
Omicidio di mafia a Foggia, caccia ai killer di Stefano Bruno, 38 anni. Trovata la pistola
Un morto e tre feriti in una sparatoria avvenuta vicino la casa di campagna della vittima, imparentata con elementi di spicco del clan Moretti Un
Un morto e tre feriti in una sparatoria avvenuta vicino la casa di campagna della vittima, imparentata con elementi di spicco del clan Moretti. Un incontro per discutere di affari illeciti finito nel sangue oppure un regolamento di conti tra bande criminali: potrebbero essere queste le cause della sparatoria avvenuta intorno a mezzogiorno alla periferia di Foggia, che ha provocato un morto e tre feriti.La vittima è Stefano Bruno, 38 anni, imparentato con elementi di spicco del clan Moretti; feriti suo padre, suo fratello e un incensurato di Manfredonia, che è stato trovato dalla polizia a bordo di un’auto lungo via Cerignola, ad alcune centinaia di metri dal luogo dell’agguato mortale.Accanto alla vettura, è stata ritrovata una pistola calibro 9, che potrebbe essere stata persa o lanciata da qualcuno che è fuggito.Secondo indiscrezioni, però, sarebbe stato un poliziotto a disarmare l’uomo che era ferito in auto. L’ipotesi principale è che sia stato quest’ultimo ad esplodere i colpi di pistola contro i Bruno, ma anche questo aspetto è in fase di valutazione.Non si esclude che alla sparatoria possano aver partecipato almeno altre tre persone, al momento irreperibili.Il grave fatto di sangue è avvenuto nell’abitazione di campagna dei Bruno, a poche centinaia di metri dall’ingresso sud di Foggia.Lo scorso 15 gennaio, fu ucciso il 34enne Alessandro Moretti, nipote del boss Rocco Moretti, uno dei capi storici della mafia foggiana.Resta da capire se ci sia un collegamento con quanto avvenuto nelle ultime ore.
Polemica tra l’assessore regionale Amati e il consigliere Bruno sul futuro della struttura di Ostuni Servizio di Pamela Spinelli Montaggio di Francesco Afrune
Bruno, bloodhound tarantino di 7 anni, è stato ucciso con una polpetta di würstel imbottita di chiodi. Aveva salvato 9 persone. Anche la Premier Meloni, con un post su X, ha voluto esprimere la sua vicinanza a Bruno, il cane eroe di Taranto che aveva salvato 9 vite in tutta Italia. Bruno era un bloodhound di 7 anni, dell’unità cinofila di Taranto, ucciso con una polpetta di würstel imbottita di chiodi. E’ accaduto in un centro di addestramento a Taranto, dove la Procura sta indagando per identificare i responsabili. Anche la deputata animalista Michela Brambilla è intervenuta, preannunciando una denuncia per la costituzione di parte civile. Sui social anche il commento del presidente del Senato, Ignazio La Russa: “L’uccisione di Bruno, il cane eroe dell’unità da soccorso Endas, è un atto barbaro e incivile su cui mi auguro le autorità preposte possano fare piena luce. A chi lo ha addestrato, a chi lo ha amato e a chi con lui ha condiviso tanti momenti belli e preziosi, giunga la mia affettuosa vicinanza”.
Riconoscimento assegnato dalla rivista Game Changers Servizio di Giovani Di Benedetto; interviste a Fabio Mollica, Game Changers; Giovanna Bruno, sindaca di Andria;

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