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Sanità, il sistema tra analisi dei dati e intelligenza artificiale: la proposta di un medico

Le facoltà di matematica, di economia, istituti di statistica, potrebbero aiutare la Regione a raccogliere, analizzare, e proporre soluzioni per il miglioramento della offerta

Abbiamo appreso dalla trasmissione Report quello che gli italiani già sanno da anni, e cioè che la risposta pubblica alla domanda di salute è carente. Io vivo in Puglia e personalmente ho verificato prenotazioni con codice zero 48 al 15 giugno 2026, prenotazioni ordinarie, non urgenti, al 2027, il sistema non funziona.

Ma sarebbe opportuno che all’analisi deficitaria della domanda ci si ponga la questione della offerta e cioè la spesa di oltre 130 miliardi di euro crea un’offerta adeguata e quali i problemi che rendono questa offerta così deludente!

Dagli anni 2000 esistono a decine di agenzie che formano i dirigenti delle Asl e degli assessorati, perché rendano il sistema sanitario efficiente (cioè che dia risposte rapide alle esigenze), efficace (cioè che dia risposte adeguate alle richieste) e di qualità (si parla di qualità percepita dall’utente). Ebbene, il sistema non è efficiente, non ha la validità richiesta e talvolta non è neanche efficace.

Parlando della Puglia come operatore sanitario dopo 46 anni di lavoro posso affermare che l’offerta non è analizzata. Basterebbe poco a valutare, ad esempio degli ambulatori specialistici delle Asl, se i medici in servizio offrono un numero di prestazioni adeguate. Se le strutture radiologiche attrezzate anche con nuove apparecchiature fornite recentemente dalla nostra regione rispondano quantitativamente e qualitativamente adeguato alla domanda.

Molti direttori sanitari e generali delle Asl Pugliesi conoscono la risposta perché hanno lavorato sul campo e analizzato i dati, alcuni sanno che ad esempio il sistema dell’Imagine lavora al 40% delle sue potenzialità, che gli ambulatori specialistici lavorano al 50-60% delle loro potenzialità, che il raccordo tra questi ambulatori è l’assistenza ospedaliera e assente.

Delle università, le facoltà di matematica, di economia, istituti di statistica, potrebbero aiutare i sistemi sanitari regionali a raccogliere, analizzare, e proporre soluzioni per il miglioramento della offerta.

La cinghia di trasmissione rappresentata dai CUP spesso non funziona, gli operatori di questi centri unici di prenotazione dovrebbero lavorare meglio direi non solo con la mente ma anche con il cuore per gli assistiti, al fine di conservare le loro posizioni. Infatti l’intelligenza artificiale è dietro l’angolo pronta a sostituirli, alcune grandi strutture sanitarie hanno già cominciato ad utilizzare questi mezzi, ci sono già eccellenze dell’Università di Bari che hanno messo appunto sistemi di prenotazione più efficaci e più efficienti, grazie all’IA. È lì il meccanismo per migliorare il sistema, riordinare l’offerta e dare una svolta ai sistemi di prenotazione.

Anche chi afferma che nell’ultimo anno le prestazioni sono aumentate di 1 milione e mezzo, quasi 2 milioni, fornisce dati fantasiosi: abbiamo sentito il ministro della sanità affermare che la raccolta dati nel sistema Cruscotto ancora non è pronta. Come quindi poter affermare senza avere lo storico e senza avere i dati attuali che vi è stato un miglioramento di 1 milione e mezzo di prestazioni?

E comunque sarebbe un incremento irrisorio, considerando che solo nella provincia di Bari e solo per il sistema Imagine le prestazioni pubbliche si aggirano intorno alle 50.000 per anno. Senza calcolare in alcun modo la domanda di visita specialistica. Sviluppando quel dato per tutto il territorio nazionale viene fuori che per le sole prestazioni di Imagine vi è una offerta soddisfatta di circa 2 milioni e mezzo di prestazioni. Qualsiasi dato statistico informativo che ci viene fornito presenta dei retroscena ingannevoli e strumentali.

La richiesta dunque ai nuovi Governatori regionali è di analizzare i dati senza fermarsi a quanto già noto, cioè alla carenza in risposta alla domanda, sforzandosi di capire come poter migliorare l’offerta partendo dai dati storici dalle reali potenzialità del sistema finanziato.

Per vincere la guerra contro la “malattia” è sì importante avere validi sistemi di difesa, ma è ancora più importante conoscere e potenziare l’efficacia, l’efficienza e la qualità della nostra potenza di fuoco messa in campo.

Renato Laforgia, medico

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