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2024

La provincia pugliese sprofonda nel reddito pro-capite delle famiglie, ma ci sono segnali positivi per il Sud. Nel nuovo rapporto di Unioncamere e Centro Studi Guglielmo Tagliacarne, Foggia ottiene il primato negativo di ultima posizione nella graduatoria del reddito disponibile pro-capite delle famiglie (14.953 euro). Precedono Agrigento (15.059 euro) e Caserta (15.288 euro). Nonostante la brutta notizia sulla provincia pugliese, il reddito delle famiglie al Sud si avvicina sempre di più a quelle del Nord. Una nuova tendenza che, stando ai dati della variazione percentuale del reddito disponibile delle famiglie tra 2023 e 2024, “rompe lo stereotipo di un Meridione statico contro un Nord dinamico”, spiega Gaetano Fausto Esposito, direttore generale del centro Tagliacarne. Il direttore conclude la nota mettendo in guardia il Paese su statistiche allarmanti: “Il divario del Mezzogiorno nel reddito pro-capite è di 23 punti percentuali rispetto alla media italiana”. Nel frattempo, ben sei province del Sud si posizionano tra le prime dieci nella variazione percentuale del reddito disponibile. Sebbene si siano visti notevoli miglioramenti rispetto agli ultimi anni, il Sud resta ancora fanalino di coda con 18 province tra le ultime 20 per reddito disponibile pro-capite. Cinque di queste sono pugliesi.

Sul podio Bari, Vieste e Lecce. A seguire, la città di Fasano In attesa di conoscere i dati ufficiali e definitivi sull’andamento della stagione turistica in corso, per la Puglia arriva una conferma dell’ottimo bilancio riferito al 2024. Sono, infatti, 23 i milioni di euro incassati dai 50 comuni pugliesi che adottano la tassa di soggiorno, con un incremento del 30% rispetto al 2023. A contribuire in maniera decisa a questa crescita è stato soprattutto l’incasso registrato dalla città di Bari, che ha introdotto l’imposta nell’ottobre del 2023. Il capoluogo pugliese ha realizzato la somma più alta con circa 3,6 milioni di euro. Al secondo posto, c’è Vieste con 3,3 milioni di euro, segue Lecce con 1,8 milioni di euro e poi Fasano con 1,4 milioni di euro. Sempre in Puglia, dal 2020 al 2024 c’è stato un netto aumento dei comuni che hanno deciso d’introdurre la tassa di soggiorno: dai 35 di cinque anni fa ai 50 comuni registrati al 31 dicembre 2024.

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Dalla questione asili all’appalto Multiservizi, dagli equilibri politici al Taranto calcio: il sindaco Rinaldo Melucci incontra la stampa per tirare le somme sul 2024 Di Alessandra Martellotti

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