Il “metodo Corvino” lascia in eredità una miniera d’oro
È la fine di un’epoca. Non solo per il Salento, ma per l’intero calcio italiano. Dopo aver centrato la quarta, storica salvezza consecutiva in Serie A, Pantaleo Corvino sembra ormai a un passo dall’addio. Il Responsabile dell’Area Tecnica ha deciso di fermarsi, di concedersi una pausa, chiudendo una pagina di storia scritta in tredici anni di amore e intuizioni divisi in due diverse ere.
Dal suo ritorno nel 2020, sei anni consecutivi da capolavoro: una promozione dalla Serie B e poi un miracolo che si è ripetuto, anno dopo anno, mantenendo il Lecce stabilmente nell’élite del calcio italiano con il budget più basso del campionato.
Il “metodo Corvino” lascia in eredità una miniera d’oro. Più che un direttore sportivo, un cercatore di tesori. Scoperte pagate pochi spiccioli e trasformate in plusvalenze da record o pilastri del presente: dal cervello di Hjulmand alla potenza di Dorgu, passando per la solidità di Pongracic fino ai gol di Krstovic.
Ora, mentre Corvino si prepara ai saluti, il club salentino riflette sul futuro per non disperdere questo patrimonio. Le idee per il post-Corvino sono già sul tavolo: la pista più calda porta alla linea della continuità, con la promozione interna di Stefano Trinchera, attuale braccio destro e direttore sportivo. L’alternativa verde guarda invece a Castellammare di Stabia, con il profilo emergono di Matteo Lovisa.
Comunque vada, nulla sarà come prima. Si chiude l’era del Direttore per antonomasia. Il Lecce volta pagina, consapevole che sostituire l’uomo dei miracoli sarà la sfida più difficile di tutte.
di Matteo Bottazzo













