
Squinzano: arrestato il rapinatore di centri scommesse, era in fuga con 3mila euro
Avrebbe agito sempre con lo stesso copione, armato di coltello e volto coperto Due rapine a mano armata ai danni di altrettanti centri di scommesse
Avrebbe agito sempre con lo stesso copione, armato di coltello e volto coperto. Due rapine a mano armata ai danni di altrettanti centri di scommesse del paese messe a segno una dopo l’altra nel giro di poche ore, ma alla fine il malvivente è stato arrestato. E’ accaduto a Squinzano. A finire in manette un 38enne del posto, Gian Paolo Taurino. Avrebbe agito sempre con lo stesso copione, armato di coltello e volto coperto. I carabinieri lo hanno bloccato mentre, dopo l’ultimo colpo al centro Eurobet di piazza Vittoria, stava tentando di fuggire con i soldi rapinati, poco più di 3 mila euro in totale. Sono in corso accertamenti per verificare l’eventuale coinvolgimento nella rapina dello scorso 15 marzo ai danni dell’Eurobet di Trepuzzi. Ad agire erano stati due uomini armati riusciti a fuggire con un bottino di 7.000 euro.
Trovato durante lo scavo dello scorso 11 marzo. Di Roberta si sono perse le tracce dal 1999. Un pezzetto di legno, piccolissimo, riconducibile ad un oggetto o forse ad un accessorio ornamentale. Trovato durante lo scavo effettuato l’11 marzo lungo la scogliera tra Marina di Mancaversa e Torre Suda, dove una donna, appreso di recente del caso della scomparsa di Roberta Martucci, a distanza di anni aveva rivelato ai legali della famiglia, di ricordarsi di un cumulo di pietre sospetto laddove prima non c’era circondato per giorni da un odore sgradevole. Lo scavo disposto dalla Procura di Lecce su richiesta della famiglia ha spento la speranza che sotto vi potesse essere stato occultato un corpo, ma tra il materiale di risulta scaricato illegalmente è emerso un elemento difforme, un piccolo frammento di legno appunto che ha attirato l’attenzione del medico legale Alberto Tortorella che, giunto sul posto insieme al Pm Alfredo Manca, lo ha raccolto decidendo, non fosse altro per eccesso di scrupolo, di analizzarlo per capire di cosa si tratti e se vi si possa estrarre una traccia biologica da comparare con il Dna della 28enne salentina di cui non si hanno più notizie dalla sera del 20 agosto 1999 quando uscì di casa a Torre San Giovanni per recarsi a Gallipoli. L’analisi in corso probabilmente non darà alcun risultato utile a dare un nuovo impulso alle indagini e portare alla riapertura del caso già archiviato per tre volte, ma testimonia come la Procura davvero non stia lasciando nulla di intentato per dare una risposta ad una scomparsa sulla quale in passato hanno influito omissioni, lacune investigative e depistaggi.
In queste ore il Comune con le guardie zoofile sta approntando dei manifesti da affiggere nelle vie del paese recanti una serie di raccomandazioni a cui attenersi. Due esemplari di lupo sono stati avvistati mentre si aggiravano indisturbati in pieno giorno in una strada del centro abitato di Supersano, nel Sud Salento. I due esemplari , immortalati col cellulare da un passante, sono stati avvistati in una zona non distante dalla campagna e dalla zona della collina da dove probabilmente sono arrivati. In queste ore il Comune con le guardie zoofile sta approntando dei manifesti da affiggere nelle vie del paese recanti una serie di raccomandazioni a cui attenersi, come custodire al chiuso i propri animali domestici durante le ore notturne. Un mese fa i lupi hanno sbranato proprio a Supersano il cavallo di un allevatore che l’uomo aveva lasciato fuori dalle stalle. La presenza in zona dei lupi, tutt’oggi specie protetta, ha indotto molti camminatori a rinunciare a percorrere i sentieri rurali.
L’agricoltore salentino, condannato all’ergastolo, continua a ribadire la sua innocenza. Ha iniziato a rifiutare il cibo, annunciandolo alla sorella Caterina, motivando la decisione con la delusione e l’amarezza per l’esito di un processo su cui aveva riposto le speranze di poter vedere ribaltata la condanna all’ergastolo inflittagli dai giudici della Corte d’Appello di Lecce nel luglio 2012. Nel carcere di Borgo San Nicola dov’è detenuto, Giovanni Camassa, l’agricoltore salentino a cui i giudici della Corte d’Appello di Catanzaro nei giorni scorsi hanno respinto la richiesta di revisione della sentenza di condanna al carcere a vita, riconoscendolo di fatto l’esecutore dell’omicidio di Angela Petrachi, ha cominciato lo sciopero della fame. Il corpo che diventa l’ultimo strumento di rivendicazione per proclamare la presunta ingiustizia di cui si dice vittima. Una forma di protesta contro i giudici, una forma di autodistruzione come temono i suoi familiari, preoccupati per il suo cuore ballerino, lui che si è sempre proclamato innocente per quell’orribile delitto che gli viene attribuito, l’uccisione di una giovane mamma di 31 anni di Melendugno, sua vicina di casa, scomparsa il 26 ottobre 2002 e poi ritrovata uccisa e brutalmente seviziata l’8 novembre successivo in un boschetto di Borgagne. Del dna di Camassa sui luoghi, sul corpo della vittima e sugli indumenti che indossava non è stata mai trovata alcuna traccia. I suoi legali intanto aspettano il deposito delle motivazioni dei giudici di Catanzaro per trovare profili di illegittimità da portare in Cassazione.
L’invito ad accontentarsi delle cose semplici, “perché così nessuno vi potrà comprare”, recita rivolgendosi agli studenti definiti “il concime di questa società”. Appuntamento con gli studenti dell’istituto comprensivo Rina Durante di Melendugno per Francesca Mariano, la giudice salentina sotto scorta dal 2023 bersaglio di una serie di intimidazioni, l’ultima lo scorso febbraio. Un incontro organizzato dalla dirigente scolastica AnnaRita Carati e dalla locale amministrazione comunale nel ricordo delle vittime della mafia. Intervista a Francesca Mariano, magistratoRiprese e montaggio di Francesco Afrune
Le perdite di acqua sono causate dall’improvvisa rottura dell’impianto di climatizzazione . A causa della rottura improvvisa dell’impianto di climatizzazione si sono verificate delle copiose perdite d’acqua nel reparto di cardiologia dell’ospedale di Scorrano , ubicato al quarto e ultimo piano della struttura. Seppur le perdite si siano registrate nell’area del corridoio, la direzione sanitaria ha disposto la sospensione di ogni attività e trasferimento dei pazienti ricoverati nel reparto, circa una decina, nei plessi ospedalieri di Lecce e Gallipoli. I trasferimenti saranno ultimati domani mattina (18 marzo) dopodiché inizieranno i lavori di ripristino dell’impianto .
Torna protagonista a Lecce “ Stregati dalla musica “, il programma di didattica e teatro musicale ideato dai fratelli Matteo e Francesco Spedicato che in sette anni di attività ha visto la partecipazione di 120 mila bambini e ragazzi provenienti da tutte le scuole del Salento. Il Barbiere di Siviglia di Rossini, fino al prossimo 1 aprile vedrà il coinvolgimento di 14 mila giovanissimi studenti, attori, musicisti e cantanti, che diventano parte attiva dello spettacolo. L’opera che diventa accessibile a tutti diventando da esperienza laboratoriale una vera e propria opportunità artistica, il potersi esprimere in un contesto produttivo reale. Intervista a Francesco Spedicato (ideatore “stregati dalla musica”)
Emerge l’abbassamento dell’età della vittima di violenza e di chi la commette rappresentato dal 45% dei casi dal partner. 28 anni di attività che fanno oggi del Centro antiviolenza Renata Fonte di Lecce uno dei più importanti dispositivi di intervento e protezione in tutta la Puglia in soccorso delle donne. Solo nell’anno appena trascorso dal centro sono transitate 174 richieste di aiuto, la maggior parte da donne di nazionalità italiana, residenti in Salento. Dai dati dell’ultimo anno di attività del Centro resi noti dalla presidente Maria Luisa Toto, emerge l’abbassamento dell’età della vittima di violenza e di chi la commette rappresentato dal 45% dei casi dal partner. Intervista a Maria Luisa Toto (presidente Centro Antiviolenza Renata Fonte) Riprese e montaggio di Francesco Afrune
Ha operato anche in altri scenari critici come lo scontro ferroviario di Andria e il terremoto di Amatrice. Dopo otto anni di servizio operativo e una carriera dedicata al salvataggio di vite umane, Mickey, il Labrador retriever nero del Nucleo Cinofilo dei Vigili del Fuoco di Lecce, va in pensione. È stata la prima unità cinofila in Puglia a conseguire l’abilitazione USAR (Urban Search and Rescue), specializzazione di eccellenza per la ricerca tra le macerie. Mickey ha operato in scenari critici come lo scontro ferroviario di Andria e il terremoto di Amatrice, nonché su scenari internazionali. La sua straordinaria capacità di ricerca è stata determinante per il salvataggio di persone disperse. Tra i successi più recenti e carichi di emozione, l’intervento del 5 marzo 2025 a Bari, dove il fiuto di Mickey è stato decisivo per individuare una donna rimasta sepolta viva per 27 ore sotto il crollo di una palazzina nel quartiere Carrassi. Non sono mancate le missioni internazionali, come il tragico terremoto in Albania, dove Mickey ha operato con dedizione assoluta nonostante le difficoltà estreme. “Mickey è stato, ed è, un grande cane, un compagno fedele, affidabile e sempre pronto nel suo lavoro – commenta il suo conduttore Alessandro De Giorgi, segretario della UIL FP Vigili del Fuoco di Lecce evidenziando come il cane abbia rappresentato al meglio lo spirito di servizio del Corpo Nazionale -. Con il suo coraggio e la sua dedizione ha contribuito al salvataggio di vite umane, restando un esempio di professionalità per tutti i nuclei cinofili”. Mickey non lascerà del tutto il campo: continuerà a supportare, fuori dal servizio operativo, il suo successore Tommy, un giovane Labrador nero attualmente in fase di addestramento.
Più salario meno orario. Il 14esimo congresso della Uilm Lecce si apre all’insegna del claim che sta accompagnando il tour congressuale dei metalmeccanici in tutta Italia. I lavori congressuali si sono celebrati alla presenza del segretario nazionale Rocco Palombella a evidenziare da una parte la soddisfazione per i risultati contrattuali raggiunti, dall’altra la preoccupazione per quanto sta accadendo nel mondo che rischia di mettere in pericolo la stabilità occupazionale. La metalmeccanica in Salento rappresenta un fiore all’occhiello sia sul fronte occupazionale che produttivo, grazie alla presenza di grandi realtà industriali. Un comparto che oggi è chiamato a rispondere alla sfida della I.A e misurarsi con le nuove trasformazioni. Intervista a Rocco Palombella (segr. nazionale Uilm), William Maruccia (segr. Uilm Lecce)
Indagano i carabinieri. Malviventi in azione a Trepuzzi dove nella giornata di ieri, 15 marzo, sono stati messi a segno prima un furto e poi una rapina ad un centro scommesse. Il furto è avvenuto a casa di un’anziana di 90 anni in via Puccini dove, approfittando dell’assenza della donna, dopo aver messo a soqquadro l’abitazione, i malfattori sono fuggiti con i pochi euro che la vittima custodiva. In serata, invece, ad essere preso di mira l’agenzia di scommesse Eurobet in via Giovanni XXIIIesimo. Ad agire poco prima della chiusura due persone di cui una armata di pistola. Sotto la minaccia dell’arma si sono fatti consegnare dalle dipendenti presenti i soldi contenuti in cassa per poi fuggire a bordo di uno scooter. Il bottino ammonta a circa 7 mila euro. Indagano i carabinieri.
L’indagine parte dal monitoraggio su una macchina di lusso, una Ferrari intercettata nel 2024 a Nardò durante dei controlli e intestata ad una società di autotrasporti di Foggia. I finanzieri del Comando Provinciale di Lecce ha scoperto un meccanismo fraudolento messo in atto da un gruppo societario con sede legale in Foggia. L’ amministratore di fatto è un imprenditore 50enne del Nord Italia residente a Nardò, attivo nel settore degli autotrasporti. Sono stati sequestrati oltre due milioni di euro. L’indagine parte dal monitoraggio su una macchina di lusso, una Ferrari intercettata nel 2024 a Nardò durante dei controlli e intestata ad una società di autotrasporti di Foggia. Le indagini dei finanzieri delegate dalla Procura della Repubblica di Foggia, hanno permesso di ipotizzare come l’imprenditore, in concorso con altri due soggetti, fosse responsabile di una serie di condotte fraudolente. Consistevano principalmente nell’assumere, con imprese compiacenti e fittiziamente interposte, un elevato numero di ignari lavoratori dipendenti, con l’unica finalità di consentire alle società clienti di abbattere il costo del lavoro. Di conseguenza, le imprese coinvolte operavano in totale evasione delle imposte, omettendo altresì il versamento degli oneri contributivi, previdenziali ed assistenziale.
L’ordigno artigianale, inserito nell’erogatore delle banconote, non è esploso. Malviventi tentano di assaltare lo sportello bancomat della BCC di Leverano ma il colpo fallisce. È accaduto nella notte Leverano, in piazza Fontana. Ad agire 5 individui giunti a bordo di una Giulietta. Dopo aver danneggiato l’erogatore delle banconote con un arnese, hanno inserito un ordigno artigianale, la cosiddetta tecnica della marmotta, che però non è esploso costringendo i malfattori a darsi alla fuga. L’area è videosorvegliata. Sul posto per i rilievi i carabinieri.
Un incontro reale quello avvenuto in comune ad Alezio dove hanno fatto visita i principi del Belgio Astrid e Lorenz d’Austria-Este . Un incontro reale quello avvenuto in comune ad Alezio dove hanno fatto visita i principi del Belgio Astrid e Lorenz d’Austria-Este che qui nei sentieri di campagna che costeggiano il piccolo comune jonico stanno costruendo il loro buen retiro , una dimora rurale in tipico stile salentino circondata da sei ettari da destinare a coltivazioni.
Per i giudici della Corte d’Appello di Catanzaro, la prova scientifica portata come novità dai legali dell’imputato, non è stata sufficiente a ribaltare il processo. Si conclude con la conferma della pena dell’ergastolo per Giovanni Camassa, il processo di revisione contro la sentenza emessa dalla Corte d’Assise d’Appello di Lecce del luglio 2012 che lo indicava come l’assassino di Angela Petrachi, la giovane mamma di Melendugno scomparsa il 26 ottobre 2002 e poi ritrovata uccisa e brutalmente seviziata l’8 novembre successivo in un boschetto di Borgagne. Per i giudici della Corte d’Appello di Catanzaro, presidente Giancarlo Bianchi, dove si è celebrato il processo di revisione la prova scientifica portata come novità dai legali dell’imputato, ovvero una piccola traccia di Dna riconducibile ad un altro uomo, rinvenuta sulle calze di nylon indossate dalla vittima non è stata dunque sufficiente a ribaltare il processo. Tutti gli elementi emersi nel processo d’appello del 2002 che allora portarono alla condanna al carcere a vita, sono rimasti fermi. Camassa è stato condannato al pagamento delle spese processuali nonchè alle spese di rappresentanza processuale sostenute dai figli della donna costituitisi parte civile e difesi dall’avvocato Silvio Verri. Il deposito della motivazione tra 90 giorni . Camassa era difeso dagli avvocati Ladislao Massari e Marilina Strafella.
Non è stato trovato nulla che possa provare che sotto un cumulo di pietre a ridosso della scogliera ci possa essere stato il corpo di Roberta. È terminato lo scavo in località “Tabarano”. L’indagine ispettiva disposta dalla Procura di Lecce non ha fatto emergere nulla che possa provare che sotto un cumulo di pietre a ridosso della scogliera ci possa essere stato il corpo di Roberta Martucci, la ragazza di Torre San Giovanni scomparsa il 20 agosto 1999 all’età di 28 anni. Il solo elemento non compatibile con il terreno venuto fuori dallo scavo è stato del materiale di risulta, probabilmente sversato e occultato in maniera illecita in passato.
Le aule vuole, la cartella appesa all’appendiabiti, sui muri manifesti inneggianti lo scoccare del countdown più atteso dagli studenti delle quinte classi degli istituti superiori. Cento giorni alla maturità da celebrare come da tradizione, con una vera e propria festa nelle località di mare, con i professori ormai rassegnati all’assenza di massa. A Porto Cesareo i ragazzi della 5 H del liceo scientifico De Giorgi di Lecce hanno organizzato tra musica e grigliate una no stop che terminerà solo a tarda sera. Parola d’ordine non pensare ai libri. Da domani si ricomincerà a pensare a compiti e interrogazioni ma con calma , già programmata un’assemblea defaticante.
È presente il sostituto procuratore Alfredo Manca e Lorella Martucci, sorella di Roberta. Sono in corso in località “Tabarano” lungo la litoranea che collega le marine di Mancaversa e Torre Suda le operazioni di scavo disposto dalla Procura di Lecce volto a verificare l’eventuale presenza dei resti umani di Roberta Martucci sotto un cumulo di pietre, nel punto indicato punto indicato cinque mesi fa da una donna che, dopo aver appreso del caso solo di recente, si è ricordata di quello strano giaciglio pietroso da cui sprigionava un cattivo odore comparso all’improvviso a fine agosto 1999, proprio nei giorni della scomparsa di Roberta Martucci da Torre San Giovanni. Sul posto stanno operando i carabinieri con la ditta incaricata dello scavo. È presente il sostituto procuratore Alfredo Manca e Lorella Martucci, sorella di Roberta. Di Roberta Martucci non si hanno più notizie dal 20 agosto 1999 quando uscì di casa a Torre San Giovanni, marina di Ugento, senza farvi più ritorno.
Sul molo gli affari sono pochi. Prezzi del pescato al ribasso per un calo della domanda a fronte di un impennata dei costi, col rialzo super del gasolio agricolo arrivato a sfiorare un euro a litro.. Un costo che rischia di diventare proibitivo per i pescherecci gallipolini con le piccole imbarcazioni costrette a rivedere il chilometraggio delle uscite. L’ennesimo aumento con cui i pescatori sono costretti a fare i conti, persino fare le reti da pesca costa ormai il doppio. Una situazione che spaventa soprattutto i pescatori più giovani.
Uno striscione davanti al Tar Lecce per rinnovare il no alla realizzazione di un sito di stoccaggio e trattamento di rifiuti pericolosi e non già autorizzato dalla Provincia nell’ottobre 2023.. La protesta del Comitato Civico “Giuggianello non è inerte” alla presenza anche del sindaco del piccolo centro, si è svolta in concomitanza dell’udienza nell’ambito del ricorso presentato dal Comune di Giuggianello contro la determina dell’ente provincia. L’udienza è stata aggiornata al prossimo settembre sulla scorta di una serie di eccezioni depositate dai legali del comune in merito alle conclusioni delle indagini tecniche disposte dai giudici amministrativi per verificare le distanze dell’impianto dal bosco e dalle case circostanti. Intervista a Avv. Antonio Micolani (legale comune), Albina Seviroli (pres. Comitato Giuggianello non è inerte), Luca Benegiamo (sindaco Giuggianello).

Avrebbe agito sempre con lo stesso copione, armato di coltello e volto coperto Due rapine a mano armata ai danni di altrettanti centri di scommesse

LE RICERCHE Trovato durante lo scavo dello scorso 11 marzo. Di Roberta si sono perse le tracce dal 1999 Un pezzetto di legno, piccolissimo, riconducibile

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