Nel pomeriggio lo speciale del TgNorba per seguire l’andamento dello scrutinio.
Con oltre il 46% di votanti registrato all’ultima rilevazione di ieri alle 23:00, il trend dell’affluenza alle urne in questa tornata referendaria si conferma in netta crescita rispetto al precedente referendum costituzionale, quello del 2020 che, nel primo giorno di voto allo stesso orario, aveva fatto registrare una partecipazione del 40% degli aventi diritto.
Agli altri referendum costituzionali l’affluenza è stata sempre inferiore: nel 2001 sulla riforma del titolo V l’affluenza finale era stata del 34%; a quello del 2006 sulla “devolution” aveva votato il 35%; nel 2025, invece, alla consultazione popolare non di carattere costituzionale, riguardante temi come il lavoro e la cittadinanza, andò a votare solo il 22% degli aventi diritto.
I dati che si riferiscono alle singole regioni dicono che, in generale, il nord ha risposto meglio all’appello al voto. La regione in cui c’è stata l’affluenza più alta è stata l’Emilia Romagna con il 53,7%, seguita da Lombardia con il 51,8% e dal Veneto con il 50,2%. Chi ha fatto peggio di tutti è la Sicilia con il 34,9%. In ogni caso, ricordiamo che non c’è quorum e che l’esito dipenderà esclusivamente dai voti validamente espressi. I seggi resteranno aperti anche oggi, dalle 7:00 alle 15:00.
L’affluenza in Puglia
Dopo la prima giornata di voto sul referendum per la giustizia l’affluenza in Puglia si è attestata al 39%, sei punti in meno della media nazionale con oltre 1 milione e 237mila votanti su circa 3 milioni di aventi diritto. Un dato inatteso in linea con le altre regioni del sud, 38% in Campania, oltre il 39% per Molise e Basilicata.
La domenica di sole non ha frenato la partecipazione, ma con una distribuzione a macchia di leopardo: Bari città ha registrato oltre il 41%, un punto in meno di Lecce e provincia, mentre Brindisi e Taranto si sono fermate sotto il 38%, meno del 35 a Foggia. Il record di votanti spetta a Zollino in Salento che vola oltre il 51%, la maglia nera a Carpino nel Foggiano che si ferma al 23.
L’affluenza record ha sorpreso sondaggisti ed osservatori confermando la politicizzazione del referendum. Storicamente un alto numero di votanti favorisce il no, ma in un clima polarizzato gli schemi rischiano di saltare. Ieri lo ha evidenziato nel seggio di Bari il governatore Decaro. “Questo referendum – ha osservato – si è trasformato in battaglia di parte, mentre il viceministro per la giustizia Francesco Paolo Sisto ha rivendicato via social il valore del voto per il referendum come esercizio di democrazia diretta.
L’affluenza in Basilicata
In Basilicata, nel primo giorno di consultazione, è andato a votare il 39,9% degli aventi diritto. Bene soprattutto nelle due città capoluogo: a Potenza ha votato il 46,7% degli elettori, un dato che scende al 40,1% se si considerano tutti i comuni della provincia Potentina. Matera invece fa segnare il 44,3%, con un’affluenza che scende al 39,4 che si prendono in esame i dati relativi ai comuni della provincia materana.
Nel pomeriggio lo speciale del TgNorba per seguire l’andamento dello scrutinio.