Avrebbero venduto olio di oliva spacciandolo come italiano ma era sofisticato e aromatizzato con sostanze chimiche. Ci sono nove indagati nell’inchiesta aperta dalla Procura di Lecce. Le indagini sono partite nel 2023. I reati contestati riguardano ipotesi di frode nell’esercizio del commercio, vendita di sostanze alimentari non genuine come genuine, la falsità ideologica, la falsità nei registri telematici SIAN, nonché l’emissione di fatturazioni false.
Tutto è partito dal ritrovamento, in uno stabilimento oleario salentino, di diverse partite di olio extravergine di oliva per 90mila chili difforme ai parametri di purezza previsti dalla normativa europea. L’olio risultava sofisticato e alterato da aromi artificiali. Le indagini hanno anche ricostruito traffici internazionali per circa 300mila kg di oli extravergini e vergini di oliva di pessima qualità, provenienti da Algeria e Albania con prezzi decisamente inferiori rispetto a quelli nazionali, con il coinvolgimento di società estere ubicate in Spagna, Portogallo, Francia ed Albania, attraverso l’emissione di fatture ritenute fittizie per un giro di affari che supera i 3milioni di euro.













