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L’associazione, necessarie intese per salvare le imprese Sollecitare protocolli di intesa con il sistema bancario, i commissari ex Ilva e le assicurazioni, oppure l’indotto “scivolerà inesorabilmente verso la chiusura delle aziende e la liquidazione giudiziale con impatto incalcolabile per il territorio”. È quanto chiede l’Aigi, l’associazione che raggruppa le imprese dell’indotto ex Ilva. “Non c’è alcun semaforo verde sui crediti delle aziende dell’indotto ex Ilva – spiega – l’ avvenuta insinuazione al passivo che certifica la prededuzione dei crediti vantati verso Acciaierie d’Italia conferma la strategicità delle imprese che hanno sempre lavorato nello stabilimento ma non si traduce, purtroppo, nella risoluzione della controversa questione”. “La prededucibilità delle aziende riconosciuta dai commissari straordinari, che al momento esclude le aziende di autotrasporto, dovrà comunque passare al vaglio del Tribunale il prossimo 19 giugno – comunica l’associazione di imprese – ma non significa affatto soldi immediati per le imprese”. La stessa situazione si verificò con l’amministrazione straordinaria del 2015 e molte imprese dichiarate predededucibili ancora attendono i crediti. Le aziende di Aigi riconoscono la vicinanza del Governo che ha emanato il decreto “salva indotto”, divenuto legge, che mette a disposizione il Fondo di Garanzia per le PMI per l’accesso al credito al fine di sostenerne la continuità. Ma restano i problemi dell’affidamento bancario e della procedura dell’istituto assicurativo Sace, vincolata al piano industriale di Acciaierie in amministrazione straordinaria.

L’Aigi rilancia il tema dei mancati pagamenti e incalza anche il Governo Servizio di Annamaria Rosato

L’Aigi impegnata a trovare una soluzione anche per le imprese più piccole Servizio di Francesco Persiani, montaggio di Luigi Aloisio.

A darne notizia l’associazione che raggruppa le imprese dell’indotto, Aigi che ha incontrato oggi i responsabili dell’istituto bancario. Secondo quanto emerso dal confronto, “la banca ha espresso la volontà di riconoscere i crediti vantati dalle imprese che, pian piano, stanno tornando a lavorare – spiega il presidente Aigi, Fabio Greco – In sostanza, il Medio Credito Centrale valuterà e cercherà di sostenere tutte le aziende”, valutando anche quelle con crediti al di sotto delle soglie finora fissate, riponendo così fiducia nelle misure varate dal Governo, che puntano a risollevare le imprese. “L’indotto resta al fianco dei Commissari Straordinari- ha concluso Greco”.

“Con la struttura commissariale di Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria ormai al completo e in piena operatività, Aigi ha ripreso le interlocuzioni con il Governo e i suoi tecnici al fine trovare un’intesa”. Lo riferisce Fabio Greco, presidente dell’associazione a cui aderisce l’80 per cento delle imprese dell’indotto ex Ilva. “Nei prossimi giorni- ha proseguito Greco- è previsto un nuovo vertice con Sace, Istituti Bancari e Banca Ifis”. Inoltre, l’amministrazione straordinaria di Acciaierie d’Italia è stata messa nelle condizioni di andare oltre la normativa applicabile a condizione che venga garantita la continuità aziendale. Per questo Aigi ha chiesto la sottoscrizione di un apposito protocollo d’intesa .

Non ha sortito gli esiti sperati l’incontro organizzato dal Mimit con Sace, Abi e Istituti Finanziari sul ristoro dei crediti vantati dalle aziende dell’indotto ex Ilva di Taranto. Per questo motivo l’assemblea di Aigi ha deliberato all’unanimità lo stop alle operazioni di manutenzione ordinaria e straordinaria necessarie alla conservazione e al buon funzionamento degli impianti a partire da lunedì. Qualora entro il 6 marzo non ci dovessero essere garanzie sui pagamenti, le aziende avvieranno le procedure di licenziamento collettivo. L’assemblea ha inoltre deliberato di conferire mandato ad un pool di legali per valutare eventuali azioni penali nei confronti dei cda di Acciaierie d’Italia.

Si è discusso della situazione indotto ex Ilva Servizio di Francesco Iato; interviste a Michele Emiliano, pres. Regione Puglia; Fabio Greco, pres. Aigi;

A Taranto ripresa anche l’assemblea permanente degli autotrasportatori E’ ripresa la protesta delle aziende dell’indotto ex Ilva di Taranto. Chiedono garanzie sul ristoro dei crediti maturati nei confronti di Acciaierie d’Italia, pari a 120 milioni di euro. L’associazione Aigi sta attuando il blocco della fornitura di beni e servizi, garantendo solo la manutenzione delle batterie degli altiforni mentre gli autotrasportatori aderenti a Casartigiani sono in assemblea permanente nell’area della portineria C. Le aziende temono di perdere i propri crediti in caso di ricorso all’amministrazione straordinaria per l’ex Ilva, così come accadde nel 2015.

Vertici tra Aigi – Confindustria – sindacati Domani alle 15.00 Aigi, l’associazione che raggruppa la maggior parte dell’indotto legato ad Acciaieried’Italia, l’ex Ilva, incontrerà i sindacati per l’avvio della procedura di cassa integrazione per il personale dipendente delle imprese. In mattinata, invece, i sindacati vedranno Confindustria Taranto sempre per lo stesso motivo. Secondo Aigi, la cassa nell’indotto è”una soluzione purtroppo non più rinviabile, vista la grave situazione che sta investendo, nuovamente, a distanza di quasi 9 anni, lo stabilimento ex Ilvae che sta portando al tracollo delle imprese già gravate dal primo ‘bidone’ di 150 milioni di euro, consequenziale all’amministrazione straordinaria del 2015.Nove anni – dice Aigi – durante i quali nulla è cambiato. Nessun passo concreto per l’avvio del processo di decarbonizzazione che possa risolveredefinitivamente il dilemma lavoro-ambiente -salute”. “Per mantenere in equilibrio economico-finanziario lo stabilimento, serve produrre 6/8 tonnellate di acciaio annue. Serve produrre acciaio ecosostenibile. Per rendere lo stabilimento produttivo in chiave green, occorrono almeno dieci anni” mentre, dice Aigi,“con la nuova amministrazione straordinaria si tornerebbe nuovamente ai nastri di partenza. Il rischio concreto, qualora dovesse concretizzarsi questa sciagurata ipotesi, è che passino altri dieci anni senza interventi concreti tanto da cancellare l’indotto e con esso il tessuto industriale generando l’assenzadi acciaio italiano nel panorama europeo. Il processo di decarbonizzazione è lungo e va programmato. Questo chiede l’indotto di Taranto. L’indotto di Aigi”. “Chiediamo chiarezza, non un’altra amministrazione straordinaria – afferma Aigi – che metterebbe in ginocchio un asset fondamentale del territorio cheè rappresentato dall’indotto”. E ancora: “Se davvero non dovessero arrivare i 120 milioni di euro di crediti che vantiamo da Acciaierie d’Italia, sarà decretato il tracollo sociale di un territorio che perderebbe imprese e imprenditori. Persone che si sono indebitate per fare impresa. Taranto – conclude Aigi –rischia di diventare una citta’ di cassaintegrati. Una città desertificata”. 

Da associazione indotto ultimatum su ristoro crediti L’assemblea delle aziende dell’indotto siderurgico, che si è riunita ieri sera nella sede dell’associazione Aigi, insieme a una delegazione degli autotrasportatori di Casartigiani, ha deliberato all’unanimità di inviare un ultimatum al Governo in merito alla questione del ristoro dei crediti maturati con Acciaierie d’Italia. Le aziende iscritte ad Aigi, che costituiscono l’80% dell’indotto ex Ilva con una forza lavoro di oltre 4mila unità, “attendono – è detto in una nota – entro giovedì prossimo una risposta. Aspettano di essere convocate dal Governo nazionale al tavolo delle trattative per comprendere le reali intenzioni dell’esecutivo sull’immediato futuro della fabbrica”. In caso contrario, viene annunciato, “attueranno, già da venerdì prossimo, il blocco totale dello stabilimento adottando quello che in gergo tecnico viene definito ‘minuto mantenimento’ dimostrando la strategicità funzionale delle aziende associate che – concludono – da oltre 40 anni rappresentano l’estensione funzionale dello stabilimento”. Gli autotrasportatori aderenti a Casartigiani dall’inizio di gennaio sono in presidio permanente davanti alla portinerie C del Siderurgico e invocano il pagamento delle fatture scadute. Le imprese dell’indotto temono di perdere i propri crediti se per l’ex Ilva si dovesse far ricorso all’amministrazionestraordinaria.

“No al secondo bidone di Stato”, lo slogan nel corso della marcia di protesta organizzata dall’associazione AIGI che riunisce 80 imprese dell’indotto siderurgico. Temono un secondo commissariamento, come nel 2015 Servizio di Francesco Persiani

Lettera alla Premier Meloni dall’Aigi che rappresenta un’ottantina di imprese

L’AIGI, associazione imprese indotto Ad’I scrive al Governo: sarebbe secondo “bidone di Stato” dopo quello del 2015

Una rappresentanza dell’associazione ha incontrato in queste ore il prefetto della provincia di Taranto, Demetrio Martino, per illustrargli la situazione di grave crisi di commesse, in atto da tempo Intervista a: Nicola Convertino, vice presidente AIGI Servizio di Francesco Persiani

Nel mirino le scelte che sta attuando il Ministero della Difesa sulla manutenzione delle navi Servizio Francesco Persiani Intervista: Enzo Sapia (Portavoce AIGI sezione navalmeccanica)

Si tratta delle aziende dell’indotto ex Ilva fuoriuscite da Confindustria Servizio di Francesco Persiani

Regione Puglia: vertice Emiliano-Aigi

Si è discusso della situazione indotto ex Ilva Servizio di Francesco Iato; interviste a Michele Emiliano, pres. Regione Puglia; Fabio Greco, pres. Aigi;

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