La guerra della movida a Brindisi si arricchisce di un nuovo capitolo. Dopo il no dei residenti al protocollo elaborato dal tavolo prefettizio e le proteste degli operatori, ora l’opposizione chiede un intervento immediato al Comune: una deroga agli orari della musica fino al 30 settembre e un regolamento definitivo per disciplinare eventi e intrattenimenti. Al centro, il difficile equilibrio tra il diritto al riposo e le esigenze delle attività
La partita sulla movida brindisina entra in una nuova fase. Il confronto, teso ormai da mesi, resta sospeso tra due esigenze contrapposte: il diritto al riposo dei residenti del centro storico e la necessità dei locali di lavorare e organizzare eventi. Il comitato dei residenti ha bocciato la bozza del “Protocollo movida” elaborata dal tavolo prefettizio, chiedendo regole più rigide, maggiori controlli e limiti più chiari sugli orari della musica.
Dopo proteste ed esposti, è stata annunciata anche un’azione legale contro il Comune, accusato di immobilismo. Sul fronte opposto, i gestori dei locali contestano misure considerate troppo penalizzanti, come l’ipotesi dell’obbligo di steward durante alcune serate, ritenuto un costo difficile da sostenere. Ora a riaccendere il dibattito è una mozione dell’opposizione, che chiede al sindaco un’ordinanza di deroga agli orari delle emissioni sonore fino al 30 settembre e, in parallelo, l’avvio dell’iter per un regolamento organico sugli intrattenimenti.
La proposta prende come riferimento il modello adottato da Ostuni e prevede un confronto con residenti, associazioni di categoria e Prefettura. Secondo i consiglieri di minoranza, dopo la sospensione dell’ordinanza del 2023 da parte del Tar, Brindisi è rimasta senza una disciplina chiara, lasciando la gestione delle serate a interventi di polizia e contenziosi giudiziari. Intanto Fratelli d’Italia chiede di accelerare sul nuovo regolamento comunale.
Dopo oltre due anni di tensioni, la sfida resta quella di trovare un equilibrio tra una città che vuole vivere la notte e una città che chiede il diritto al riposo.











