TACCUINO ECONOMICO
Il sondaggio Confesercenti-Ipsos fotografa i consumi degli italiani: boom di spese per i viaggi, ma al Sud pesa il carovita e i giovani scelgono il risparmio
In arrivo un boost da 12,4 miliardi di euro per i consumi estivi grazie alla quattordicesima mensilità, che tra giugno e luglio offrirà una boccata d’ossigeno ai lavoratori dipendenti, sebbene l’ombra dell’incertezza economica spinga molti verso una crescente prudenza finanziaria. Secondo l’ultimo sondaggio Confesercenti Ipsos, la spesa principale sarà orientata verso vacanze e viaggi estivi, un’opzione indicata dal 54,8% dei lavoratori (in netta crescita rispetto al 48% dello scorso anno), ma parallelamente aumenta anche la quota di chi preferisce blindare il portafogli, con il risparmio delle famiglie che sale dal 24% al 29%.
Gli italiani utilizzeranno questo extra economico per una media di due destinazioni d’uso a testa, distribuendo le risorse anche verso i saldi estivi per il 21,7% dei casi e la ristrutturazione e arredo casa per il 20,7%. Non mancano però i segnali di disagio sociale legati al carovita, dato che il 17,5% userà la quattordicesima per bollette e rate arretrate (in aumento rispetto al 15% del 2025), seguiti da investimenti al 13,4%, spese sanitarie al 12,1% e mutui o finanziamenti al 10,2%. Questa iniezione di liquidità avrà un impatto immediato sull’economia reale, poiché ben il 69% dei beneficiari spenderà il 40% dell’importo entro trenta giorni dal ricevimento e il 36,3% arriverà a consumare oltre il 60% della somma nelle prime quattro settimane, sostenendo in modo massiccio il turismo e il commercio di prossimità. Analizzando i macro-trend di consumo rispetto agli anni passati, emerge una forte polarizzazione: se il 23,9% aumenterà il budget per lo svago e gli acquisti extra, il 19,7% ridurrà le spese per incrementare i risparmi, il 19,4% si concentrerà sui beni di prima necessità e il 9,2% taglierà drasticamente i costi dei viaggi, mentre il 27,7% manterrà invariate le proprie abitudini. Il sondaggio evidenzia inoltre un profondo divario geografico tra Nord e Sud Italia: nelle regioni meridionali la pressione sui bilanci domestici è massima, con il 34,3% che destinerà la quattordicesima alle spese essenziali (contro appena il 17,5% del Nord) e il 23,6% costretto a saldare debiti e utenze scadute.
Sul fronte generazionale, i giovani under 35 dimostrano una maggiore propensione al risparmio (36,8%) rispetto alla fascia 35-65 anni (25,6%), a dimostrazione di una diffusa ansia per il futuro finanziario. In ogni caso, per oltre nove italiani su dieci questo stipendio aggiuntivo ha un peso decisivo sulla stabilità del budget familiare, tanto che il presidente di Confesercenti Nico Gronchi ha sottolineato come la mensilità sia fondamentale per affrontare spese altrimenti insostenibili, rilanciando la proposta di detassare la quattordicesima per i lavoratori e ridurre i contributi per le imprese, contrastando al contempo i contratti in dumping che escludono centinaia di migliaia di dipendenti da questa importante tutela contrattuale.












