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Nuove tasse sui pacchi extra-UE da luglio: come cambiano i dazi doganali e cosa rischia l’Italia

TACCUINO ECONOMICO

Addio alla franchigia sotto i 150 euro: in arrivo il nuovo dazio europeo da 3 euro e l’incognita della sovraccassa italiana da 2 euro che allarma il settore della logistica

A partire dal primo luglio cambieranno radicalmente le regole per gli acquisti online provenienti da territori esterni all’Unione Europea e di importo inferiore ai 150 euro, a causa della cancellazione della storica esenzione tariffaria in vigore dal 1992 che finora proteggeva i piccoli pacchi da oneri doganali. Questa svolta introdurrà un dazio fisso comunitario di 3 euro a spedizione, quale primo passo di un piano di ammodernamento doganale che si completerà nel 2028 con la nascita di una piattaforma digitale condivisa denominata Data Hub. Per i residenti in Italia il rincaro potrebbe essere persino maggiore, poiché rischia di sommarsi un’ulteriore imposta nazionale di 2 euro introdotta con l’ultima manovra finanziaria e finora congelata; l’applicazione concomitante di entrambi i provvedimenti farebbe lievitare la spesa fissa di 5 euro per ogni collo, a cui andrà comunque sommata l’Iva, mentre da novembre si aggiungerà anche una specifica commissione europea per la gestione amministrativa delle pratiche. Le istituzioni di Bruxelles giustificano questa stretta sull’e-commerce con motivazioni di tutela ambientale e con l’esigenza di riequilibrare la competizione a favore delle aziende locali, frenando l’enorme afflusso di merci economiche straniere che ha visto transitare nel mercato unico ben 4,6 miliardi di piccoli colli nel solo 2024, di cui la quasi totalità di provenienza cinese.

Sebbene le autorità europee puntino a colmare le falle del sistema e a potenziare le verifiche, i detrattori evidenziano come la manovra finirà per colpire soprattutto i consumatori meno abbienti, privati della possibilità di comprare beni a basso costo. In questo contesto, l’esecutivo italiano si trova a valutare delle modifiche normative per scongiurare una doppia tassazione sui pacchi che i rappresentanti del settore considerano insostenibile per merci dal valore commerciale spesso irrisorio. A lanciare l’allarme è soprattutto Confetra, la sigla che riunisce le imprese della logistica e dei trasporti, la quale ha sollecitato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti a cancellare la sovraccassa interna per evitare ripercussioni negative sull’intero sistema logistico nazionale. Secondo le proiezioni ufficiali, la misura interna dovrebbe garantire alle casse pubbliche 122,5 milioni di euro per l’anno in corso e circa 245 milioni annui dal 2027, ma gli operatori avvertono che tali stime ignorano le dinamiche del trasporto merci continentale. Qualora l’Italia applicasse tariffe più svantaggiose rispetto ai partner europei, i grandi vettori internazionali devieranno i propri voli cargo verso scali aeroportuali in Germania, Belgio o Olanda per effettuare lì le pratiche doganali e trasferire poi i prodotti a destinazione tramite trasporto su gomma.

Un simile spostamento non solo svuoterebbe gli scali italiani riducendone la competitività, ma indebolirebbe anche la capacità di controllo sulle merci in entrata. Per dimostrare i rischi, l’associazione ha elaborato due simulazioni per la seconda metà dell’anno: mantenendo il balzello nazionale, il traffico merci aeroportuale italiano si dimezzerebbe portando un incasso complessivo di circa 70 milioni di euro, mentre eliminando la tassa locale l’Italia manterrebbe intatti i propri volumi commerciali e incasserebbe comunque 38 milioni di euro grazie alla percentuale trattenuta sui dazi comunitari. Lo scarto economico tra le due opzioni sarebbe quindi di soli 32 milioni di euro in cinque mesi, una cifra irrisoria a fronte del pericolo concreto di perdere quote di mercato strutturali a vantaggio degli hub logistici europei concorrenti, motivo per cui il settore chiede a gran voce la cancellazione del tributo italiano o perlomeno il suo slittamento a novembre per farlo coincidere con l’avvio della commissione amministrativa europea.

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