
Lequile: caso Amina, si allungano i tempi per il rientro a casa
La sua presenza in Kazakistan è indispensabile nell’ambito dell’inchiesta per torture a carico di tre poliziotti Servizio Stefania Congedo
La sua presenza in Kazakistan è indispensabile nell’ambito dell’inchiesta per torture a carico di tre poliziotti Servizio Stefania Congedo
E’ uscita dal carcere risultando completamente estranea alle accuse, ora è diventata parte lesa “Ho appena parlato con Amina che si trova in ambasciata a Astana, sta bene è con sua madre e presto,finite le formalità, tornerà in Puglia”. “Amina è uscita dal carcere risultando completamente estranea alle accuse che le erano state mosse e da accusata è ora diventata parte lesa, vittima delle pressioni psicologiche che le sono state fatte”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani a marginedella presentazione della conferenza sui siti Unesco a Napoli.
Tre poliziotti indagati per tortura, la ragazza segregata in un appartamento per 16 giorni “Amina Milo è stata prosciolta dalle accuse a suo carico. Amina è libera”. Lo comunica il legale della ragazza. “Mi sento bene ora, grazie a tutti per l’aiuto, non ci sto credendo”, sono queste le prime parole di Amina, detenuta in Kazakistan con l’accusa di traffico internazionale di droga da luglio. La 18enne si era recata in visita ad alcuni parenti con la madre ed era stata fermata dalla polizia in compagnia di un coetaneo kazako, in possesso di stupefacenti. Successivamente la ragazza era stata riconvocata e arrestata, dopo la firma su documenti che non era in grado di comprendere, segregata e maltrattata dalla polizia. Tre agenti (due uomini e una donna, sospesi dal servizio) sono indagati per tortura. Al momento la ragazza dovrebbe restare al consolato italiano proprio per testimoniare nel processo contro i poliziotti. Ecco l’intervista esclusiva a Pomeriggio Norba.
Legale Amina: ‘Procura speciale Astana ha aperto una inchiesta’ Alcuni poliziotti sarebbero indagati per torture nell’inchiesta che la Procura speciale di Astana, inKazakistan, ha aperto per fare luce sugli abusi che la 18enne italiana Amina Milo ha denunciato di aver subito durante i giorni in cui sarebbe stata detenuta da alcuni agenti in un appartamento segreto, dove sarebbe stata maltrattata e picchiata, subendo tentativi di stupro. Lo comunica il legale di Amina, Alibek Sekerov, precisando che in giornata ci sarà un altro confronto in Procura con uno degli agenti indagati e con altri testimoni. Amina, secondo quanto ricostruito dai suoi genitori e dal suo legale, è stata fermata a Astana dalla polizia il 18 giugno mentre era in giro con un coetaneo del posto. Il ragazzo avrebbeavuto con sé dello stupefacente ma Amina – precisa il legale – “non sapeva nulla che il ragazzo avesse della droga”. E anche gli esami tossicologici non hanno evidenziato la presenza di alcuna sostanza nel sangue di Amina che quindi “è stata detenuta senza alcun motivo”. Dopo il fermo, Amina – secondo quanto riferito – è stata portata dalla polizia in un appartamento privato dal quale poi un agente avrebbe chiamato sua madre, Assemgul Sapenova, chiedendole 60mila euro per il rilascio di sua figlia. La madrea quel punto, su consiglio dell’avvocato Sekerov, si è rivolta all’ambasciata italiana che ha ottenuto il rilascio della 18enne. Pochi giorni dopo, però, l’11 luglio, Amina è stata nuovamente convocata dalla polizia, che l’ha arrestata per traffico internazionale di droga, dopo averle fatto firmare dei documenti che la giovane non comprendeva perché, vivendo in Italia da quando aveva otto anni, non parla né russo né kazako.

La sua presenza in Kazakistan è indispensabile nell’ambito dell’inchiesta per torture a carico di tre poliziotti Servizio Stefania Congedo

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