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Primo Piano

Sequestrati anche oltre 50 tra macchinari e attrezzature. I finanzieri provinciali della provincia Bat hanno sequestrato un intero compendio aziendale di una società di Bisceglie operante nel settore della produzione di prodotti da forno. Attrezzature e macchinari sono stati distratti da una storica impresa locale operante nello stesso settore merceologico già posta in liquidazione giudiziale dal Tribunale di Trani. Oltre 50 i mezzi sequestrati. Le investigazioni condotte hanno consentito di ricostruire un articolato meccanismo di distrazione di beni dalla società dissestata ad una nuova realtà aziendale, attraverso la cessione a un proprio dipendente di tutti i macchinari industriali, quale valore usato per chiudere una falsa controversia di lavoro. Le apparecchiature e altri beni sono stati confluiti dal dipendente nella nuova impresa, mantenendo la stessa sede operativa della fallita e lo stesso marchio. Durante una perquisizione nell’abitazione dell’imprenditore, dichiarato fallito, sono stati ritrovati documenti riconducibile alla nuova società. Alle due persone sono state contestate ipotesi di reato, in concorso tra loro, di bancarotta fraudolenta e la sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. Inoltre, è stata denunciata una terza persona, già legale rappresentante della neo costituita società.

La piccola aveva avuto un improvviso malore. Disposto il trasferimento d’urgenza verso l’ospedale Perrino, ma la situazione è precipitata durante il tragitto. Choc a Francavilla Fontana. Una bambina di 10 anni è morta nel tardo pomeriggio di ieri durante il trasporto in ambulanza verso l’ospedale di Brindisi. La piccola era arrivata poco prima nel presidio sanitario di Francavilla Fontana per un improvviso malore, probabilmente di natura cardiaca. Visto il peggioramento, è stato disposto il trasferimento d’urgenza verso l’ospedale Perrino, ma la situazione è precipitata durante il tragitto. Inutili i tentativi di rianimazione. La bambina viveva a Carovigno. Sia la famiglia del padre che quella della madre, originaria di Ostuni, sono molto conosciute. Nelle prossime ore potrebbe essere disposta l’autopsia.

Una trentina di pazienti in attesa. L’ingorgo poi risolto. La protesta dei malati e dei parenti. Lunghe file di ambulanze del 118, ieri sera, davanti al Pronto soccorso di Taranto. Tantissime le segnalazioni anche sui social. Ci sarebbero oltre 30 pazienti da diverse ore in attesa di essere visitati, altrettanti all’interno ed una quindicina in ambulanza. Una situazione da terzo mondo, scrivono i parenti dei malati, nonostante i tanti sacrifici e la dedizione degli operatori sanitari. Taranto e’ la terza citta’ peninsulare dopo Napoli e Bari con circa 200 mila abitanti che ha un solo pronto soccorso. L’ingorgo, poi, è stato risolto nella notte. Ma il problema resta.

Il suo calvario inizia nel 2020, quando si ammala di Covid, ha un malore in azienda e anziché accompagnarlo in ospedale lo spediscono a casa in taxi. Era il 2020 quando Fabio Peluso, addetto agli impianti di ossigeno all’ex Ilva, mentre era in turno di notte, ha un malore e si accascia. Era uno dei primi casi Covid. Per evitare che la notizia si diffondesse all’esterno l’azienda, invece di accompagnare Fabio in ospedale, lo spedisce a casa con un taxi. Per lui fu una umiliazione. Mi sono sentito un sacco di immondizia da smaltire in fretta ed in silenzio ci racconta. Una volta a casa chiama il 118. Immediato il ricovero al Moscati. Era Covid. Rientra in azienda e nel frattempo presenta un esposto in Procura per il trattamento, la notizia diventa di dominio pubblico. Inizia cosi un altro calvario, oltre quello fisico. La persecuzione sistematica ed il mobbing. Un peso psicologico enorme che lo porta alla depressione. Non esce più di casa, non va a lavoro. E l’8 dicembre del 2022 arriva la lettera di licenziamento Intervista Fabio Peluso ex operaio Ilva

Il Canosa gli ha reso omaggio pubblicando il video sui suoi canali social e invitandolo ufficialmente allo stadio San Sabino appena tornerà in Italia. Nella vita ci sono delle priorità e, anche se ti trovi alla Casa Bianca, vanno assolutamente rispettate. Così ha fatto Vincenzo Matarrese, canosino doc che, pur seduto nella mitica sala ovale, ha trovato il tempo di guardarsi la partita della squadra della sua città, decisiva nel campionato di eccellenza pugliese. Vincenzo è uno studente di 20 anni, frequenta Business Administration all’università di New York e domenica era in visita da turista nella residenza del presidente americano. E così, dal calcio dilettantistico pugliese alla stanza dei bottoni più importante al mondo, il passo è molto breve. Il Canosa gli ha reso omaggio pubblicando il video sui suoi canali social e invitandolo ufficialmente allo stadio San Sabino appena tornerà in Italia. Per la cronaca, Vincenzo Matarrese ha portato fortuna: mentre lui era seduto alla scrivania di Trump, il Canosa segnava il primo, il secondo e il terzo gol, battendo la capolista Bisceglie che fino all’altro ieri era imbattuto.

Secondo quanto ricostruito dalla polizia locale il 19enne guidava a 93 chilometri orari anziché 50 km/h consentiti.. Ha patteggiato la pena a 2 anni e 6 mesi di reclusione il 19enne di Bari ritenuto responsabile dell’incidente stradale in cui morì il 18enne Francesco Damiani. L’imputato rispondeva di omicidio stradale e lesioni. L’auto, una Mini Cooper a bordo della quale viaggiavano in quattro, finì fuori strada all’altezza dellaspiaggia di Torre Quetta, sul lungomare sud di Bari. Secondo quanto ricostruito dalla polizia locale il 19enne guidava a 93 chilometri orari anziché 50 km/h consentiti. All’altezza di un incrocio sul lungomare Di Cagno Abbrescia, avrebbe perso il controllo della macchina dopo aver zigzagato e frenato più volte. Nell’incidente rimase gravemente ferito anche un altro ragazzo di 18 anni, mentre altri due passeggeri riportarono ferite più lievi.

La donna, di origini nigeriane, sarebbe stata trovata dal coniuge riversa in bagno con alcuni tagli di lieve entità. Una donna di 32 anni, di origini nigeriane, è stata trovata morta in casa dal marito nella loro casa a Lucera.  L’uomo ha immediatamente allertato i soccorsi. Sul posto sono intervenuti polizia, medico legale e pm di turno. La procura ha disposto l’autopsia per accertare le cause della morte. Sembra che la donna avesse alcuni tagli sulle braccia ma di lievi entità.  La coppia, che ha quattro figli piccoli, è ben integrata nella comunità del Foggiano. Non risultano episodi di violenza all’interno del nucleo familiare.

Dopo decine di segnalazioni e dopo l’appello dei consiglieri di opposizione perfino al prefetto di Taranto, Kyma Ambiente attiva un servizio straordinario per rimuovere la spazzatura, con tanto di punto stampa in via Orsini. Montagne di rifiuti davanti a portoni, negozi, parchi, scuole. Dai Tamburi a Paolo VI, alla Salinella. Dopo decine di segnalazioni e dopo l’appello dei consiglieri di opposizione perfino al prefetto di Taranto, Kyma Ambiente attiva un servizio straordinario per rimuovere la spazzatura, con tanto di punto stampa in via Orsini, incassando gli sfoghi disperati dei cittadini che pagano la tari, tra le più alte. I cittadini intanto si sfogano: “Basta, siamo stanchi di camminare per strada in queste condizioni, tra un po’ ci saltano i topi addosso” urlano senza mezzi termini: “Siamo stati abbandonati, qua rischiamo un’epidemia” L’intervento odierno è solo una soluzione tampone, alla vigilia dello sciopero nazionale del settore ambiente. Kyma poi ha da affrontare le questioni di gestione aziendale; deve ricostruire il quadro debitorio e sanare la società. Intanto chiede collaborazione e legalità: “Si è diffusa l’usanza di abbandonare rifiuti per strada” dichiara Alfredo Spalluto, presidente Kyma Ambiente, “Non si può fare, è un reato. Bisogna collaborare affinché le cose vadano per il verso giusto”.

Colpito con un pugno al volto, indagano i carabinieri. Un altro autista di un bus urbano di Kyma Mobilità ieri è stato aggredito a Taranto da un uomo che lo ha colpito con un violento pugno al volto in via della Liberazione, nel quartiere Paolo VI. Due giorni prima unepisodio analogo era accaduto in via Orsini, nel rione Tamburi. L’uomo è stato sottoposto alle cure deglioperatori del 118 intervenuti sul posto. I carabinieri stanno cercando l’autore dell’aggressione. “Questi inaccettabili atti di violenza non solo ledono l’integrità fisica e psicologica dei lavoratori, ma minano anche la sicurezza e la serenità dell’intero servizio di trasporto pubblico locale, essenziale per la comunità tarantina”, ha commentato la presidente della società partecipata Giorgia Gira. A bordo dei mezzi ci sono le telecamere di videosorveglianza, a disposizione degli inquirenti.

I tre articolati provenivano dalla Grecia. Oltre 37mila prodotti contraffatti sono stati sequestrati dai finanzieri di Bari e dall’agenzia delle dogane al porto del capoluogo in 3 diverse operazioni. L’ingente quantitativo è di origine cinese. I carichi sono stati intercettati grazie all’incrocio dei dati relativi alle rotte commerciali, alle tipologie di trasporto, alla coerenza tra la merce dichiarata e le ditte speditrici nonché destinatarie, con le informazioni presenti nelle banche dati a disposizione delle Fiamme Gialle e dell’ADM. In tre distinti autoarticolati provenienti dalla Grecia sono stati trovate circa 24 mila scarpe contraffatte, recanti i loghi di noti marchi internazionali (Dr Martens, Skechers e New Balance). In particolare, all’interno di uno dei mezzi in cui è stata rinvenuta la merce riportante i segni distintivi mendaci, erano stati apposti articoli di copertura, per un ammontare pari ad oltre 13 mila calzature. La merce è stata così sequestrata.

La donna sarebbe stata afferrata al collo e colpita con pugni al capo e al volto, riportando la rottura degli occhiali. Un 49enne di Crispiano, in provincia di Taranto, è stato arrestato dai carabinieri per aver maltrattato la compagna. A chiamare il 112 la figlia minorenne. L’uomo, con problemi di tossicodipendenza, sin dall’inizio della convivenza nel 2010 avrebbe offeso e minacciato la compagna, episodi mai denunciati fino al 6 dicembre. Nel corso dell’ultima lite, avrebbe insultato, minacciato e colpito la donna alla presenza della figlia minorenne, cercando anche di impedirle di chiedere aiuto sottraendole il cellulare. La donna sarebbe stata afferrata al collo e colpita con pugni al capo e al volto, riportando la rottura degli occhiali. I carabinieri sono arrivati in pochi minuti dopo la telefonata al 112 della adolescente, bloccando l’uomo. La donna è stata soccorsa dal 118 e trasportata all’ospedale di Martina Franca, dove è stata medicata e dimessa. Il 49enne è stato condotto in carcere.

L’opposizione parla di fallimento e interruzione di servizio pubblico. Dieci consiglieri pronti a far battaglia contro il degrado. Distese di rifiuti in vari punti della città. Questa è la situazione a Taranto, come ad esempio al quartiere Tamburi. Ma la situazione non cambia a Paolo VI e in alcune aree della Salinella. Insomma la gestione della differenziata da parte della partecipata del Comune, Kyma Ambiente, è sintetizzata così. Parla di fallimento l’opposizione in consiglio comunale. Di interruzione di servizio pubblico. Sono intervenuti 10 consiglieri pronti a fare battaglia contro tutto questo degrado, ricordando come il tema del decoro sia stato anche il cavallo di battaglia del sindaco Bitetti nella campagna elettorale. I consiglieri lanciano un ultimatum al sindaco. Interpellano anche il prefetto per l’attivazione di misure emergenziali. Vogliono verità sul presunto metodo utilizzato da Kyma Ambiente per gonfiare i numeri della differenziata, passata in 3 mesi dal 27 al 33.5%. A fare chiarezza sarà lo stesso presidente della società, Alfredo Spalluto che ha convocato la stampa in una conferenza questa mattina. Spiegherà anche se è vero che la logica adottata sia davvero quello che la spazzatura, se non differenziata, non sarebbe raccolta. Intanto, questa è la situazione: cumuli di spazzatura per strada. Davanti ai parchi e alle scuole. Attirano topi, cani e gatti randagi.

Una persona ha ricordato un particolare risalente a 26 anni fa. Un odore nauseabondo di putrefazione percepito lungo la litoranea tra Torre San Giovanni e Gallipoli proprio nei giorni della scomparsa della 28enne. Potrebbe aprirsi uno spiraglio per la riapertura del caso di Roberta Martucci, la 28enne salentina scomparsa nel nulla il 20 agosto del 1999 da Torre San Giovanni.  Una persona, dopo aver letto il post di Irene Vella, giornalista e scrittrice che in una recente pubblicazione ha parlato della ragazza sparita, ha ricordato un particolare risalente a 26 anni fa. Un odore nauseabondo di putrefazione percepito lungo la litoranea tra Torre San Giovanni e Gallipoli proprio nei giorni della scomparsa di Roberta Martucci.  Ha così contattato l’avvocata Valentina Presicce che, insieme al collega Salvatore bruno e alla criminologa Isabel Martina, ha redatto una relazione ufficiale firmata e depositata in Procura. Si chiede che vengano effettuati accertamenti urgenti e scavi nell’area indicata dal testimone.  La Procura valuterà nei prossimi giorni la richiesta di sopralluogo.  Roberta Martucci stava andando a Gallipoli il 20 agosto del 1999 quando scomparve. Disse alla madre che sarebbe andata ad una festa e alla sorella che avrebbe visto un’amica. Indossava una gonna nera a fiori, in giubboni grigio e scarpe col tacco. Alle tre del mattino il suo cellulare squillò tre volte, poi si spense per sempre. Quattro giorni dopo  Trovarono la sua auto, una Fiat Uno bianca, a Gallipoli, in via Genova. Sul sedile c’era la giacca che indossava quella sera. Nessuno seppe chi l’avesse portata lì. 

Un’esemplare di lupa è stata trovata morta nelle campagne di Bari, in zona Carbonara, dalle guardie ecozoofile del Nogez. Il ritrovamento è avvenuto nel pomeriggio dell’8 dicembre. L’animale presentava una raffica di proiettili su tutto il corpo, colpi di carabina utilizzata per la caccia. Evidentemente il povero animale è stato il bersaglio di qualche cacciatore, o bracconiere, e ha pagato con la vita per essersi trovata nel posto sbagliato al momento sbagliato. Del caso sono stati allertati i carabinieri forestali e l’Asl che provvederà a valutare le circostanze del decesso.L

I due hanno parlato anche del piano operativo per il rilancio produttivo predisposto dai Commissari straordinari e ulteriori investimenti nell’area di Taranto. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, in una lunga telefonata, ha informato il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, della riunione che si è svolta venerdì scorso al Mimit con gli enti locali pugliesi. I due hanno parlato anche del piano operativo per il rilancio produttivo predisposto dai Commissari straordinari e ulteriori investimenti nell’area di Taranto. Il ministro Urso ha inoltre aggiornato il presidente Decaro sugli obiettivi del decreto ex Ilva, attualmente all’esame del Senato, e sulle procedure negoziali per la cessione degli asset previste nella gara internazionale in corso. Urso e Decaro si sono inoltre confrontati sulle  prospettive della revisione del Cbam (Carbon border adjustment mechanism, regolamento dell’Unione Europea che introduce una tassa alle frontiere per le importazioni di beni ad alta intensità di carbonio). Urso ha infine assicurato al presidente Decaro il massimo impegno e la piena collaborazione del Governo con Regione ed enti locali. 

La ragazzina ha riportato lividi diffusi, escoriazioni, tumefazioni al volto e un forte stato d’ansia. Domenica sera (7 dicembre) da incubo per una ragazzina di 15 anni. Stava passeggiando con un’amica a Trani, in via San Giorgio, quando è stata accerchiata da un gruppo di coetanee e aggredita. L’avrebbero trascinata per i capelli, buttata per terra e colpita con calci e pugni. Lei avrebbe disperatamente chiesto aiuto fino a quando è stata soccorsa da una commerciante.  Ha chiamato la madre che è immediatamente andata a recuperarla e l’ha portata al pronto soccorso. La 15enne ha riportato lividi diffusi, escoriazioni, tumefazioni al volto e un forte stato d’ansia.  Sembra che alla base dell’aggressione ci fosse un litigio avvenuto su una chat, uno scambio di  “meme” in cui era ritratta una delle ragazzine responsabili dell’aggressione. 

I volontari del canile sanitario di Bari si stanno prendendo cura di lui ma quando lo hanno trovato era l’ombra di se stesso . Lo hanno abbandonato per strada, a Bari, quando è stato soccorso dal personale del canile sanitario era ridotto pelle e ossa. Lo hanno chiamato Ottanio, ha circa 3 anni, è un alano molto sfortunato la cui storia è stata raccontata dai volontari che ora lo hanno in cura.  Ora è ricoverato in clinica anche perché la fame lo aveva costretto a “mangiare” una busta di plastica. Si sta lentamente riprendendo ma è un cane che ha subito maltrattamenti e ci vorrà molto affinché ritrovi un po’ di serenità. Secondo quanto riferisce il Canile Sanitario di Bari chi lo ha abbandonato e ridotto in quelle condizioni è noto ma non è stato ancora denunciato. Ottanio ora cerca una famiglia (zona Bari e Puglia) che possa prendersi cura di lui. Chi fosse interessato può contattare il canile attraverso la pagina Fb dell’associazione. 

I primi segnali di attrito si sono verificati già quando l’arbitro ha estratto il cartellino rosso per l’espulsione di un giocatore dell’Hellas Laterza. Non ha rasserenato gli animi certamente il risultato finale 3 a 0 per il Ginosa che giocava in casa. La partita, che si è disputata sabato pomeriggio, è del campionato allievi provinciale Under 16. Secondo una prima ricostruzione, al termine della gara mentre l’arbitro, Nicola di 15 anni, di Taranto, stava raggiungendo gli spogliatoi quando dal tunnel sarebbero sbucati 2-3 giocatori del Laterza, uno dei quali avrebbe tirato calci al ginocchio e all’anca e sferrato pugni in faccia al minorenne. Soccorso immediatamente dal personale medico ha riportato ferite guaribili in 20 giorni. l’Hellas Laterza che sospeso immediatamente il calciatore responsabile dell’aggressione e valuterà insieme agli organi di giustizia sportiva un provvedimento esemplare.

Nel pomeriggio resteranno fuori dai cancelli della porta n.6. dello stadio San Nicola, boicottando la gara contro il Pescara. Fumogeni, striscioni e rabbia: gli ultrà del Bari si sono radunati in piazza Prefettura per protestare contro la società. “Noi vogliamo un grande Bari” urlano in coro e ancora “Qui non è Napoli, Bari non è per te, De Laurentis vattene”. É confermato che nel pomeriggio resteranno fuori dai cancelli della porta n.6. dello stadio San Nicola, boicottando la gara contro il Pescara. Nei giorni scorsi avevano diramato una nota in cui esprimevano tutto il loro rammarico per la situazione che vive la squadra: «Viviamo giorni bui. E lo sappiamo. Negli ultimi anni le cose hanno preso una brutta piega e non solo per la deficitaria situazione di classifica che la nostra squadra sta attraversando” Se la prendono con la società e non le mandano a dire: “Come sappiamo tutti, il “pesce puzza dalla testa”: se la società è assente, menefreghista e arrogante, lo diventano in automatico anche i suoi tesserati, forti della “protezione” della presidenza. Proprio come avvenuto durante e dopo la brutta sconfitta di Empoli. C’è chi ha scelto di boicottare la squadra, chi invece, come noi, ha deciso di contestare in presenza, cercando in tutti i modi di essere espressione del malcontento di tutti, compresi coloro che stanno preferendo la disaffezione a gradoni e chilometri”. 

La struttura è stata danneggiata. Bottino da quantificare. L’ennesimo colpo a segno in una banca. Questa volta è toccato alla filiale Widiba, in corso Vittorio Emanuele a Palagiano. Ignoti hanno fatto esplodere un ordigno per scardinare il bancomat. La struttura è stata danneggiata. Il bottino deve essere quantificato. Questo sarebbe il sesto colpo nel giro di qualche mese. La settimana scorsa a Ginosa, poi a Mottola, a Monteiasi, a Montemesola e a Statte quando i Carabinieri trovarono l’esplosivo all’interno di un’auto prima che la banda entrasse in azione. 

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