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Basso Salento

Sequestrata la pistola priva di tappo rosso, coinvolto il padre e informata la Procura per i minorenni. Attimi di tensione in una scuola media del Basso Salento, dove i carabinieri sono intervenuti dopo il ritrovamento di una pistola tra i banchi di un’aula. L’arma, di colore nero e priva del tappo rosso, si è rivelata essere una pistola da softair, ma del tutto simile a una reale. L’oggetto era in possesso di uno studente di 13 anni, iscritto alla terza media, in un istituto di un comune dell’hinterland A fare la scoperta sono stati i docenti, che, accortisi della presenza dell’arma, hanno immediatamente allertato la dirigente scolastica e le forze dell’ordine. Sul posto sono intervenuti i militari della stazione locale, affiancati dal Nucleo operativo e radiomobile. La pistola softair è stata sequestrata per gli accertamenti del caso. Per l’accaduto è stato indagato il padre del ragazzo, un 50enne. Della vicenda è stata informata anche la Procura per i minorenni di Lecce. Al momento sono in corso ulteriori verifiche per chiarire le modalità con cui il giovane sia entrato in possesso dell’arma e le eventuali responsabilità.

In totale 18 persone arrestate Un imponente dispiegamento di uomini e mezzi dell’Arma dei Carabinieri di Lecce ha permesso stamattina di portare a termine una vasta operazione contro un’organizzazione criminale radicata nel basso Salento, in particolare nei comuni di Racale, Alliste, Taviano, Melissano e Gallipoli e presso il carcere di Lecce. L’intervento ha mobilitato 110 militari. In totale sono state arrestate 18 persone su un totale di 33 indagati. Le accuse sono di associazione per delinquere finalizzata al traffico e detenzione di sostanze stupefacenti, lesioni aggravate, tentata estorsione, ricettazione e detenzione abusiva di armi, con l’aggravante del metodo mafioso. Tutto comincia nel marzo del 2022, quando un giovane di 22 anni di Taviano venne picchiato brutalmente e costretto a consegnare 700 euro, il prezzo di un debito di droga. Quello che sembrava un episodio di cronaca nera isolato – spiegano gli inquirenti – si rivela ben presto la punta dell’iceberg di una organizzazione criminale ramificata dedita al traffico continuo di cocaina, eroina, marijuana e hashish, nei centri abitati e nelle località marine più frequentate della zona. Al vertice dell’organizzazione c’è il 31enne Vito Paolo Vacca, nipote di Vito Paolo Troisi, storico capo dell’omonimo clan, Vacca è considerato l’erede naturale di quella frangia della Sacra Corona Unita che dagli anni ’90 controlla il traffico di sostanze stupefacenti nell’area. Figlio del defunto Angelo Salvatore Vacca, ergastolano per omicidio, Vito Paolo ha preso le redini del gruppo dopo la morte del padre. La sfarzosa cerimonia funebre del padre, con una carrozza dorata trainata da quattro cavalli neri, è stata un vero e proprio manifesto di potere. Nell’organizzazione, ruolo fondamentale è stato quello delle donne di famiglia. Sei di esse, infatti, tutte raggiunte da misure cautelari, gestivano lo spaccio e lo stoccaggio della droga, controllando approvvigionamenti, consegne e contabilità. Il bilancio dell’operazione è imponente: sette arresti in flagranza, il sequestro di 22 chili di cocaina, 10 chili di marijuana, 3,5 chili di eroina, 9 chili di hashish e beni per un valore di circa 91.000 euro.

L’operazione dei carabinieri forestali di Lecce contro l’abusivismo edilizio “Another brick”, un altro mattone, come la celebre canzone che negli anni ’70 ha reso celebri i Pink Floyd in tutto il mondo. Ed è il nome che i carabinieri forestali di Lecce hanno dato all’operazione per il contrasto all’abusivismo edilizio nel basso Salento, soprattutto nelle aree sottoposte a vincolo paesaggistico. L’ultimo sequestro in contrada “Specolizzi”, nelle campagne di Salve, dove i militari hanno accertato la realizzazione di un piazzale che si estende per circa 500 metri e sul quale stavano per essere edificati i muri di cinta di un fabbricato per abitazione civile. L’opera era stata creata con lavori di livellamento e di spietramento di un terreno che, originariamente, era destinata a pascolo.A Tricase, invece, i forestali hanno denunciato un idraulico che aveva accumulato su un terreno agricolo una gran quantità di rifiuti da apparecchiature elettroniche ed elettrodomestici fuori uso.

Tre persone denunciate a Castrignano del Capo. Blitz anche a Giurdignano Ancora abusi edilizi nel Basso Salento, con particolare attenzione alle aree naturali protette. Questa volta i Carabinieri Forestali del Nucleo di Tricase hanno sequestrato un cantiere edile, in agro di Castrignano del Capo, dove erano in corso lavori di scavo con profondità e volumetrie difformi da quanto approvato nel permesso di costruire e nell’autorizzazione paesaggistica. I Militari hanno deferito alla Procura della Repubblica di Lecce 3 persone: il proprietario, il progettista e il titolare della ditta esecutrice dei lavori. Invece, i Carabinieri Forestali del Nucleo di Otranto hanno individuato un imprenditore edile, ritenuto responsabile di lavori sbancamento e livellamento in un fondo rustico in area tutelata dal Piano Paesaggistico Territoriale Regionale, nell’agro di Giurdignano.

Tensione ieri in commissione regionale ambiente Servizio di Francesco Iato

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