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Primo Piano

L’incidente è avvenuto su Viale Kennedy, vicino la chiesa del Buon pastore . Incidente stradale in serata (del 21 gennaio) a Bari, verso le ore 19 su viale Kennedy, vicino la Chiesa del Buon Pastore. Un uomo in sella alla bicicletta è stato preso in pieno dalla portiera di un’auto, aperta nel momento in cui lui stava passando. Il ciclista è caduto ed è stato investito da una seconda vettura. Si tratta di un 58enne. Soccorso dal 118, è stato trasferito al Policlinico in codice rosso. I medici si sono riservati la prognosi. Sul posto è intervenuta la Polizia Locale per gli accertamenti e i rilievi. Secondo l’aggiornamento di questa mattina, 22 gennaio, i medici hanno sciolto la prognosi con un referto di 40 giorni. Poco prima, sempre sulla stessa strada, c’era stato un altro incidente, senza feriti, all’incrocio. Traffico in tilt per parecchie ore

Andrea Bolelli pur risiedendo da tempo a Bologna, era molto legato alla sua terra dove tornava appena poteva. Tifoso del Lecce, seguiva regolarmente la squadra quando giocava al nord. Tragico incidente stradale sull’autostrada A13 Bologna-Padova. A perdere la vita Andrea Bolelli, 39 anni, originario di Galatina. Era sul sedile passeggero di un autocarro che trasportava merci, stava lavorando. Il mezzo su cui viaggiava avrebbe tamponato violentemente un autoarticolato che lo precedeva, fermo a causa di un precedente incidente. L’impatto non gli ha lasciato scampo. Andrea Bolelli pur risiedendo da tempo a Bologna, era molto legato alla sua terra dove tornava appena poteva. Tifoso del Lecce, seguiva regolarmente la squadra quando giocava al nord. La sua passione era la musica, collaborava con Radio Città Fujiko, redattore del programma radiofonico “If the kids are united”.

Sono tanti i danni causati dal ciclone Harry sulla costa ionica lucana. I lidi più colpiti quelle di Rotondella, Scanzano e Metaponto dove il mare ha inghiottito altri metri di spiaggia. Si sono registrate onde alte fino a tre metri lungo la costa. Notevoli i danni ad alcuni stabilimenti balneari. La protezione civile ha diramato un’allerta gialla per rischio idrogeologico. Neve, invece sui rilievi oltre i 900 metri.

Lo ha stabilito l’autopsia effettuata dal medico legale Eloisa Maselli, dell’ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti. Sarebbe morta per una patologia dell’aorta, una condizione gravissima e fatale, Francesca Basile, la 25enne tarantina deceduta la notte tra l’8 ed il 9 gennaio scorsi nella sua a casa a Lama. Lo ha stabilito l’autopsia effettuata dal medico legale Eloisa Maselli, dell’ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti. Bisognerà attendere un mese per la relazione del medico legale e poi la famiglia valuterà cosa fare. La giovane donna era diventata mamma il 24 dicembre con la nascita del suo primo figlio. L’autopsia ha scongiurato che il decesso fosse legato in qualche modo alla gravidanza. La famiglia, assistita dall’avvocato Pasquale Blasi, aveva sporto denuncia contro ignoti chiedendo chiarezza sulle cause della morte. La 25enne, il 3 gennaio scorso aveva avvertito dolori al lato sinistro del torace e alla schiena accompagnati da alcuni decimi di febbre. Il personale sanitario del 118 dopo aver visitato la ragazza non rilevò nulla di anomalo. Pochi giorni più tardi, l’8 gennaio, i dolori si ripresentarono con una intensità maggiore. Francesca morì prima ancora di essere trasferita in ospedale. Durante la gravidanza non aveva avuto particolari problemi, solo una trasfusione per anemia. Era stata dimessa il 28 e in buone condizioni, ha riferito la Asl. Sui profili social Francesca, che attendeva il figlio con entusiasmo, si rivolgeva direttamente a lui: “Non so se sarò una buona mamma ma ti prometto che ce la metterò tutta”.

I giudici di Lecce hanno riconosciuto il danno patrimoniale pari a più di 647mila euro e “il danno da perdita del rapporto parentale”, quantificato in 294mila euro.. La Corte di Appello di Lecce ha condannato il Ministero della Giustizia a risarcire con quasi un milione di euro la famiglia di Salvatore Antonio Monda, agente della polizia penitenziaria morto a 44 anni nel 2011, per un tumore ai polmoni provocato dal fumo passivo. I giudici hanno riconosciuto il danno patrimoniale pari a più di 647mila euro e “il danno da perdita del rapporto parentale”, quantificato in 294mila euro.Salvatore Antonio Monda aveva lavorato nei penitenziari di Milano e Taranto per poi finire a Lecce dove è morto a luglio del 2011. Non aveva mai acceso una sigaretta in vista sua eppure aveva frequentato quotidianamente luoghi di lavoro esposti al fumo passivo e privi di sistemi di prevenzione e contrasto alla diffusione dello stesso”. Motivo per cui per i giudici c’è un nesso causale tra fumo passivo e il tumore polmonare che gli ha causato la morte. Per i giudici inoltre l’ “l’amministrazione penitenziaria era tenuta ad adottare tutte le misure necessarie per impedire l’esposizione dei propri dipendenti a fumo passivo. L’omessa predisposizione di tali cautele – si legge nella sentenza – integra una violazione del dovere di diligenza e prudenza che incombe sul datore di lavoro pubblico nella tutela della salute del personale”.La sentenza è la prima del genere in Italia e in Europa.

Cancellate corse e previsti bus sostituitivi . Per lavoro di potenziamento infrastrutturale, dal 26 gennaio al 28 febbraio Trenitalia effettuerà delle modifiche alla circolazione sulla linea Bari-Taranto. Il Frecciarossa in partenza da Milano Centrale alle 11.35 sarà cancellato da Bari a Taranto, stessa cosa per quello in arrivo a Milano Centrale alle 18.10 che sarà cancellato da Taranto a Bari Centrale. Modifiche di orari e percorsi per gli Intercity tra Bari-Reggio Calabria. Previsti servizi di bus e rinforzi ad hoc nelle stazioni di Acquaviva delle Fonti e Gioia del Colle per venire incontro alle esigenze degli studenti pendolari.Predisposto anche un servizio di assistenza ai passeggeri nelle stazioni di Taranto, Bari Centrale, Acquaviva delle Fonti, Gioia del Colle e Bitetto.

Il plenum approva con 14 voti. La parità con Antonio Negro superata per migliore collocazione in ruolo. Il plenum del Csm ha approvato la nomina di Pina Montanaro a procuratrice capo della procura di Brindisi. La decisione è arrivata con 14 voti favorevoli. Attualmente procuratrice per i minorenni di Taranto, Montanaro ha ottenuto in plenum lo stesso numero di voti dell’altro candidato all’incarico direttivo, Antonio Negro, procuratore aggiunto di Brindisi, ma ha prevalso per migliore collocazione in ruolo. Nel corso della stessa seduta, il plenum del Csm ha inoltre dato il via libera a maggioranza alla nomina di Gregorio Capasso alla guida della procura di Latina. Capasso, procuratore capo a Tempio Pausania, ha ottenuto 15 voti favorevoli, contro i 12 espressi per l’altro candidato, Giancarlo Novelli, procuratore aggiunto di Catanzaro.

Interessata l’intera costa salentina, in particolar modo tra Castro e Santa Cesarea Terme. Dopo aver devastato le coste di Calabria e Sicilia, il ciclone Harry ha raggiunto la Puglia. Particolarmente colpita la zona di Santa Maria di Leuca. Onde alte fino a 5 metri si sono abbattute sull’estrema punta del tacco d’Italia provocando seri danni a due stabilimenti balneari. (il video qui) In alcuni punti l’acqua ha raggiunto anche il lungomare, rendendo difficili gli spostamenti. L’intera zona è sferzata da forti raffiche di vento. In queste ore violente mareggiate continuano a interessare l’intera costa salentina, in particolar modo tra Castro e Santa Cesarea Terme.

“Per chi è in lista per un trapianto di fegato possiamo garantire tempi di attesa tra i più bassi in Italia, circa due mesi contro una media nazionale di un anno e sei mesi”. Quattro trapianti di fegato sono stati eseguiti in 24 ore al Policlinico di Bari. Gli interventi sono stati effettuati fra sabato 17 e domenica 18 gennaio, grazie a tre donazioni provenienti da ospedali pugliesi e una da fuori regione. I trapianti sono stati effettuati dall’equipe guidata dal professor Francesco Tandoi, direttore dell’unità operativa di Chirurgia epatobiliare e del Centro trapianti di fegato, che ha portato a termine una vera e propria maratona chirurgica per rispondere tempestivamente alle necessità cliniche dei pazienti in lista, compresi casi con carattere di urgenza. “In poche ore – spiega Tandoi – siamo riusciti a portare a termine quattro trapianti di fegato superando mille difficoltà grazie al lavoro corale della nostra equipe di chirurghi, epatologi, anestesisti-rianimatori, infermieri di reparto, sala operatoria, rianimazione e laboratori, così come al costante supporto del personale del centro trasfusionale”. Per il coordinatore del Centro regionale trapianti, Loreto Gesualdo, “è la dimostrazione concreta di quanto la rete trapiantologica funzioni in modo integrato. Lo scorso anno abbiamo concluso con un record, realizzando 68 trapianti di fegato complessivi, rispetto ai 61 del 2024”. “L’attività trapiantologica del Policlinico di Bari si conferma un punto di riferimento per il Mezzogiorno – conclude il direttore generale, Antonio Sanguedolce – per chi è in lista per un trapianto di fegato possiamo garantire tempi di attesa tra i più bassi in Italia, circa due mesi contro una media nazionale di un anno e sei mesi”.

Ferita una ragazza che viaggiava con lei. Incidente stradale mortale stamane a Foggia. È successo poco dopo le 7 all’incrocio tra corso del Mezzogiorno e viale Ofanto. Nell’impatto, ha perso la vita una donna di circa 80 anni. Ferita una ragazza che viaggiava con lei. Il veicolo si è scontrato con un furgone che trasportava latte, il cui conducente ha riportato contusioni. Sul posto è intervenuto il personale del 118, ma per la donna non c’era più nulla da fare. La zona è stata messa in sicurezza dai vigili del fuoco. Sull’accaduto indaga la polizia locale.

L’incidente domestico avvenne a novembre in una frazione di Torricella. Dopo 53 giorni di agonia Antony non ce l’ha fatta. Non ce l’ha fatta Antony, il bimbo di dieci mesi rimasto gravemente ustionato dopo un incidente domestico avvenuto a novembre nella frazione di Monacizzo, a Torricella. Dopo 53 giorni di agonia, il piccolo è morto nella rianimazione del Policlinico di Bari. L’acqua bollente di un bollitore gli aveva provocato ustioni di secondo e terzo grado su gran parte del corpo. La Procura ha sequestrato la salma e valuta l’autopsia. Indagata la madre, unica presente in casa al momento dell’incidente.

I vigili del fuoco hanno messo in sicurezza l’area. Ennesimo assalto con l’esplosivo a un bancomat nel Foggiano. Colpito, in nottata, lo sportello della BPM a Torremaggiore, in piazza della Repubblica. I carabinieri stanno verificando se i banditi siano riusciti a portare via il denaro. I vigili del fuoco hanno messo in sicurezza l’area. L’altra sera era stato preso di mira, sempre con una bomba carta, un bancomat a Peschici, dello stesso istituto di credito. Dall’inizio dell’anno è già il quinto sportello colpito in Capitanata.

Vi raccontiamo la storia di Marinella: da un paio di anni vive in forte conflitto col vicinato dopo aver fatto bloccare un cantiere per la ristrutturazione di un appartamento in quanto venivano utilizzate sostanze incompatibili con la sua condizione.. Ha un’ordinanza che dovrebbe proteggerla, ma non basta. Nel centro di Bari, una donna affetta da una malattia rara vede la sua casa diventare un luogo da cui spesso è costretta a fuggire. La sua vita resta sospesa. Spesso è costretta a stare fuori casa, anche per ore, perché paradossalmente respira meglio fuori che dentro, proprio nel luogo che dovrebbe proteggerla. Questa non è solo la storia di una malattia rara. È una storia di diritti riconosciuti e non sempre garantiti. Marinella soffre infatti di MCS, sensibilità chimica multipla. Una malattia invalidante, spesso invisibile. È una condizione che rende pericoloso il contatto con sostanze chimiche di uso quotidiano: detergenti, profumi, vernici, solventi. Per Marinella, respirare certi odori può significare stare male, anche gravemente.  Da un paio d’anni, da quando cioè si è aperta una fase di forte conflitto col vicinato dopo che Marinella ha fatto bloccare un cantiere per la ristrutturazione di un appartamento in quanto venivano utilizzate sostanze incompatibili con la sua condizione. La situazione da allora pare sia diventata insostenibile.

L’arma non è stata ancora trovata. Probabilmente Magellano è stato aggredito al culmine di una lite. Le indagini dei carabinieri proseguono. È stato ferito con almeno dieci coltellate Amleto Magellano, il 39enne ucciso sabato scorso a Bari, nel quartiere Carrassi. Uno dei fendenti, quello fatale, ha colpito il cuore. Sono i dettagli emersi dall’autopsia eseguita oggi nel Policlinico di Bari.  L’arma non è stata ancora trovata. Probabilmente Magellano è stato aggredito al culmine di una lite. Le indagini dei carabinieri proseguono. 

La cerimonia funebre si è svolta a Putignano, nella chiesa di San Filippo Neri . Esce in silenzio il feretro di Claudio Salamida, a squarciarlo, solo lo strazio della moglie Maria Teresa, e i rintocchi delle campane. Lo aveva detto Don Maurizio Caldararo, nell’omelia, del funerale celebrato insieme al cappellano dell’Ilva, nella chiesa di San Filippo Neri, gremita di persone, tanti i colleghi dell’Ilva: “Ci sono state tante parole non doveva morire così, non c’è sicurezza, è inaccettabile uscire di casa per andare a lavorare e non tornare“. Alla moglie Maria Teresa che canta nel coro, don Maurizio dice: “Nessuno sa il dolore che hai dentro, e il cruccio di dover dire al bambino che il papà non c’è più, sarà lui a darti la forza di andare avanti. Prenditi il tuo tempo, anche di cantare il dolore e la disperazione, ma poi ritorna a cantare l’amore che hai conosciuto, perché Claudio, amava, ama e amerà sentirti cantare”. Il messaggio del Vescovo, monsignor Favale è un monito a trasformare il dolore in azione, per garantire dignità e sicurezza ai lavoratori. Ad ascoltarlo, il governatore Antonio Decaro, e i sindaci di Alberobello, città di origine di Salamida, e Putignano, dove viveva, che hanno proclamato il lutto cittadino. Neanche loro hanno parole. Solo quando il feretro si allontana, il silenzio viene rotto da un timido applauso.

. Approvato in via definitiva dalla Camera il decreto legge sull’ex Ilva, che punta a garantire la continuità produttiva degli impianti. Il provvedimento prevede nuovi fondi per fronteggiare l’emergenza industriale e occupazionale, in attesa di una soluzione strutturale.Interviste: On Dario Iaia Fdi; On Marco Lacarra PD; On Leonardo Donno M5S

Mater Dei Hospital, Hospice Santa Rita e il più grande polo dialisi del Sud Italia entrano a far parte di uno dei principali operatori della sanità privata in Italia. Con l’acquisizione entrano a far parte del Gruppo Giomi tutte le strutture di CBH Spa: il Mater Dei Hospital di Bari, con 565 posti letto, 26 discipline specialistiche, terapia intensiva, un centro di radioterapia avanzata con tecnologia CyberKnife e la sede universitaria della LUM; l’Hospice Santa Rita di Bari, con 19 posti letto; e il più grande polo dialitico del Sud Italia, che comprende i centri Santa Rita di Bari, Villa Luce a Santo Spirito e Città di Bisceglie. La guida della struttura resta affidata al dottor Massimo Miraglia, legale rappresentante, che proseguirà nel solco tracciato dal compianto presidente dottor Emmanuel Miraglia. Al centro del progetto rimangono la cura e la centralità del paziente, la costruzione di rapporti di fiducia, l’integrazione tra i professionisti e il coinvolgimento dei collaboratori, in un equilibrio costante tra efficienza, etica e relazione. Il Gruppo Giomi, attivo nella sanità privata da 76 anni, è presente in Italia nelle regioni Toscana, Lazio, Puglia, Calabria e Sicilia, oltre a operare anche all’estero, in Germania.

Con lui c’era la figlia che è riuscita a mettersi in salvo ed è ricoverata in ospedale a Brindisi . Tragedia a Tuturano, nel brindisino. Un uomo anziano e disabile di 88 anni è morto tra le fiamme e le macerie della sua abitazione che si trova in strada poderale Santa Lucia, a pochi passi dal Parco Colemi.  L’allarme è scattato intorno alle 14. Un incendio, le cui cause sono ancora al vaglio degli inquirenti, ha devastato l’abitazione con una rapidità spaventosa. Il calore estremo ha compromesso la struttura, causando il crollo parziale del solaio: pesanti blocchi di cemento si sono staccati dal soffitto, travolgendo l’anziano che non ha avuto scampo. In casa, al momento del rogo, c’era anche la figlia 57enne della vittima. È stata lei a chiamare i soccorsi ma ogni tentativo di trarre in salvo il padre è stato purtroppo vano. La donna, rimasta ferita, è stata trasportata in ospedale dal personale sanitario del 118.  Sul posto oltre alle squadre locali dei vigili del fuoco sono intervenuti gli uomini dell’Usar da Bari, gli specialisti della ricerca e soccorso tra le macerie, per mettere in sicurezza l’edificio ed effettuare i rilievi sui resti del solaio. Le indagini sono ora affidate ai Carabinieri della stazione di Tuturano. Restano da accertare la dinamica esatta del decesso e l’origine della scintilla che ha trasformato l’abitazione in una trappola mortale. Una tragedia che lascia l’intera comunità nel silenzio e nel cordoglio.

In totale ci sono 5 arresti, 10 indagati e il sequestro di 2,5 milioni di euro tra beni immobili e denaro. C’è anche Lecce tra le province interessate da una vasta operazione della Guardia di Finanza di Padova che, nell’ambito di un’inchiesta su estorsioni e truffe ai danni di anziane, ha portato a 5 arresti, 10 indagati e il sequestro di 2,5 milioni di euro tra beni immobili e denaro. Le vittime accertate sono oltre 1.200. L’organizzazione era formata da italiani inseriti in una società attiva nel settore delle vendite “porta a porta”, con sede nel Veneziano. I finanzieri hanno sequestrato copioso materiale documentale in diverse società nelle province di Roma, Treviso, Mantova e Lecce, anch’esse attive nel settore delle vendite a domicilio e ritenute conniventi con l’impresa padovana nel trasferirsi tra loro elenchi di potenziali vittime. Le indagini sono iniziate concentrando l’attenzione su alcuni indagati padovani che facevano una vita agiata sopra le loro possibilità e ben al di sopra di quanto denunciavano al fisco oltre all’anomalia che le clienti delle loro società erano quasi tutte donne ultrasessantenni. Le anziane, spesso sole, venivano persuase ad acquistare articoli casalinghi di ogni tipo, tutti prodottipresentati come di ottima qualità, ma in realtà di scarso valore.

L’8 gennaio lasciò il figlio a casa dei nonni perché il 9 gennaio avrebbe dovuto raggiungere il paese per un battesimo. È accusato di omicidio aggravato e occultamento di cadavere Claudio Agostino Carlomagno, marito di Federica Torzullo, l’ingegnera di origini lucane di 41 anni trovata sepolta in un canneto vicino all’azienda di famiglia. Secondo gli inquirenti, l’uomo avrebbe tentato di dare fuoco e di fare a pezzi il corpo per ostacolarne il riconoscimento e sarebbe stato pronto alla fuga. Federica era originaria di Gallicchio, in Basilicata, dove avrebbe voluto tornare a vivere con il figlio dopo la separazione dal marito. Era scomparsa l’8 gennaio. Quella sera lasciò il figlio a casa dei nonni perchè il 9 gennaio avrebbe dovuto raggiungere Gallicchio per un battesimo. Il sindaco Guglielmo Pandolfo ha espresso cordoglio e vicinanza alla famiglia, molto nota. Federica era infatti nipote di un noto medico della zona.

Dl Ilva è legge: ok definitivo alla Camera

Approvato in via definitiva dalla Camera il decreto legge sull’ex Ilva, che punta a garantire la continuità produttiva degli impianti. Il provvedimento prevede nuovi fondi

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