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Maria Liuzzi

Rieletto presidente Carlo Siciliani, il settore è alle prese con un quadro economico e di mercato in difficoltà Giornalista Stefania RotoloRiprese Massimo d’OlimpioIntervista: Carlo Siciliani, Presidente Uniceb

E’ successo ieri sera nei pressi di una pizzeria in piazzale Rudiae a Lecce, arrestato georgiano 26enne Tenta di rubare una bicicletta, aggredisce il proprietario intervenuto per sventare il furto e poi fugge col borsello di quest’ultimo. E’ successo ieri sera nei pressi di una pizzeria in piazzale Rudiae a Lecce. L’autore della rapina è stato bloccato poco dopo in via Vecchia Carmiano dalla Polizia. Si tratta di un georgiano di 26 anni. Il giovane ha tentato di colpire gli agenti con calci e pugni ma è stato bloccato e arrestato.

Anche auto e altri beni. Oggi è iniziato il processo a Bari Intervista: Avv. Michele Laforgia, difensore moglie di Di Giacomo Servizio Linda Cappello

Il 39enne avrebbe dato somme di denaro ad un 17enne, in cambio di prestazioni di natura sessuale La procura di Bari ha chiesto e ottenuto il giudizio immediato per il professore di religione di 39 anni, residente a Trani, accusato di prostituzione minorile per aver dato alcune somme di denaro ad un 17enne a fronte di prestazioni di natura sessuale. L’uomo si trova ai domiciliari dall’agosto scorso. Le indagini, coordinate dal pm Silvia Curione, sono partite nel mese di aprile. I due si sarebbero conosciuti sui social per poi iniziare una breve frequentazioni, a cui sono poi seguite piccole fazioni economiche fra i 20 ed i 30 euro. L’uomo, però, si difende dicendo di essere stato vittima di richieste di denaro da parte di un gruppo di ragazzini. Il processo inizierà a dicembre davanti al Tribunale collegiale di Trani.

La crescita delle aziende del territorio può avvenire solo con la formazione Servizio Massimo Bianco

Indagine della polizia di Bari. Accusato di simulazione di reato Ha dichiarato di essere stato vittima di uno stupro da parte di un gruppo di 15 giovani nel quartiereSanto Spirito di Bari, ma dagli esami effettuati non è stato riscontrato alcun segno di violenza fisica e le immagini delle telecamere di videosorveglianza non hanno suffragato la sua versione dei fatti. Un 20enne di origini africane è stato denunciato dalla polizia, per simulazione di reato. L’episodio risale alla notte tra giovedì 17 e venerdì 18 ottobre: la presunta vittima, trovata da un pescatore tra i frangiflutti con le mani legate con degli indumenti e una gamba incastrata tra gli scogli, era stata soccorsa nei pressi del molo del Riviera Yatch Club da vigili del fuoco e 118 e trasportata al pronto soccorso dell’ospedale San Paolo. Erastato così attivato il “binario rosa”, protocollo medico previsto nelle ipotesi di riferita violenza sessuale.Dagli esami effettuati, però, non sono emersi segni di violenza e le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona hanno o smentito le dichiarazioni del 20enne, che sosteneva di essere stato aggredito, violentato, legato e scaraventato sui frangiflutti.

Argomento al centro di un tavolo prefettizio e di un incontro con la cittadinanza, in commissione comunale congiunta Intervista: Teresa Cicolella, assessora comunale alla Sicurezza Servizio Fabrizio Sereno

Lavori mai eseguiti nel tratto tra Bari e Mola e Gioia del Colle – Massafra Commissariare le opere su due statali pugliesi per accelerare l’esecuzione di lavori più che mai necessari, soprattutto dopo i numerosi incidenti mortali che si susseguono da anni. Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, e l’assessore ai Trasporti e alla Mobilità sostenibile, Debora Ciliento, hanno inviato una nota al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Salvini. Chiedono la nomina di uno o più commissari straordinari per la realizzazione del tratto della nuova Statale 16 tra Bari e Mola e per la messa in sicurezza della Statale 100 tra Bari e Taranto, nel tratto tra Gioia del Colle e Massafra. L’intervento che riguarda la variante Bari-Mola di Bari della SS 16 è già inquadrato nell’ambito della rete Comprehensive e, pertanto, già per definizione è strettamente connessa e strumentale alla rete core ferroviaria e stradale, al nodo urbano, portuale e aeroportuale di Bari e facilita i collegamenti da e per il nodo di Taranto. I due interventi sulla SS 100 sono anch’essi connessi e strumentali alla rete Coreautostradale della A14 Bari-Taranto e alla rete Core ferroviaria Bari-Taranto, oltre che funzionali a garantire l’accessibilità ai nodi urbani/portuali di Bari e Taranto.

L’accusa è omicidio volontario, aggravato dalla premeditazione e dai futili motivi. Il 43enne ucciso per una lite via social Il pm Desire Di Geronimo ha chiesto una condanna a 16 anni a testa di reclusione per i presunti responsabili della morte del 43enne Giovanni Colaianni, ucciso da due proiettili esplosi con un revolver calibro 38 a un ginocchio e all’addome la notte tra il 21 e il 22 giugno 2023, sul pianerottolo di casa, in via Napoli. A processo, innanzi alla Corte d’Assise, ci sono Nicola Amoruso, esecutore materiale, e Francesco Ricci, che quella sera era insieme a lui. L’ accusa per entrambi e quella di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e dai futili motivi. Movente dell’ omicidio una lite via social in cui era coinvolto il figlio della vittima. La sentenza verrà pronunciata nel corso della prossima udienza.

Il padre del bambino ha denunciato i giudici di Brindisi Il caso di Adelio Bocci, il bambino rapito dalla mamma e portato in Kazakistan ad ottobre del 2015. Giovanni Bocci, papà di Adelio, ha chiesto alla procura di potenza di indagare su chi non ha eseguito ben due sentenze irrevocabili del tribunale di Brindisi, una del 2017 e l’altra del 2023, che condannano la mamma del bambino – con conseguente mandato di arresto – e dispongono il rimpatrio del minore in Italia. La procura di Potenza ha chiesto l’archiviazione del procedimento, ma Giovanni Bocci si è opposto. Stamattina al tribunale di Potenza si è svolta l’udienza sull’opposizione presentata dal papà di Adelio, il giudice si è riservato di decidere entro 10 giorni.

Screening senologici, ginecologici e consulenze nutrizionali anche per le dipendenti della Banca Popolare di Puglia e Basilicata Intervista: Linda Catucci, presidente Comitato Susan G. Komen Puglia Rossella Dituri, dirigente Comunicazione BPPB Servizio: Alessandra Martellotti

L’episodio a Bisceglie, l’uomo è ai domiciliari Un uomo di 53 anni è stato arrestato dai carabinieri con l’accusa di rapina a mano armata ai danni di un bar di Bisceglie, nel nord Barese. Secondo quanto ricostruito dalle indagini, coordinate dalla Procura di Trani, l’indagato avrebbe fatto irruzione nel locale lo scorso quattro ottobre, indossando un casco e impugnando una pistola. Con fare aggressivo si sarebbe fatto consegnare dal titolare l’incassopari a circa 130 euro, per poi fuggire. La scena è stata registrata dalle telecamere di videosorveglianza della zona, che hanno permesso di identificare il 53enne, che è stato sottoposto a fermo. Il gip del tribunale di Trani ha convalidato il fermo e disposto gli arresti domiciliari con l’obbligo di indossare il braccialetto elettronico. L’uomo avrebbe ammesso le proprie responsabilità. Il casco è stato trovato e sequestrato. Non è stata invece rinvenuta la pistola.

A diffondere la notizia è Luciano Manna, referente di Veraleaks Sequestro record in Mar Grande a Taranto: la Capitaneria di Porto ha confiscato 20 km di reti, calate tra Lido Chiapparo e le acque antistanti il canale navigabile. Si cercano i responsabili  proprietari delle reti al momento sono ignoti, il materiale sequestrato era privo di etichetta identificativa. A diffondere la notizia è Luciano manna, referente di Veraleaks, che punta il dito sulla mancanza di controlli, soprattutto nelle aree demaniali.  Un mercato nero del pescato che mina l’economia locale e che rifornisce le casse della malavita – conclude Manna -.

L’uomo sta bene, non è ancora chiaro il motivo del suo allontanamento E’ stato ritrovato la notte scorsa Cesare Storelli, il 63enne di Trani di cui si erano perse le tracce da ieri mattina. L’uomo sta bene, non è ancora chiaro il motivo del suo allontanamento.

Sarebbe stato utilizzato materiale più economico mettendo a rischio la sicurezza degli aerei Due società aerospaziali brindisine avrebbero fornito componenti aeronautiche non a normaalla Leonardo-Aerostrutture, per la produzione dei settori 44 e 46 del Boeing 787 Dreamliner. Indagate sette persone e due società: secondo la Procura di Brindisi sarebbero state realizzate parti aeree con caratteristiche di resistenza statica e allo stress notevolmente inferiori, con riflessi sulla sicurezza del trasporto. Per la realizzazione di componentistica anche strutturale dei velivoli, sarebbe stato impiegato titanio puro, invece di lega di titanio, e anche le leghe di alluminio utilizzate erano difformi dalle previsioni. Sette persone e due società vengono ritenuti coinvolti in un’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati che vanno dall’attentato alla sicurezza dei trasporti, all’inquinamento ambientale, alla frode in commercio. Le indagini, condotte anche con rogatoria internazionale negli Stati Uniti, hanno portato al sequestro di circa 6.000 parti di aeroplano per i successivi esami qualitativi, realizzate in materiale diverso da quanto previsto dalle specifiche di progetto. Le consulenze si sono concluse accertando che alcuni componenti strutturali non conformi potessero, sul lungo periodo, creare danno alla sicurezza dei velivoli, imponendo alla compagnia americana l’avvio di una campagna straordinaria di manutenzione degli aeromobili coinvolti. L’inchiesta è stata avviata dopo una precedente indagine conclusasi nel 2021, che aveva portato al sequestro dei compendi aziendali delle due società per fatti di bancarotta, a tre arresti e alla denuncia di altri quattro indagati. Altro filone investigativo riguarda i rifiuti pericolosi sversati in cisterne ed in alcuni terreni della zona industriale di Brindisi, che avrebbero contaminato suolo e sottosuolo di sostanze inquinanti e nocive tra cui cromo, rame, zinco, arsenico epiombo. Le sostanze inquinanti, secondo l’accusa, derivano dai processi chimici di trattamento delle superfici e dalla lavorazione meccanica dei metalli. Nel corso delle indagini sono state sequestrate 35 cisterne contenenti ciascuna 1.000 litri di rifiuti speciali pericolosi. Gli indagati avrebbero primarimosso una parte del muro di cinta tra le aree di proprietà, per poi svuotare nel terreno di altri privati e nei pozzetti di drenaggio delle acque meteoriche, il contenuto di diverse cisterne con le sostanze pericolose. Le attività d’indagine sono state condotte dalla squadra mobile di Brindisi e da militaridella Guardia di finanza. L’inquinamento aveva interessato il terreno sino alla profondità di tre metri.

Prende il posto di Giuseppe Merendino. Questa mattina la cerimonia di avvicendamento  È il cegliese Lorenzo Elia il nuovo comandante provinciale dei Vigili del fuoco di Taranto. Elia, neo promosso Dirigente Superiore, prende il posto di Giuseppe Merendino.  Questa mattina la cerimonia di avvicendamento cui hanno preso parte le massime autorità. “Lavoreremo in continuità con l’attività già svolta – commenta Elia – eredito personale ben organizzato, strutture ben manutenute. Cercherò di coordinare al meglio quello che è già stato predisposto ed essere pronti il più possibile”. “E’ stato un anno molto intenso – aggiunge il comandante uscente – soprattutto l’estate è stata molto impegnativa per gli incendi. Ci sono state condizioni avverse come le alte temperature, vento eccezionale e la mano dell’uomo. Lascio un pezzo di cuore a Taranto, città bellissima che spero possa crescere, soprattutto con il centro storico che possa essere come per la mia Palermo il motore di sviluppo”.

Decisive le segnalazioni fatte ai Carabinieri Due uomini – di 35 e 23 anni, entrambi di Napoli – sono stati arrestati dai Carabinieri, a Matera, con l’accusa di aver truffato un’anziana donna residente in città. Dopo diverse segnalazion” giunte ai Carabinieri su persone che telefonavano ad anziani spacciandosi per avvocato o sottufficiale dell’Arma, i militari hanno organizzato servizi di controllo che hanno portato agli arresti. Prima è stato individuato un uomo che, in un’auto, diceva di aspettare un amico; poi è stato fermato un giovane che, in una valigetta, aveva un cospicuo quantitativo di gioielli e monili in oro, che aveva ricevuto da un’anziana donna, vittima della truffa.

La maggioranza delle manifestazioni giunte, complessivamente 15, riguardano “pezzi” singoli del gruppo Dovrebbe cominciare già oggi, da parte dei commissari di Acciaierie d’Italia, l’esame dellemanifestazioni di interesse arrivate allo scoccare della mezzanotte di venerdì scorso. In gioco c’è la vendita ad un nuovo privato di un gruppo che, oltre ad Acciaierie (l’ex Ilva), comprende anche società collegate, che operano in ambiti diversi, dall’energia ai servizi marittimi (le navi della flotta aziendale). Sia Acciaierie che le società controllate, sono in amministrazione straordinaria per la seconda volta. La prima fu nel 2015. Obiettivo del Governo e dei commissari, è vendere l’insieme, anche se non è da escludere una vendita frazionata. La maggioranza delle manifestazioni giunte, complessivamente 15, riguardano “pezzi” singoli del gruppo. Adesso alle manifestazioni d’interesse che supereranno l’esame, sarà inviata una lettera di procedura. Questa riguarderà l’accesso alla virtual data room (per la conoscenza dei datisocietari) e preciserà inoltre “i termini entro i quali sarà resa disponibile la bozza di contratto di compravendita”. Concorrono per l’intero gruppo gli indiani Vulcan Steel (che appartiene a Jindal e dovrebbe essere insieme a Steel Mont), i canadesi di Stelco (ormai passati agli americani di Cleveland Cliff) e Baku Steel Company che arriva dall’Azerbaijan. Non ci sono invece, contrariamente alle aspettative, Nippon Steel, Arvedi e gli ucraini di Metinvest. Marcegaglia e Sideralba sono interessati a singoli asset. Il primo per Novi Ligure e forse anche Genova, il secondo per Racconigi, Salerno ed una società in Francia. A seguire ci sono le presenze di Amenduni Steel, Eusider Group, Profilmec, Industrie metalli Cardinale, Monge/Trans Isole, Vitali spa, Carbones holding, Energy power & armatory shipping, Jiangsu Steamship eContinental Dry Bulk. 

Si trovava davanti al carcere con stupefacenti e schede telefoniche, destinate presumibilmente ai detenuti Davanti al carcere di Taranto con stupefacenti e schede telefoniche, destinate presumibilmente ai detenuti. Per questo è stato arrestato un agente di polizia penitenziaria, intercettato dalla Guardia di Finanza durante un controllo. L’agente è stato trasferito nel carcere di Lecce dove sarà interrogato nelle prossime ore. La casa circondariale di Taranto è una delle più affollate d’Italia e soffre numerosi disagi per le condizioni al limite del tollerabile. L’agente, durante il controllo, è stato subito intercettato dai cani antidroga. Estese le indagini, le fiamme gialle hanno trovato altra droga in casa, oltre ad alcuni proiettili di arma da guerra.

Nella camera da letto dell’uomo trovato circa cinquemila euro, ritenuti il provento dell’attività di spaccio Aveva nascosto in due garage oltre 12 chili di droga, tre pistole pronte all’uso, una lanciarazzi e centinaia di proiettili. I carabinieri di Lecce hanno arrestato un pregiudicato di 32 anni. Recuperati un chilo e mezzo di cocaina, 6 kg di marijuana e 5 kg e mezzo di hashish.  Nella camera da letto dell’uomo i militari hanno trovato circa cinquemila euro in banconote di vario taglio ritenuti il provento dell’attività di spaccio.

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