TACCUINO ECONOMICO
Il riscaldamento delle acque stravolge gli ecosistemi marini. C’è una timida ripresa per le cozze a Taranto e Cagnano Varano, ma il settore è soffocato dai rincari
L’innalzamento delle temperature nel Mar Mediterraneo non è più una minaccia lontana, ma una realtà che sta stringendo alla gola l’economia blu della Puglia. L’allarme lanciato da Coldiretti Pesca Puglia fotografa una situazione d’emergenza: il surriscaldamento delle acque sta modificando gli equilibri degli ecosistemi marini, mettendo a serio rischio la sostenibilità produttiva ed economica delle imprese ittiche locali. Una crisi profonda che colpisce l’intero comparto, dalla pesca costiera agli allevamenti tradizionali.
Per la mitilicoltura pugliese, concentrata nelle storiche aree del Tarantino e di Cagnano Varano, gli ultimi anni sono stati drammatici. Le temperature record dell’acqua avevano provocato una vera e propria moria, distruggendo sia i mitili adulti pronti alla vendita sia il novellame destinato al ripopolamento degli impianti. Quest’anno si registra finalmente una parziale ripresa: grazie a un inverno più rigido, le cozze hanno trovato le condizioni termiche ideali per svilupparsi, riportando il prodotto sul mercato. Si tratta di un segnale positivo che, tuttavia, non permette di abbassare la guardia in vista dei mesi estivi, quando il picco di calore tornerà a rappresentare un fattore di altissimo rischio.
Se la pesca a strascico risente meno delle variazioni grazie alla maggiore stabilità dei fondali, la situazione è invece critica in superficie. L’aumento delle temperature spinge infatti i piccoli pelagici, come sardine e acciughe, a migrare verso aree più fresche, rendendo il lavoro della piccola pesca costiera estremamente difficile e riducendo la disponibilità del pescato. A ciò si aggiunge il tilt della catena alimentare marina: la diminuzione dell’ossigeno disciolto e le modifiche nella produzione di plancton compromettono la sopravvivenza delle larve durante la fase riproduttiva, frenando la crescita della popolazione ittica.
A peggiorare il quadro si inserisce la pesante pressione economica sulle aziende. Le difficoltà di approvvigionamento delle materie prime hanno fatto impennare i prezzi dei mangimi, che da soli coprono oltre la metà dei costi di gestione di un allevamento ittico. Sommati ai continui rincari di carburante, energia, trasporti e manodopera, questi fattori stanno letteralmente azzerando i margini di profitto delle imprese pugliesi, in un contesto nazionale già caratterizzato da una progressiva contrazione del settore.
“Il ritorno di una buona produzione di cozze è certamente un segnale incoraggiante, ma non basta a cancellare le difficoltà strutturali che il comparto vive ormai da anni”, spiega Davide Di Pinto, responsabile di Coldiretti Pesca Puglia. “Il mare sempre più caldo sta cambiando gli equilibri naturali, con effetti diretti su tutta l’attività costiera. Occorre investire subito nella ricerca, nel monitoraggio e in misure di sostegno concrete, perché il rischio reale è quello di compromettere un patrimonio produttivo e culturale fondamentale per la nostra regione”.












