto da tutti. Il suo amico, Rosario che viaggiava con lui, è ora in ospedale. Nell’altra auto coinvolta viaggiavano due ragazzi di Ripacandida, anch’essi rimasti feriti. Due comunità vicine, unite ora dallo stesso dolore”. Vincenzo Bochicchio era un calciatore e militava nella Usd Candida 1984. La sua squadra lo ricorda così: “Vincenzo è volato in cielo, lasciando dietro di sé un vuoto che fa male al cuore, un silenzio che pesa, un dolore che nessuna parola riuscirà mai a colmare. La sua perdita è una ferita profonda, ingiusta, che sconvolge tutti noi” scrivono dal club sportivo, aggiungendo: “Oggi tutta la nostra società si stringe attorno alla sua famiglia, condividendo il loro immenso dolore e ricordando Vincenzo per il ragazzo speciale che era, dentro e fuori dal campo. Riposa in pace, Vincenzo. Resterai sempre parte di noi”.

Angelo Mariano de Almeida resta a vivere nella città dei Sassi Servizio di Alessandro Boccia

È accaduto nel corso Copertino-Grottaglie, girone B del campionato di promozione (foto di Daniele Leone) Allo Stadio Comunale Guido Vantaggiato di Copertino oggi pomeriggio si è temuto di vivere un nuovo caso Bove, il calciatore della Fiorentina che ha perso i sensi in campo durante la partita contro l’Inter, dopo aver subito un arresto cardiaco. Si stava giocando una partita del campionato di Promozione, Copertino-Grottaglie, si era sull’1-0. Al 16′ del secondo tempo il calciatore del Grottaglie Giuseppe Camassa si è accasciato al suolo, come testimoniato dalle foto del fotografo Daniele Leone. Ha perso i sensi per qualche istante, ma si è subito ripreso. I sanitari sono entrati immediatamente in campo, richiamati da compagni di squadra e avversari. Camassa era vigile, non è stato necessario praticare il massaggio cardiaco. E’ stato però immediatamente condotto in ospedale per accertamenti. Si starebbe lentamente riprendendo. Lo choc però è stato comunque forte, tanto da indurre l’arbitro, sentiti i due capitani e le dirigenze, a sospendere la partita, che sarà recuperata per giocare l’ultima mezz’ora, ripartendo dal risultato di 1-0. Camassa resta in ospedale a Copertino stanotte, domani sarà sottoposto ad altri accertamenti.

E’ il responso dell’autopsia effettuata nel pomeriggio sul corpo del giovane calciatore di Supersano morto nel sonno la notte tra venerdì e sabato Morte cardiaca improvvisa seguita a fibrillazione ventricolare. La stessa che ha ucciso Davide Astori, il capitano della Fiorentina. E’ il responso dell’autopsia effettuata nel pomeriggio sul corpo di Antonio Rizzo, il giovane calciatore dilettante di 23 anni di Supersano morto nel sonno la notte tra venerdi e sabato scorsi. La Procura ha già disposto la restituzione della salma alla famiglia. Occorreranno ulteriori accertamenti sui prelievi effettuati per stabilire cosa abbia potuto scatenare l’aritmia fatale, se riconducibile o meno ad una causa genetica. Antonio Rizzo da poco aveva abbandonato il calcio giocato per un posto fisso in un’azienda di Casarano

Ndione Souleymane aveva solo 19 anni. Era arrivato nel Salento tre anni fa Va a dormire la sera, l’indomani mattina lo trovano morto nel letto stroncato da un malore improvviso. Vittima un ragazzo di 19 anni originario del Senegal, Ndione Souleymane portiere titolare della squadra di calcio ADS Rinascita Refugees, militante nella prima categoria Girone C Puglia, formazione multietnica composta da calciatori richiedenti asilo ed ospiti dello Sprar. Ad accorgersi del corpo privo di vita è stato lo zio presso la cui abitazione a Milano il 19enne si era trasferito da un mese in attesa di scendere in Salento dove lo aspettavano dopo un mese di assenza dai campi. Arrivato in Italia a 16 anni come uno dei tanti minori stranieri non accompagnati ed entrato in un progetto di accoglienza della cooperativa Rinascita Refugees , con sede a Copertino, che consente di imparare un mestiere e giocare a calcio. E’ stata proprio la società a diffondere la notizia sui propri canali social.

Domenica scorsa il presidente della squadra locale è sceso in campo, giocando 25 minuti Intervista: Sebastiano Posilipo, pres. Soccer Stornara Giuseppe De Martino, allenatore Soccer Stornara Servizio Pietro Loffredo

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