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Si tratta di Filippo Minaccia, esponente del clan Palermiti di Bari. I fatti risalgono a febbraio del 2016 È stato condannato a 15 anni di reclusione Filippo Mineccia, esponente del clan Palermiti di Bari, ritenuto responsabile di tentato omicidio per aver sparato all’uomo con il quale la madre aveva avuto una breve relazione. I fatti risalgono al febbraio 2016. Mineccia esplose un colpo all’indirizzo della vittima, colpevole a sua dire di aver offeso la reputazione dei genitori. Le accuse sono aggravate da futili motivi, premeditazione e metodo mafioso La Dda aveva invocato una condanna a 17 anni e mezzo di carcere. L’imputato aveva ammesso le proprie responsabilità, negando però di aver avuto intenzione di uccidere l’ex compagno della madre. L’uomo venne colpito all’addome ma Mineccia disse di aver mirato alle gambe. 

Nell’aula di Corte d’Assise del tribunale di Trani ha parlato l’uomo che stava frequentando la 42enne Vincenza Angrisano, ammazzata ad Andria nel 2023 Ha confermato di aver avuto una relazione con la vittima, che veniva a trovarla un paio di volte al mese e che era lei a pagargli i biglietti del pullman per arrivare a Barletta o ad Andria dove i due si incontravano. Nell’aula di corte d’assise del tribunale di Trani ha parlato l’uomo che stava frequentando Vincenza Angrisano, la donna di 42 anni uccisa dal marito Luigi Leonetti il 28 novembre del 2023 in una abitazione della periferia di Andria alla presenza dei due figli minori. In udienza, dopo essere risultato irreperibile per due volte, è stato accompagnato dai carabinieri della stazione di Battipaglia, in provincia di Salerno, dove risulta risiedere nella casa comunale non avendo fissa dimora e dopo che questa mattina era stato contattato telefonicamente sull’utenza cellulare che risultava in calce al verbale di sommarie informazioni rilasciate agli investigatori all’indomani dell’omicidio. L’uomo ha riferito di aver iniziato la relazione con la donna a luglio del 2023 e di averla conosciuta sui social diversi anni prima, di essere a conoscenza di rapporti burrascosi che la Angrisano aveva con il marito. Nella prossima udienza, prevista per il 14 marzo, è stato fissato l’esame dell’imputato, che confessò il delitto, accusato di omicidio volontario con la aggravante della premeditazione, di averlo commesso per motivi abietti e futili, alla presenza dei figli minori, nei confronti del coniuge, maltrattamenti in famiglia e lesioni. Leonetti, stabilirono le indagini, uccise la donna utilizzando un coltello da cucina. Si difese spiegando di non sopportare l’idea che la moglie avesse intrapreso una relazione extraconiugale e di averla ammazzata al termine dell’ennesimo litigio dopo aver scoperto la volontà di lei di andar via da casa.

Tefta, la 39enne sopravvissuta domenica scorsa all’aggressione del marito, Taulant Malaj, ha potuto riabbracciare il figlio di cinque anni Ha riabbracciato il suo bambino di cinque anni nell’ospedale di Foggia dove è ricoverata, Tefta, la 39enne sopravvissuta domenica scorsa all’aggressione del marito, Taulant Malaj. Un momento di grande commozione per mamma e figlio, scampato alla strage. l 45enne albanese, lo ricordiamo, ha prima ucciso il presunto amante della moglie, il 51enne Massimo De Santis e poi si è scagliato contro di lei. Tefta però è stata difesa dalla figlia 16enne, Gessica, pure ferita a morte dal papà. Il piccolo, temporaneamente affidato agli zii, ha assistito a tutta la scena. Secondo quanto riferito dai legali di Taulant Malaj, infatti, dalle immagini riprese dalle telecamere interne all’abitazione emergerebbe che il piccolo era sul divano e ha assistito all’omicidio della sorella maggiore e al ferimento della madre. E’ stata la zia (moglie del fratello di Taulant) ad accompagnare il bambino nella stanza del reparto di Chirurgia generale del policlinico ‘Riuniti’ di Foggia in cui la madre è ricoverata.

Il movente del 45enne albanese sarebbe il presunto tradimento della moglie col gestore del bar

L’uomo, un 45enne albanese, aveva ripreso l’orrore col proprio telefonino. Salvo il figlio di 5 anni

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