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assalto portavalori

La vicenda risale ai giorni tra il 18 e il 25 novembre 2024. Anche l’ex sindaco di Cerignola Antonio Giannatempo, ginecologo in pensione, è tra gli indagatinell’inchiesta della Dda di Bari sugli assalti ai blindati portavalori, che oggi ha portato all’arresto di sette persone. Il nome dell’ex primo cittadino figura tra i nove indagati a piede libero. È accusato di favoreggiamento per aver avvertito uno dei presunti banditi e i suoi familiari della presenza di microspie nella stanza di ospedale dove l’uomo, ferito durante un assalto, era ricoverato. Inoltre avrebbe esortato l’uomo a non parlare con nessuno e concesso ai parenti di visitarlo fuori dagli orari di visita consentiti. La vicenda risale ai giorni tra il 18 e il 25 novembre 2024. Giannatempo, già all’epoca in pensione, era stato in servizio proprio nell’ospedale di Cerignola dove il 40enne Biagio Barrasso, tra gli odierni arrestati, era ricoverato per aver subito una ferita da arma da fuoco, nel corso di una rapina commessa sulla statale 96 all’altezza di Toritto, nel Barese, il 6 novembre di quell’anno.

I malviventi sarebbero riusciti a rubare il denaro, non ancora quantificato anche perché una parte è in strada. Assalto ad un portavalori. È accaduto questa mattina alla periferia di Cerignola, nel Foggiano, vicino la strada provinciale per Canosa, la SP 231. Secondo una prima ricostruzione, il veicolo blindato, con a bordo tre vigilantes, sarebbe stato bloccato da due auto, dalle quali, banditi incappucciati e armati di fucile, avrebbero esploso diversi colpi all’indirizzo del mezzo blindato, costringendolo ad arrestare la corsa, facendo poi esplodere il portellone con esplosivo. I malviventi sarebbero riusciti a rubare il denaro, non ancora quantificato anche perché una parte è in strada. I banditi per rallentare l’arrivo delle forze di polizia avrebbero dato alle fiamme anche due automobili. Sul posto sta operando la Polizia per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto e risalire alla banda. Non si registrano feriti. Seguono aggiornamenti.

Le indagini proseguono per individuare gli altri componenti della banda e i complici che avrebbero supportato l’azione. Fermo di indiziato di delitto nei confronti dei due foggiani, di 62 e 39 anni ritenuti appartenenti alla banda che ha assaltato un portavalori sulla statale Brindisi- Lecce. Sono accusati in concorso di tentato omicidio, rapina pluriaggravata, porto e detenzione di armi da guerra, armi comuni e materiale esplodente, resistenza e lesioni aggravate a pubblico ufficiale. Poco dopo le 8.40 di ieri, 9 febbraio, il commando ha interrotto l’assalto e ha tentato la fuga, dividendosi tra strade secondarie e campagne. Durante la corsa viene fermata un’auto in coda. Alla guida c’è una giovane donna diretta all’Università di Lecce per un esame. Davanti alle armi, implora: “Ho una figlia, non mi fate del male”. I rapinatori le portano via l’auto e proseguono la fuga. Nel frattempo intervengono i carabinieri. Una pattuglia intercetta i banditi: l’auto dell’Arma viene colpita, il parabrezza è forato ad altezza uomo. Il proiettile poteva uccidere, i militari si salvano per pochi centimetri. La statale 613 viene chiusa in entrambi i sensi di marcia. Migliaia di automobilisti restano bloccati mentre scatta la caccia all’uomo. L’inseguimento prosegue tra Campi Salentina e Guagnano, due rapinatori abbandonano i mezzi e tentano la fuga a piedi nelle campagne. Un carabiniere li rincorre e, dopo una violenta colluttazione, riesce a bloccarne uno, restando ferito. Poco dopo viene fermato anche il secondo. I due, Giuseppe Russo, 62 anni, e Giuseppe Iannelli, 39 anni, entrambi foggiani, vengono condotti in caserma e sottoposti a interrogatorio. Al termine degli accertamenti e dei riscontri investigativi, scatta il fermo di indiziato di delitto. Come detto, sono accusati, in concorso, di tentato omicidio, rapina pluriaggravata, porto e detenzione di armi da guerra, materiale esplodente, resistenza e lesioni aggravate a pubblico ufficiale. Entrambi non hanno precedenti specifici. Si attende che il gip fissi l’udienza per laconvalida del fermo.  Le indagini proseguono per individuare gli altri componenti della banda e i complici che avrebbero supportato l’azione.

Dalle notizie trapelate sembra che la banda di malviventi avrebbe agito usando tre auto con lampeggianti, per camuffarle come auto civili in servizio alla polizia. Prima l’incendio di un camion e poi l’assalto di un furgone portavalori. Sembrano le scene di un film quelle riprese questa mattina da diversi automobilisti e che in poco tempo hanno fatto il giro del web. L’assalto a un blindato dell’azienda Battistolli è accaduto sulla superstrada Lecce-Brindisi all’altezza di Tuturano. Ad agire un commando armato di kalashnikov. I malviventi si sono finti poliziotti e hanno usato tre veicoli con lampeggianti per camuffarli come auto di servizio della polizia. Hanno finto di essere agenti di scorta per trarre in inganno le guardie giurate. Le hanno fatte scendere dal mezzo che poi è stato fatto esplodere. Dai video amatoriali registrati dagli automobilisti in transito, si vedono almeno sei persone agire a volto coperto, alcune con tute bianche e imbracciando armi. Il colpo è fallito. Nei momenti concitati dell’assalto c’è stato un conflitto a fuoco tra i banditi e i carabinieri ma non ci sono feriti. Terrore anche per gli automobilisti: il commando, per fuggire, li ha rapinati delle loro auto. I militari della compagnia di Campi Salentina hanno individuato il mezzo, un’ Alfa Romeo, nelle campagne di Squinzano in provincia di Lecce. In auto non c’era nessuno, ma hanno notato, braccato e fermato un uomo incappucciato che correva disarmato. Un complice è stato individuato, anch’egli col volto coperto e disarmato, in fuga a piedi. I due sono stati condotti in caserma. I banditi vengono dal territorio foggiano. Poco distante dal luogo della cattura, è stata rinvenuta una seconda auto, una jeep che era stata nascosta evidentemente per coprire la seconda parte della fuga passando inosservati. Le indagini dei Carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Lecce proseguono per risalire ad almeno altri due fuggitivi, ma secondo quanto emerge dalle indagini, la banda al completo potrebbe essere composta da più di 4 persone.

Il blindato stava rientrando a Bari, sull’A14, con il denaro raccolto nei centri commerciali e in alcuni uffici postali della provincia di Foggia. Trasportava un milione e 200 mila euro il portavalori rapinato ieri pomeriggio lungo l’autostrada a Cerignola. I banditi si sono impossessarsi di diverse centinaia di migliaia di euro. Il blindato stava rientrando a Bari, sull’A14, con il denaro raccolto nei centri commerciali e in alcuni uffici postali della provincia di Foggia. Il commando – composto da almeno otto persone – ha bruciato tre auto per sbarrare la strada, disseminato l’asfalto di chiodi a quattro punte per bloccare l’arrivo delle forze dell’ordine, sparato numerosi colpi di kalashnikov contro il parabrezza per fermare il portavalori ed ha esploso un ordigno per sventrare il mezzo e portare via i soldi. “Il trasporto valori è diventato il bancomat della criminalità in Italia”, denuncia il SAVIP, il Sindacato Autonomo della Vigilanza Privata. “Scorte esigue, massimali eccessivamente alti dei valori trasportati, orari di lavoro prolungati, mezzi facilmente attaccabili, armamento inadatto, regole d’ingaggio restrittive fanno delle guardie giurate dei facili bersagli per i criminali”, conclude il SAVIP.

L’uomo è stato ferito a una gamba durante il conflitto a fuoco con le guardie giurate C’è anche un cerignolano tra i malviventi che ieri pomeriggio hanno assaltato due furgoni portavalori sull’A14, in direzione Pescara, nel tratto tra Loreto e Civitanova Marche. L’uomo è stato ferito a una gamba durante il conflitto a fuoco con le guardie giurate. È stato abbandonato e una volta soccorso è finito in ospedale, prima a Civitanova Marche e subito dopo all’ospedale di Ancona. Sia lui che altri due componenti della banda sono in custodia. Altri due sono riusciti a fuggire. I rapinatori, che hanno usato l’esplosivo per aprire il furgone, non sono riusciti a portare via il contante trasportato.

In fiamme due mezzi sulla strada provinciale 231, indagano i carabinieri Servizio Saverio Carlucci

È successo lungo la Statale 89, in località Ingarano, Il commando avrebbe bruciato alcuni veicoli – tra cui due escavatori – e posizionato catene per bloccare la strada Assalto a un portavalori poco fa tra Apricena e San Nicandro Garganico, nel Foggiano. È successo lungo la Statale 89, in località Ingarano. Al momento, non risultano feriti. Non è chiaro se la rapina sia andata a segno. Il commando avrebbe bruciato alcuni veicoli – tra cui due escavatori – e posizionato catene per bloccare la strada. Sul posto sono intervenuti i carabinieri. Il traffico viene deviato lungo la strada a scorrimento veloce del Gargano.

Erano almeno in dieci, hanno lanciato bombe e utilizzato kalashnikov e poi sono scappati in direzione Modugno Servizio Guglielmina Logroscino

Scoperta e sequestrata un’autocarrozzeria risultata priva delle previste autorizzazioni Dopo l’assalto al portavalori  sulla Brindisi – Lecce, sono stati rafforzati i servizi di controllo del territorio. A San Pietro Vernotico polizia, carabinieri e guardia di finanza hanno identificato 814 persone, controllato 106 veicoli e 14 attività commerciali. Scoperta e sequestrata un’autocarrozzeria risultata priva delle previste autorizzazioni. La squadra mobile ha arrestato un giovane al quale è stato contestato il reato di detenzione di stupefacenti. 

Il colpo nel 2023 davanti alle Poste di Castel Maggiore Anche due foggiani tra i tre arrestati dai carabinieri di Bologna: sono sospettati di essere gli autori della rapina a mano armata avvenuta il 27 gennaio 2023 davanti all’ufficio postale di Castel Maggiore, nel bolognese, ai danni di un furgone portavalori. I tre pregiudicati, di 46, 37 e 36 anni, hanno aggredito e rapinato una delle due guardie giurate, appena scesa dal portavalori, mentre si dirigeva versol’ingresso dell’ufficio postale con in mano un sacchetto contenente 60mila euro in contanti. Uno dei tre complici ha tenuto bloccato all’interno del furgone portavalori la seconda guardia giurata. Durante l’aggressione, oltre al bottino è stata sottratta anche la pistola al vigilante. Portata a termine l’operazione, durata pochi minuti, il commando si è dileguato a bordo di due veicoli rubati con targhe clonate. Al termine delle indagini, sia il 46enne che il 36enne sono stati portati in carcere, il 37enne, invece, aidomiciliari. Durante gli accertamenti è emerso anche un quarto complice, un 34enne originario della provincia di Foggia, che risulta indagato

E’ accaduto nel Brindisino, tra San Pietro Vernotico e Torchiarolo. Hanno utilizzato un crick per sollevare il blindato, gli hanno piazzato sotto un ordigno e poi lo hanno fatto esplodere Dopo l’assalto al portavalori sulla Statale 16 è stato convocato d’urgenza per in Prefettura a Brindisi il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza. Sarà presente anche il capo della Polizia, Vittorio Pisani. I rapinatori hanno utilizzato un crick per sollevare il blindato, gli hanno piazzato sotto un ordigno e poi lo hanno fatto esplodere. Ad agire è stato un commando armato di circa  8 persone. Intorno alle 8.30 di giovedì mattina hanno assaltato un portavalori dell’istituto di vigilanza Rangers lungo la strada statale Brindisi – Lecce, direzione Lecce, all’altezza dello svincolo per Torchiarolo. I malviventi, prima di agire, hanno anche dato alle fiamme tre auto ed un furgone su entrambe le carreggiate per impedire l’intervento immediato delle forze dell’ordine. Nel fare esplodere l’ordigno piazzato sotto il blindato, almeno metà del bottino – si parla di circa 3 milioni di euro – è andata in fumo. La restante parte è stata portata via dai rapinatori. Diversi i colpi di mitragliatore esplosi durante l’assalto, ma non ci sono fortunatamente feriti tra le guardie giurate. Tantissimi i bossoli per terra. A bordo del blindato c’erano tre guardie giurate, altre due erano su un secondo mezzo blindato di supporto al primo. La statale è ancora chiusa al traffico in entrambe le direzioni a circa un km e mezzo dal luogo dell’assalto. 

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