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Maratea, vasto incendio sul Monte San Biagio: nessun danno per Basilica e Cristo Redentore

Il presidente Bardi: “Un attacco alla bellezza, alla nostra storia e a uno dei simboli più preziosi della Basilicata nel mondo”

Ci sono volute quasi nove ore per mettere sotto controllo il vasto incendio che, nella notte tra martedì 14 e mercoledì 15 luglio, ha messo a rischio il Monte San Biagio e due dei simboli più conosciuti di Maratea: la Basilica di San Biagio e il Cristo Redentore. Il rogo è divampato intorno alle 2 nella zona della frazione di Santa Caterina, propagandosi rapidamente lungo il pendio fino a raggiungere l’area del santuario e della celebre statua, alta oltre 21 metri, realizzata tra il 1963 e il 1965 dallo scultore Bruno Innocenti per volontà del conte Stefano Rivetti di Val Cervo.

Le operazioni di spegnimento hanno richiesto un imponente dispiegamento di uomini e mezzi. In azione una trentina di vigili del fuoco con dieci automezzi provenienti dai cinque distaccamenti lucani, affiancati da un Canadair e da un elicottero, impegnati a circoscrivere un incendio che ha distrutto una vasta porzione di macchia mediterranea. Le indagini sono in pieno svolgimento. Secondo i primi accertamenti, il fronte di fuoco avrebbe avuto origine in almeno cinque punti differenti. Un elemento che gli investigatori ritengono particolarmente rilevante, soprattutto considerando che, nelle stesse ore, altri due incendi sono divampati nelle frazioni di Massa e Acquafredda. Una circostanza che lascia aperta anche l’ipotesi di un’origine dolosa.

Conclusa la fase più critica dell’emergenza, sono partite le verifiche sulle condizioni di sicurezza dell’area. Il Comune ha disposto la chiusura del Cammino di San Biagio e della Via Ferrata fino a nuovo provvedimento, per consentire i controlli sulla stabilità dei percorsi e della parete rocciosa. Alle verifiche prenderanno parte anche i rocciatori della Provincia di Potenza. Sull’accaduto è intervenuto anche il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, che ha definito quanto accaduto “un attacco alla bellezza, alla nostra storia e a uno dei simboli più preziosi della Basilicata nel mondo”. Il governatore ha parlato di un grave danno ambientale, dovuto alla distruzione della macchia mediterranea, e di un duro colpo all’immagine di Maratea. Bardi ha quindi espresso l’auspicio che le indagini chiariscano rapidamente le cause del rogo e che, qualora venga confermata la matrice dolosa, i responsabili siano individuati e perseguiti con la massima severità.

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