Alla base una vendetta maturata in ambienti criminali. Uno dei fermati era già in carcere
Svolta a Taranto su un cold case del 2013: nella notte i carabinieri hanno arrestato due persone con l’accusa di omicidio aggravato dal metodo mafioso e detenzione illegale di arma da fuoco.
L’indagine riguarda l’uccisione di Martino Marangia, all’epoca 50enne, nelle campagne di Pulsano, in contrada Rotondelle. L’uomo fu raggiunto da diversi colpi di calibro 9×21 mentre si trovava accanto alla sua auto, sotto gli occhi della compagna, unica testimone, rimasta illesa.
All’epoca si ipotizzò un agguato premeditato: i killer lo attesero in una zona isolata che la vittima percorreva abitualmente. Marangia, con precedenti per reati contro il patrimonio, aveva da poco avviato una piccola attività edile ed era stato coinvolto in una violenta rissa finita a processo.
Secondo gli inquirenti, il movente sarebbe legato a contrasti e a una precedente aggressione subita dal presunto mandante. Uno degli arrestati era già detenuto.













