Un test indicativo, arrivato però in piena emergenza: l’allenatore ha dovuto infatti rinunciare a ben sette elementi, tra cui spicca l’assenza di Banda
Buona la prima per il Lecce di Di Francesco, che bagna il debutto stagionale in terra ungherese con un successo per 1-0 contro l’Haladas. A decidere il match, nella ripresa, ci ha pensato il giovane Laerke su assist perfetto di N’Dri.
Un test indicativo, arrivato però in piena emergenza: l’allenatore ha dovuto infatti rinunciare a ben sette elementi, tra cui spicca l’assenza di Banda. Il calciatore zambiano, bloccato da presunti problemi burocratici legati al passaporto, arriverà in ritardo in ritiro. Una situazione che non è andata giù né alla dirigenza né a Di Francesco: al suo arrivo sarà inevitabile un confronto chiarificatore.
Ma il dato più evidente di questa prima uscita è un altro: in campo si è visto un Lecce propositivo, ma privo di qualsiasi volto nuovo. I giallorossi ripartono da una base solidissima e da automatismi già collaudati – il che rappresenta un vantaggio immediato –, ma è innegabile che il mercato in entrata stenti ancora a decollare.
Nonostante le rotazioni ridotte, Di Francesco ha già iniziato a sperimentare: su tutte, la posizione di Santiago Pierotti come mezzala destra, una mossa tattica che da semplice esperimento sembra potersi trasformare in una scelta abituale per il ritorno stabile al 4-3-3.
Un buon punto di partenza, insomma, che ha messo in mostra la vivacità dei giovani e la solidità del gruppo storico. Ora, però, la palla passa alla società: per fare il salto di qualità servono i rinforzi.
di Matteo Bottazzo











